Questo libro giunge a smentire i pregiudizi e a rompere gli indugi presentandoci il mercato come non l’abbiamo mai visto: l’esito, ovviamente sempre imperfetto, della libera interazione di milioni di individui, la sorgente ultima di ogni innovazione, l’unica palestra possibile per la libertà degli esseri umani. In quest’ottica se ne descrivono i protagonisti, ciascuno con le proprie peculiarità, si evidenziano gli errori concettuali e i pericoli di regolamentazioni asfissianti. Ostacolare o limitare la libertà del mercato significa togliere alle persone la possibilità di manifestare la loro libertà di farsi scegliere e ha un costo implicito: sono i prodotti e i servizi che non potremo sperimentare, che a nostra volta non ci sarà dato di poter scegliere. Lasciare spazio all'imprevisto, invece, rende. Per questo - dice Mingardi - «varrebbe la pena di rinunciare alle spiegazioni semplificanti, al divorante bisogno di un ordine sovrimposto che abbia il pregio di risultarci immediatamente chiaro sulla carta. La chiarezza del progetto non garantisce la bellezza dell’esito. Ci sono più cose in cielo e in terra, e per fortuna».
Il libero mercato è l'economia della sorpresa. Il mercato siamo noi: non pedoni, torri e alfieri, ma esseri umani imprevedibili, impauriti, meschini, sorprendenti, limitati e geniali, gente per bene e perfetti stronzi, persone innamorate e cinici gretti, filantropi e magliari.
... l'autore la fa un po' troppo semplice. Esistono anche i fallimenti del mercato, che tutta la dottrina economica riconosce. E mi pare anche che si sottovalutino gli effetti dell'asimmetria informativa. Comunque un'ottima lettura.
una persuasiva sintesi sui meriti del mercato, ingiustamente accusato di eccessi e problemi che in realtà derivano dai lacci e lacciuoli imposti dalla politica
Disamina molto interessante della superiorità del modello libero scambista su tutti gli altri provati nella pratica. Vengono smontate in modo sistematico (ma volutamente leggero nello stile) tutte le "cose che tutti sanno sull'economia" da "il mercato va imbrigliato" a "solo il controllo statale può permettere una proficua accumulazione economica" a "l'estero ci fa concorrenza sleale"