3,5.
L'ultima volta che ho letto un romanzo della Bosco è stato parecchi anni fa e, all'epoca, non mi entusiasmò più di tanto. Dopo tanti anni ci ho riprovato e devo dire che non è stato male; certo, continuo a non essere d'accordo con il suo uso della punteggiatura (ma v beh, quella, a parte le regole base, è una scelta personale) e, soprattutto, con le scelte dei suoi correttori di bozze: ho trovato un "pò" che per poco non mi ha fatto lanciare il libro dalla finestra, e mi sono fermata solo perché l'avevo ormai pagato e, soprattutto, era sul MIO lettore ebook che, poveraccio, non ha fatto nulla di male.
A livello di trama, comunque, mi è piaciuto. Per certi versi, anzi, mi sono sentita molto vicina alla protagonista: non avendo io stessa un lavoro stabile, capisco cosa vuol dire non avere certezze da quel punto di vista. Inoltre, anche a me, come penso a tutti, è capitato di vivere un amore non corrisposto, e questo rende ancora più semplice mettersi nei suoi panni.
Nonostante questo, avrei strozzato Cristina con le mie mani in più di un'occasione: la classica tipa che nella propria testa farebbe furore, ma che in realtà non riesce neanche a mandare al diavolo il pretendente più pesante della storia della letteratura chick-lit. Le avventure che le accadono sono divertenti, e in effetti ho riso un sacco, ma a volte suonano un po' esagerate: e che cavolo, ma ce ne vuole per essere così! (e lo dice una che è una calamita per i disastri e che potrebbe pubblicare la propria autobiografia per quel che le succede)
MM, invece, è il classico personaggio da romanzo: perfetto, sotto ogni punto di vista. il sogno di tutte le donne e, forse, troppo perfetto per essere reale. Ma, alla fine, siamo in un romanzo, e quindi va bene tutto.
Ciò che invece non mi è piaciuto è stato proprio il finale. L'ho trovato troppo frettoloso: troppo comodo che l'amica in viaggio di nozze casualmente lo incontri. E va bene che qui si tratta di lasciar fare all'Universo, ma siamo pur sempre in un romanzo e questo Universo (nella fattispecie MM) avrebbe potuto essere un po' più attivo.
Resta comunque una lettura simpatica e godibile per gli amanti del genere, anche se consiglio davvero un lavoro migliore di editing e correzione di bozze, perché su un romanzo edito da una casa editrice che si definisce seria questi orrori grammaticali non si possono leggere.