La scienza è fallibile, è troppo riduzionista e quindi non può comprendere la complessità del mondo, è divisa al suo interno e quindi inaffidabile, è un puntello del potere e schiava del mercato. Per tacere del fatto che ha causato tragedie immani e che nonostante ciò si arroga unilateralmente il diritto di decidere per tutti, pur mancando della profondità di pensiero tipica della filosofia e della religione, da cui dovrebbe semmai farsi guidare. E poi la scienza è solo un'opinione, come tutte le pratiche umane, per cui è insensato darle un vantaggio sociale e politico, magari sovvenzionandola: anzi, è dannoso. Chi la pensa così dovrebbe davvero leggere questo libro, in cui ognuno di questi argomenti viene analizzato, soppesato e - dati alla mano smontato. Perché se c'è una cosa di cui siamo ragionevolmente sicuri è che la scienza ha consentito il funzionamento della prima macchina socio-culturale ed economica in grado di produrre più benessere, più salute, più libertà, meno violenza, più eguaglianza e più razionalità.
L'autore propone una risposta per ognuno delle dodici domande indicate come le principali critiche rivolte alla scienza, specialmente da non scienziati. Una lettura illuminante, per tutti.
Un altro ottimo sanpietrino, dedicato alla decostruzione ontologica degli attacchi che il mondo della scienza subisce da opinione pubblica, media, politica, religione e giustizia.
Il conciso saggio di Gilberto Corbellini racchiude in sé pregi e limiti dell'intera collana di micro saggistica: estrema chiarezza espositiva ed evidente competenza dello scrivente vs infarinatura generale sulla tematica in esame, che richiede ulteriori approfondimenti da chi non se la sente fidarsi ciecamente su quanto esposto.
L'atteggiamento dell'autore è misurato, mai partigiano, nemmeno quando espone l'ignoranza e il pregiudizio che permeano vicende di strettissima attualità (Stamina, Greenhill), senza dimenticarsi di evidenziare gli errori compiuti dalla stessa comunità scientifica sotto attacco. Peccato per la mancanza di qualche considerazione basilare su OGM e agricoltura, tematiche su cui l'autore fornisce pochi riferimenti bibliografici e tende a risentirsi maggiormente.
Peccato poi che questa precisa risposta finirà per essere letta più da chi si interessa di scienza che da chi la attacca proprio con le tesi smontate nel libriccino. Peccato perché risulta sincero nel ritrarre anche i limiti e le colpe del mondo scientifico che non ha saputo dialogare col resto della popolazione.