La mia recensione su literary:
Blanche Harrington è una ricca ereditiera nella Londra del 1822, ma è anche una donna di ventotto anni, saggia ed equilibrata che, dopo la morte del padre, desidera trovare un marito onesto e affidabile che non sia interessato solo alla sua dote. E’ convinta, infatti, di essere una persona troppo chiusa e controllata per lasciarsi andare alla passione, ma le sue due migliori amiche, Felicia e Bess, vedendo che Blanche è attratta da Rex De Warenne, un nobile trentenne che ha perduto una gamba in guerra e che da allora vive un’esistenza solitaria, occupandosi dell’amministrazione della sua tenuta in Cornovaglia, riescono con un pretesto a spingere Blanche proprio nella selvaggia Cornovoglia, ospite di Rex.
La Joyce ha costruito un romance intimista, dove non accade nulla, perché gli eventi decisivi nella vita dei due protagonisti riguardano il passato e da questo passato entrambi sono ancora pesantemente condizionati: Blanche ha, infatti, perduto la madre, quando aveva appena sei anni, durante un tumulto, mentre Rex ha perso la gamba salvando la vita in guerra ad un amico che, però, gli ha portato via al ritorno in patria la donna, di cui era innamorato.
Gran parte del libro si basa dunque sulle discussioni di Blanche e Rex che da una parte faticano ad aprirsi e a rivelare i propri sentimenti, mentre dall’altra si sentono attratti reciprocamente. Rex tuttavia è convinto di non essere il marito adatto per Blanche, perché non ama come lei la mondanità, possiede una proprietà non troppo grande, essendo il secondogenito di una numerosa famiglia, e soprattutto ha alcune cattive abitudini, come bere troppo quando si sente solo e soprattutto consolarsi tra le braccia di una delle sue cameriere.
Blanche d’altra parte vede in lui un uomo che non sfrutta i fittavoli della sua proprietà, che sa essere sincero e generoso e che, nonostante i suoi difetti, potrebbe essere un marito accettabile per un unione costruita sulla collaborazione e sulla solidarietà più che sull’amore. All’improvviso però Blanche che aveva rimosso i ricordi legati alla morte tragica della madre comincia a soffrire di incubi e di emicranie ed iniziano a riemergere anche contro la sua volontà i ricordi di quel trauma che l’aveva segnata da bambina e così decide di rompere il fidanzamento con Rex e di accettare come futuro marito un uomo che è solo interessato alle sue ricchezze, pensando che l’accetterà come moglie anche se i ricordi del passato a volte la fanno comportare in modo strano. Rex, però, riceve una lettera dalla sorella che lo informa dei problemi di salute di Blanche e si precipita a Londra…
La Joyce è partita da uno spunto buono: scegliere come protagonista maschile un eroe non ideale come accade spesso nei romance, ma pieno di difetti, anche se d’animo sensibile e generoso, segnato più che dal trauma della guerra e dalla perdita di una gamba dal tradimento del suo migliore amico e della sua ex fidanzata che si sono sposati, mentre lui era ricoverato in un ospedale militare, ma non è riuscita a gestire bene una materia così complessa, resa ancora più impegnativa dalla misteriosa malattia di Blanche che ha dei sintomi strani, un incrocio tra attacchi di panico ed emicranie di natura psicologica, ma che guarisce in modo troppo semplice e rapido nel finale del libro, solo grazie all’amore di Rex.