Marisa Fenoglio ha una lingua preziosa, precisa e accogliente. Riesce a far stare insieme italiano, tedesco e dialetto con semplicità.
Qui racconta la difficoltà dell'emigrante di tornare alla terra d'origine, l'altro è che ormai è diventato casa in qualche modo; la casa che è circondata di nostalgia, ricordi, idee di come era e ci delude, non ci accoglie come prima. La difficoltà di sentirsi pesce fuor d'acqua sempre. La difficoltà di accettare che l'Altrove non sia più così altrove.
Lo sguardo è quello di una borghese che vive in una società borghese, seppur politicamente impegnata e conscia della società tutta, fatica a cogliere che in altri frammenti della società le difficoltà di integrazione, di accettazione dell'altrove siano più complesse.
Tuttavia resta un ritratto lucido e interessante del fenomeno migratorio.