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I grandi romanzi

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• Oliver Twist
• David Copperfield
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Edizioni integrali

Forse non esiste un altro scrittore che sia stato capace di raccontare una città come Dickens ha descritto Londra. Le sue strade, ora larghe e percorse da eleganti carrozze, ora viuzze fetide, a stento illuminate dalle lanterne degli antri frequentati da uomini e donne di malaffare; la sua gente, dipinta in grandi affreschi vivacissimi, come nelle descrizioni del tribunale dove vengono condannate folle di debitori insolventi, o ritratta da vicino, così vicino da mostrare gli occhi arrossati dall’alcool o dal pianto di una prostituta, la bocca piegata in una smorfia amara dei bambini già ladri a dodici anni. La grande metropoli rimane sullo sfondo anche quando racconta la vita della provincia e scrive dei "Tempi difficili" degli operai che allora conoscevano lo sfruttamento introdotto dalla rivoluzione industriale, mentre i figli nelle scuole venivano depredati con sadismo della fantasia e degli affetti; e scrive di "Grandi speranze" che fioriscono sulle rovine del passato, con tante fatiche e dolori. Vuole, Dickens, sempre un lieto fine alle sue storie, che tutto si risolva come nella notte di Natale di Scrooge, o nella storia di David Copperfield: ma spesso l’accento non è posato con eleganza sul bel finale, sul bel matrimonio, sul cattivo che diventa buono. L’accento, anche con sfumature ironiche irresistibili, cade sembra a malincuore sulla disperazione che invade la vita quotidiana di tanti uomini e donne (le sue eroine “negative” sono figure splendide) sofferenti senza colpa, sulla cattiveria contro i bambini e gli indifesi; Dickens è immenso quando si accosta ai perdenti. Pensiamo a Oliver Twist, nato in un ospizio per poveri, e lo vediamo non con indosso i begli abiti da giovane aristocratico che alla fine conquisterà, ma vestito di stracci, sporco di fango e fumo, mentre corre con la sua banda di piccoli ladri nelle strade della grande, maleodorante, popolatissima, splendida Londra.



Charles Dickens

nacque a Portsmouth nel 1812. Trascorse l’infanzia a Chatham e poi seguì il padre in un traumatico trasferimento a Londra. Della metropoli in cui visse fece il centro ispiratore della sua arte, il centro di un quadro vivo e mobile, un caleidoscopio armonico e colorato di personaggi, conflitti sociali, umori e fermenti della sua epoca. Morì nel 1870. La Newton Compton ha pubblicato Le due città, Grandi speranze, Oliver Twist, Tempi difficili e, nella collana Mammut, David Copperfield e I grandi romanzi.

3744 pages, Kindle Edition

Published May 7, 2012

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About the author

Charles Dickens

12.7k books31.3k followers
Charles John Huffam Dickens (1812-1870) was a writer and social critic who created some of the world's best-known fictional characters and is regarded as the greatest novelist of the Victorian era. His works enjoyed unprecedented popularity during his lifetime, and by the twentieth century critics and scholars had recognised him as a literary genius. His novels and short stories enjoy lasting popularity.

Dickens left school to work in a factory when his father was incarcerated in a debtors' prison. Despite his lack of formal education, he edited a weekly journal for 20 years, wrote 15 novels, five novellas, hundreds of short stories and non-fiction articles, lectured and performed extensively, was an indefatigable letter writer, and campaigned vigorously for children's rights, education, and other social reforms.

Dickens was regarded as the literary colossus of his age. His 1843 novella, A Christmas Carol, remains popular and continues to inspire adaptations in every artistic genre. Oliver Twist and Great Expectations are also frequently adapted, and, like many of his novels, evoke images of early Victorian London. His 1859 novel, A Tale of Two Cities, set in London and Paris, is his best-known work of historical fiction. Dickens's creative genius has been praised by fellow writers—from Leo Tolstoy to George Orwell and G. K. Chesterton—for its realism, comedy, prose style, unique characterisations, and social criticism. On the other hand, Oscar Wilde, Henry James, and Virginia Woolf complained of a lack of psychological depth, loose writing, and a vein of saccharine sentimentalism. The term Dickensian is used to describe something that is reminiscent of Dickens and his writings, such as poor social conditions or comically repulsive characters.

