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La trappola amorosa

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Un attore quasi sessantenne piegato alla radio (Giacomo Berzia) ma stimato da tutti e una innamorata misteriosa, colta, intrigante, intelligente quanto basta per irretirlo. Questi gli ingredienti principali, poi i personaggi incontrati nel cammino: la sorella di Berzia, Amalia, appassionata di gialli e con un cuore per certi versi ancora bambino; l'aiutante, Tramontano, che nel corso del romanzo diviene confidente del Berzia in questo intrigo amoroso; il venditore di bastoni Perona e la sua aiutante polacca, la rossa Halina tanto affascinante quanto pericolosa. Infine la resa: l'innamorata fissa un incontro e si fa scoprire, in tutte le sue insicurezze miste a un programma che comunque porta avanti, fino ad irretire completamente il suo amato.

260 pages, Hardcover

First published February 1, 1988

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About the author

Giovanni Arpino

76 books24 followers
Giovanni Arpino was an Italian writer and journalist.

Born in Pula (in Istria, then part of Italy) to Piedmontese parents, Arpino moved to Bra in the Province of Cuneo. Here he married Caterina Brero before moving to Turin, where he would remain for the rest of his life.

He graduated in 1951 with a thesis on the Russian poet Sergei Yesenin, and the following year made his literary debut with the novel Sei stato felice, Giovanni, published by Einaudi. He also took up sports journalism, writing for the daily papers La Stampa and Il Giornale; together with Gianni Brera at the La Gazzetta dello Sport he brought a new literary quality to Italian writing on sport. His most important work in this line was the 1977 football novel Azzurro tenebra. Arpino also wrote plays, short stories, epigrams and stories for children.

In Italy he got to know the Argentinian writer, and fellow sports enthusiast, Osvaldo Soriano and won the Strega Prize of 1964 with L'ombra delle colline, the Premio Campiello of 1972 with Randagio è l'eroe and the SuperCampiello of 1980 with Il fratello italiano. His novels are characterised by a dry and ironical style.

His story Il buio e il miele was made into two films: Dino Risi's Profumo di donna, with Vittorio Gassman, and Martin Brest's Scent of a Woman, which earnt Al Pacino an Academy Award for Best Actor.

Arpino died in Turin in 1987. His links to his childhood town of Bra have been maintained by the establishment of a multi-functional cultural centre and of a prize for children's literature.

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January 22, 2021
Ti Amok

“Dobbiamo a Giovanni Arpino il nostro primo, grande romanzo sul calcio: "Azzurro tenebra", ambientato al mondiale, per gli azzurri disastroso, di Germania 1974.”
Lo scriveva Darwin Pastorin ed io grande appassionato dei mondiali successivi, mi sentivo tagliato fuori per limiti d’età. Arpino non è entrato nella mia libreria grazie a Facchetti e Chinaglia, è stata una suora (giovane) ad introdurlo. Con il suo romanzo successivo Arpino mi ha consegnato un’anima (persa) e con quest’ultimo mi ha rivelato che un topo ad un certo punto della sua vita deve entrare nella trappola, se l’esca è buona. La trappola senza di me ed io senza la trappola non siamo niente.
In questo romanzo sono citati a più riprese Pirandello e Shakespeare, ma io voglio concentrarmi su coloro che si vedono in controluce: Svevo e Buzzati. Il protagonista potrebbe essere Emilio Brentani o Antonio Dorigo, non è nessuno dei due, ha un’ironia piacevole ben combinata con quella della sorella Amalia che di sé dice:
«Ero sottile come Marlene Dietrich e non lo sapevo, non ne approfittavo. Sono diventata una trombona tutta lardo, anche se non invidio le magre d'oggi: soltanto lupe fameliche…»

«In più: abbiamo nomi troppo antichi, noi due. Tu: Giacomo, io: Amalia. Ottocenteschi, fuori moda. Per chiamarsi Giacomo bisognerebbe essere un duca d'Orléans, per reggere un'Amalia ci vorrebbe un poeta demente, peccatore: Byron, forse. Chiudo: ti risparmio il rovescio del disco».

Il protagonista si chiama Giacomo Berzia, ha sessant’anni, è un attore scapolo che ha ripiegato sulla radio per sbarcare il lunario. La sorella vedova e salace lo pungola, lui non lo dà a vedere ma solo con sé stesso riflette sulla propria vita e sui bivi a cui ha tirato dritto.
Mancano pochi giorni a Natale quando Giacomo inizia a ricevere billets doux da una sconosciuta che la sorella non esita a definire in un divertente crescendo furbona, ganza, scorpiona, porcacciona. Eccola la trappola, a sessant’anni come a quindici, a sessant’anni di più, perché non ci si può permettere di essere ingenui ed è così che si vuole essere, in barba al raziocinio e all’esperienza. La vicenda ha delle pennellate di giallo, una di esse è un’enigmatica scritta vergata con il gesso nello studio di Radio Gloria, proprio davanti alla postazione di Berzia: AMOK.
Nessuno sembrava in grado di interpretarla, io l’ho ricollegata ad una copertina Adelphi che anni fa avevo visto più volte girare su Anobii, mi ero ripromesso di controllare su Google a fine lettura, Arpino mi ha preceduto svelando più avanti:
«E' un romanzo di Stefan Zweig: la storia è quella di un delirio sanguinario»
Non capita spesso, ma quando capita è piacevole assecondare il domino libresco. Uscirò da Arpino ed entrerò nella suggestione che lo ha colpito al punto da diventare innesco per la sua trappola amorosa.
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