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L'uomo della Provvidenza

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A oltre mezzo secolo dalla sua morte, è possibile parlare di Mussolini con asettica obiettività? Arrigo Petacco raccoglie la sfida e ricostruisce la vicenda del "figlio del fabbro" facendola emergere dal fitto polverone di esaltazione e di denigrazione nel quale è stata sempre avvolta.

254 pages, Kindle Edition

Published October 7, 2010

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Arrigo Petacco

65 books6 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Gibson.
731 reviews1 follower
August 18, 2021
Se il fascismo è un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione

Possiamo definirlo grande?
Questa è la domanda che apre il saggio su Mussolini di Petacco, come sempre capace di rendere la lettura chiara e comprensibile oltre che scorrevole.
La scelta selettiva che fa degli eventi da affrontare però - interi capitoli per tematiche interessanti ma non cruciali, e solo accenni per altre più rilevanti - sbilancia la risposta verso il lettore sul sì. Un sì rafforzato soprattutto laddove il Duce ha fatto scelte deprecabili per se stesso e per l'intera nazione e che l'autore tende a minimizzare, a considerare errori in buona fede.

In fondo era un brav'uomo, sembra dirci Petacco, un brav'uomo che ha fatto il passo più lungo della gamba.
Peccato che la gamba si sia trascinata dietro uno Stivale, aggiungo io.
Profile Image for Marco Innamorati.
Author 19 books34 followers
March 4, 2026
Sono molto perplesso. L’autore è un giornalista e non uno storico; come tale non si preoccupa molto di citare con precisione le fonti. Però mi sembra che presenti di Mussolini un ritratto quasi apologetico, indicando come unico errore la scelta di entrare in guerra a fianco di Hitler. Anche la questione delle leggi razziali viene vista come una suoerficiale concessione a Hitler, del resto poco seguita nei fatti. Petacco sembra indorare la pillola anche nel parlare dell’antisemitismo italiano, e in particolare di quello della Chiesa: quando sembra ormai accertato che furono i cattolici a innestare in Europa la persecuzione degli ebrei e a rinfocolarla più volte. Il libro di Raul Hilberg su La distruzione degli Ebrei d’Europa basta e avanza a dimostrarlo. Ma non è superfluo ricordare come la leggenda dell’accusa del sangue sia nata in ambito cattolico: come si fa a pensare che sia scevro di antisemitismo un paese che ha inventato l’idea che gli ebrei intingessero nel sangue di bambini cristiani ostie consacrate?

Chiaramente è diverso partire nel racconto biografico dal giorno trionfale dell’annuncio dell’impero, nel 1936, come fa Petacco - o dalle coltellate ai compagni di classe delle elementari, come fa Mack Smith.
Diverso è presentare Mussolini addirittura come “allievo” di Vilfredo Pareto in Svizzera, come fa Petacco - o sapere che forse ne frequentò alcune lezioni, ma con sicurezza soltanto una, basandosi non sulle millanterie del duce ma su quanto è accertato.

A dimostrazione delle intenzioni semi-apologetiche di Petacco va registrato come quest’ultimo dipinge il rapporto con le donne di Mussolini. Ne viene fuori il ritratto di un uomo iper-virile, che affascinava tutte le donne cui era interessato; un tipico maschio italiano infedele ma tutto sommato leale con le sue amanti. Petacco si guarda bene dal raccontare la triste storia di Della Dalser, madre di un suo figlio illegittimo, fatta imprigionare per evitare scandali nel 1937. Come si guarda bene dal riferire i ricordi di Leda Rafanelli, corteggiata da Mussolini ma tutt’altro che interessata a lui sessualmente - e fatta vessare dalla polizia, dalla quale vennero sequestrate anche le lettere inviatele da Mussolini durante la loro amicizia. Un’amicizia cui lei dette fine quando Mussolini abbandonò il socialismo per il fascismo.

Sembra abbastanza singolare che Petacco dedichi un intero capitolo alla leggenda di un ampio epistolario tra Mussolini e Churchill, pur ammettendo che diverse circostanze rendono tale leggenda del tutto inverosimile. L’unico scopo di un tale inutile spreco di pagine sembra quello di accreditare Mussolini tra i grandi della storia per il suo possibile rapporto paritario con un grande autentico.

L’uso frequente dell’espressione “vulgata antifascista” a proposito della presunta intenzione di nascondere i “pregi” del ventennio mi sembra francamente fuori luogo. Tanto più che Petacco presenta come veritiere delle ricostruzioni storiche ampiamente discutibili (come quella che le bonifiche del territorio siano state compiute da Mussolini partendo da zero).

Anche la tesi che Mussolini non fosse il mandante dell’omicidio Matteotti appare decisamente fantasiosa, dato che oltretutto Mussolini stesso se ne assunse la responsabilità in un famoso discorso. La tesi è fondata sull’idea che da tale omicidio Mussolini non avesse nulla da guadagnare e anzi tutto da perdere. Non si capisce perché un dittatore debba avere qualcosa da perdere nella scomparsa del proprio principale avversario politico. Ma questa idea ogni tanto viene rilanciata in altri contesti. È stato per esempio risibilmente affermato che Putin non fosse il mandante dell’assassinio di Navalnyi e Politikvskaja perché le loro morti ne avrebbero danneggiato l’immagine…

Insomma, non esiterei a collocare questo libro al confine del revisionismo storico.
Profile Image for Davide Corizzo.
26 reviews2 followers
July 26, 2019
Se davvero siamo italiani ed a prescindere delle nostre preferenze politiche, abbiamo il dovere di informarci su questo periodo storico in cui l'Italia ha sperimentato un regime autoritario senza precedenti nella sua storia. E non possiamo negare che Mussolini abbia fatto la storia del nostro paese, alla fine più nel male che nel bene per errati calcoli politici negli anni durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Arrigo Petacco ci offre in questo libro una completa analisi super partes spiegando il motivo del successo di questo personaggio storico e del movimento fascista, così come la sua decadenza avvenuta in una maniera così rapida. Consigliatissimo!
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