On 8 June 1870, Dickens suffered another stroke at his home after a full day's work on Edwin Drood. He never regained consciousness, and the next day he died at Gad's Hill Place. Contrary to his wish to be buried at Rochester Cathedral "in an inexpensive, unostentatious, and strictly private manner," he was laid to rest in the Poets' Corner of Westminster Abbey. A printed epitaph circulated at the time of the funeral reads: "To the Memory of Charles Dickens (England's most popular author) who died at his residence, Higham, near Rochester, Kent, 9 June 1870, aged 58 years. He was a sympathiser with the poor, the suffering, and the oppressed; and by his death, one of England's greatest writers is lost to the world." His last words were: "On the ground", in response to his sister-in-law Georgina's request that he lie down.

(from Wikipedia)

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Yukino.
1,122 reviews
Want to read
August 30, 2017
* OLIVER TWIST
* DAVID COPPERFIELD
* TEMPI DIFFICILI

* LE DUE CITTà dal 15/05/2017 - 23/05/2017 ****
lettura di gruppo E&L

Quattro stelle non di più. Perchè nella prima metà ammetto di aver avuto momenti di noia, e ho avuto timore di non finirlo e di trascinarmelo all'infinito. Infatti ho iniziato un altro libro. Poi però non sono davvero riuscita a staccarmi, e tutto ha avuto un senso ^^.
Infatti da metà in poi non sono riuscita staccarmi. Mi ha davvero rapito. Arriva la rivoluzione francese che porta a galla tutto. la descrizione della presa della Bastiglia rimmarrà impressa nella mia memoria. Stupenda. *_*
E' il mio primo approccio a Dickens. Non sapevo cosa aspettarmi e all'inizio mi ha un pò spiazzato con le sue lunghe descrizioni.
L'ho trovato reale, crudo e intenso. E l'ho adorato.
Non vedo l'ora di leggere altri suoi romanzi. Anche perchè questo, ho sentito dire, non è uno dei suoi migliori lavori.

* GRANDI SPERANZE
* RACCONTI DI NATALE
Profile Image for ☠tsukino☠.
1,275 reviews159 followers
Currently reading
February 2, 2019
OLIVER TWIST
*****
10/12/18 -16/12/18


Mi sono resa conto che tra le letture di Dickens, mi mancava Oliver Twist, del quale avevo solo visto la serie tv della Bbc e il film di Roman Polański.
Descrivere cose tristi, demoralizzanti e deprimenti smorzandole attraverso l’ironia, è una delle magie di Dickens.
Anche se, dopo aver passato un paio di notti agitate, ho preferito non leggere più prima di dormire, perchè di certo i pensieri, i turbamenti e le emozioni che ti fa vivere, non conciliano il sonno.
Pur non essendo un suo romanzo prettamente natalizio, si presta altrettanto bene per il periodo.
È sicuramente tra le sue opere che preferisco.
Io adoro Dickens.


LE DUE CITTÀ
*** 1/2
16/5/2017 - 28/5/2017


La lettura di questo libro è stata una lotta interminabile.
Tutto ha avuto inizio con una cosa che di solito non faccio: ho letto la prefazione >_<
Ma perché l'ho fatto? Perché T_T
È da una vita che le evito perché le ho sempre trovate pompose, scritte incomprensibilmente e inutili.
Per me, sono solo un'accozzaglia di nozioni di cui il curatore fa sfoggio e svelano, sempre, tutta la storia; questa scritta dal sig. Vanni De Simone non fa eccezione: ha svelato il finale! T_T
E poi la traduzione e i tanti (ma proprio tanti) refusi. Tra le altre cose non capisco perché i nomi sono quasi stati tutti tradotti in italiano (se li lasciavano in originale era più semplice capire quando scriveva della Francia e quando dell’Inghilterra), mentre altre cose, tipo le unità di misura, sono state lasciate espresse con il sistema imperiale britannico.
Tutto questo mi ha mal disposto con questa lettura.
Ed è un peccato perché sono in pochi a saper narrare come Dickens.
Ho preferito il terzo libro, molto più simile al Dickens che amo e molto più coinvolgente del primo e del secondo libro, che ho travato un po’ troppo “astratti”; le sue descrizioni sono comunque molto vivide e sanno creare forti emozioni, come non commuoversi all'incontro
Mi è venuta una tale angoscia ... che mi sono dovuta fermare; la scrittura così coinvolgente mi destabilizza un po’.
L’uso che fa delle parole rende le farsi molto evocative:

