E.M. Cioran (1911-1995), scrittore e pensatore dal fascino contagioso, è oggi un classico che conta un vasto pubblico di lettori in tutto il mondo. Agli inizi tardò ad affermarsi in Francia (dove si era trasferito nel 1937 dalla nativa Romania) e più ancora, in Italia dove la critica non conosceva che i ferrivecchi marxisti o l'utensileria strutturalista. Il presente volume di scritti di Mario Andrea Rigoni, che ebbe con lui un lungo rapporto di amicizia - presentò e pubblicò i suoi testi nel Corriere della Sera e diresse per Adelphi la traduzione delle sue opere - offre testimonianze dirette e illuminanti su un autore tra i più essenziali del Novecento.Massimo studioso del pensiero di Leopardi (del quale ha anche edito e commentato nei Meridiani Mondadori l'opera poetica), critico letterario e saggista, Mario Andrea Rigoni è professore ordinario all'Università di Padova e collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera. Tra le sue Saggi sul pensiero leopardiano (Liguori, 1985), Elogio dell’America (Liberal Edizioni, 2003) e In compagnia di Cioran (Il notes magico, 2004).
"Nessun animale è uscito dalla propria condizione. Solo l’uomo l’ha fatto. E ora non può tornare indietro. Potrebbe salvarsi se ritornasse allo stato animale. Ma questo è impossibile. Di conseguenza, bisogna che segua la sua strada. Finirà forse nella demenza, nella stupidità, ma sarà la logica conclusione di un destino geniale. L’uomo è un mostro. E «mostro» non è un concetto negativo, ma un’idea tragica." (Sul suicidio, intervista a Cioran di Rossend Arqués, p. 84)