scarabocchiò sul muro, col dito intinto nella feccia del vino: «Sangue». Sarebbe venuto il tempo in cui anche questo vino si sarebbe versato su quei ciottoli, e molti ne sarebbero rimasti arrossati.

Fantastica e inquietante è la descrizione del sole all'alba e al tramonto, che tutto copre di rosso (soprattutto quella delle teste di marmo) ... evocando l'imminente tragedia.
La cosa impressionante è che narra del passato ma sembra descrivere il presente:

Ufficiali della milizia senza un’ombra di scienza militare; ufficiali navali senza alcuna idea d’una nave, ufficiali civili senza alcuna nozione degli affari; ecclesiastici dalla faccia di bronzo, della peggiore mondanità terrena, dagli occhi sensuali, dalla lingua licenziosa e dalla vita ancora più licenziosa; tutti assolutamente incapaci nelle loro varie professioni, e tutti perfidamente menzogneri nel dir di conoscerle, ma tutti più o meno dello stesso ordine di monsignore e perciò appollaiati su tutti i pubblici impieghi dai quali c’era da strappar qualcosa: di questi ce n’erano da contare a dozzine e dozzine

Non posso dare più di 3.5 ha questo libro, sinceramente non è tra i miei Dickens preferiti.

il gufo cacciò un grido che rassomigliava assai poco a quello che tutti i poeti assegnano al gufo. Ma è ostinato costume di simili bestie di non ripeter quasi mai ciò che è stato scritto per loro.

David Copperfield
*****
20/02/2019-02/02/2019

Lettura fatta su quest'edizione David Copperfield by Charles Dickens , con la traduzione di Cesare Pavese (edizione sicuramente migliore di questa, sempre piena di refusi e, a volte, con traduzioni non all'altezza).
Qui la recensione:
https://www.goodreads.com/review/show...
Profile Image for Luisa... Per aspera ad astra ❤️.
153 reviews130 followers
February 13, 2017
Ci sono corde nel cuore umano che sarebbe meglio non fare vibrare.

OLIVER TWIST ★★★★★ (Consiglio di lettura di agosto 2014)
20-08-14/30-08-14
Primo romanzo di Dickens che leggo e devo dire che è stata davvero una bella partenza! Erano secoli che volevo leggere qualcosa di suo ma boh, ho sempre avuto l'impressione che come autore fosse pesante e invece mi sono ricreduta. Certo da classico un pò mi ha monopolizzata ma è stata proprio una bella scoperta!
E' una storia coinvolgente dall'inizio alla fine, commovente, straziante, amara, dura, cruda, triste ma che per fortuna finisce bene... anzi traspare comunque un pò di speranza per un futuro migliore per chi ha avuto una vita disgraziata e lati oscuri nel proprio passato.
Charles, tra l'altro, è un narratore fantastico: con il suo stile sarcastico ricco di dettagli ha saputo tessere una rete di intrecci tra i personaggi, con qualche colpo di scena, che non mi aspettavo completamente!... e ha descritto minuziosamente una realtà terribile che in certi punti mi ha fatto accapponare la pelle.
Comunque è tutto perfetto: la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione dei luoghi e dei difetti di una società che si basava sull'ipocrisia e sullo sfruttamento.
Di conseguenza consiglio assolutamente questo piccolo capolavoro che non si può non aver letto.
E per finire... utilizzando il tono ironico di Dickens: che bella, fantastica e sublime era, l'epoca Vittoriana!

DAVID COPPERFIELD ★★★★
09-09-14/28-09-14
Ed eccomi alla fine di questo lungo e faticoso viaggio di lettura. Che emozione e che soddisfazione aver letto un libro che mi attendeva tipo dal 2008 circa!
Allora. Cerchiamo di scrivere due parole decenti: di piacermi, mi è piaciuto e ho adorato e provato ammirazione per Davy dalla prima all'ultima pagina. Ma... sì, c'è un ma: che fatica del diavolo finirlo XD
Presa dall'entusiasmo di O.T., credevo di esser pronta ad affrontare una mattone del genere però mi sa che dovevo maturare ancora un altro pò. O.T è uno dei primissimi romanzi di Dickens in cui lo stile non era perfezionato (eppure l'ho trovato così scorrevole e coinvolgente!), mentre in D.C. è particolare e sofisticato, si sente moltissimo la differenza e probabilmente ne ho risentito...
Sicuramente si merita l'appellativo di capolavoro perchè è una storia intensa, molto sentita. Una storia d'amore, di passione per la vita, forza e volontà, ostacoli da superare... il tutto ambientato in quella bella, fantastica e sublime epoca Vittoriana di cui ho parlato precedentemente. Ma è anche piena di alti e bassi: quando, durante la lettura, la mia curiosità aumentava, ecco che Davy tirava fuori digressioni un pò noiose che mi facevano calare l'interesse; e poi troppe, troppe descrizioni ricche di dettagli... che probabilmente ci stavano, ma che io ho trovato veramente pesanti. E tante parentesi su Micawber che mi stavano urtando non poco!
In altre parole: lento, lento, lento! E quei capitoli lunghissimi e odiosissimi a volte... mamma mia.
Malgrado ciò, io imperterrita, ho continuato il mio viaggio perchè comunque la voglia c'era... e mi sono pure commossa per Davy, che non è perfetto ma così leale e generoso e adorabile, in alcune scene T_T
Non mi pento assolutamente di aver letto questo libro, ma non riesco proprio a mettere 5 stelle.
Ribadisco che l'ironia e il sarcasmo di Dickens mi piacciono e devo dire che, tralasciando alcune parti, l'attenzione è stata viva fino all'ultimo. La costellazione di personaggi (positivi e negativi) che ruotano attorno al protagonista non è stata lasciata al caso: Dickens ha dato a tutti, più o meno, ciò che si meritava, senza lasciare niente in sospeso e questa è una sua caratteristica che mi piace molto.
Insomma direi che come primo vero classicone è andata abbastanza bene: sicuramente mi resterà impresso e proseguirò con piacere il mio percorso dickensiano.
Lo consiglio? Certo che sì, per quanto possa risultare un pò ostico, è un romanzo imprescindibile.
Se come me siete agli inizi con i classici ma se soprattutto avete un buon rapporto con essi e non l'avete ancora letto, beh... fatelo!
PS. mitica la zia Betsey!

TEMPI DIFFICILI ★★★★½
10-10-14/14-10-14
"Ciascuno di noi raccoglie quello che ha seminato", ovvero: quello che viene fatto nel presente ha degli effetti diretti su quello che succederà nel futuro."
Davvero bello questo terzo libro che leggo di Dickens. Si ritorna un pò allo stile e alla narrazione esterna che tanto avevo apprezzato in O.T. con la differenza che qui c'è una maggiore scorrevolezza (complice sicuramente i capitoli brevi) e un buon coinvolgimento dall'inizio alla fine.
La storia, costellata di molteplici personaggi, è incentrata su temi importanti che fanno molto riflettere, quali: educazione, istruzione, immaginazione vs utilitarismo e sfruttamento nelle fabbriche. Essi fanno di questo romanzo, un romanzo sociale e senza epoca, attualissimo!
Ancor oggi infatti vediamo tanti genitori che impongono un certo tipo di educazione (sbagliata) ai figli, soffocando la loro immaginazione e curiosità perchè li vogliono omologati alla massa, rendendoli aridi e rigidi come la povera Louisa o irresponsabili, capricciosi e incuranti dei sentimenti altrui come suo fratello... magari lo fanno anche un pò inconsapevolmente e con le migliori intenzioni (vedi Tom Gradgrind) ma non capiscono che tutto ciò si ripercuoterà nell'età adulta e lì saranno dolori: "semplicemente" si raccoglierà quello che si sarà seminato. E non si può vivere di soli Fatti, calcoli e conoscenze specifiche, accidenti...
O ancora notiamo lo sfruttamento degli operai nelle fabbriche, l'ingiustizia a cui sono sottoposti, le leggi (errate) che sono costretti a seguire... questo mi fa pensare al povero Stephen che certo non si meritava quella fine.
Comunque, per quanto mi sia piaciuto e mi abbia fatto riflettere, non riesco a dare il massimo voto perchè mi ha lasciato un senso di amarezza, tristezza e malinconia in quanto quasi nessuno si salva (a parte Sissy e Louisa) e rispetto agli altri 2 romanzi dickensiani che ho letto precedentemente, non c'è un vero e proprio lieto fine... però è assolutamente da leggere!!!

LE DUE CITTA' ★★★
21-10-14/30-10-14
E' un romanzo potenzialmente buono e interessante e che fa riflettere ma... Charlie, non è del tutto colpa tua se stavolta non ho apprezzato questo libro... e i motivi sono principalmente tre:
- pessima traduzione, cosa che non mi era mai capitata... mi rendo conto che se i classici della Newton Compton hanno un prezzo conveniente, un motivo ci sarà, ma le traduzioni dei romanzi precedenti non sono così obsolete, le ho comprese perfettamente, quindi chissà perchè questa faceva un pò pena. Certe parti sembrava che migliorasse, ma non ne sono così sicura... forse ero io che mi ero abituata
- lentezza e pesantezza dello stile fin quasi oltre metà libro con una gran confusione tra scene di Parigi e scene di Londra, per cui perdevo il filo del discorso... e sempre per colpa della traduzione, alcune frasi non le capivo, dovevo proprio rileggerle O.O di conseguenza ho trovato il tutto un pò pesante, lento e noioso tant'è che in certi punti m'è calata addirittura la palpebra oppure non sono riuscita a leggere più di un capitolo al giorno
- sensazioni di tristezza, amarezza e disgusto nel leggere della ghigliottina, gli assalti del popolo, le ingiustizie... nel finale si è ripreso abbastanza ma sempre non c'è un vero lieto fine (povero Carton T_T), anzi è melodrammatico e ciò non mi garba
In ultima analisi 'sto libro è stato davvero un fiasco ma pazienza! Può capitare anche con i grandi scrittori.
Comunque non mi sento di consigliarlo (non quest'edizione almeno) se non avete una passione per la storia e un amore sconfinato per Dickens, perchè sono di gran lunga migliori i suoi romanzi sociali.

GRANDI SPERANZE ★★★★ (Consiglio di lettura di novembre 2014)
11-11-14/30-11-14
A distanza di giorni, cercherò di scrivere una recensione... mi verrà difficile recensire un libro di cui ho avuto pareri molti controversi, ma ci proverò.
Dunque... sicuramente sono 4 stelle piene perchè mi è piaciuto, seppur abbia fatto un pò fatica a leggerlo dopo l'entusiasmo iniziale.
Ebbene, la storia parte ottimamente, in modo scorrevole e coinvolgente, difatti la curiosità di proseguire c'è stata; però fin quasi oltre la metà si fa leggermente più noioso, lento e meno interessante, per poi riprendersi alla grande con alcuni colpi di scena e il finale abbastanza a lieto fine. Quindi, già si notano questi alti e bassi durante la lettura che non mi sono stati congeniali... ma direi che l'opinione più controversa di tutte l'ho avuta proprio riguardo il protagonista Pip: dolce da bambino la cui voglia di un pò di ambizione non l'ho trovata poi così sbagliata; snob, arrogante e inetto da adolescente. Di certo umanamente non è il massimo come persona (basti pensare a David Copperfield che, è più forte di me, mi vien da paragonarlo e non ha niente a che vedere con lui!), ma come personaggio uscito dalla penna dickensiana, tra il suo percorso di crescita, ambizione, vanità, debolezza e presa di coscienza che la ricchezza non è tutto in questa vita e che oltre ciò c'è altro, direi che è un gran bel personaggio, complesso e ben delineato. Comunque devo essere sincera, non mi è così dispiaciuto come personaggio, soprattutto perchè poi a modo suo cerca di riscattarsi e diventa consapevole che bisogna apprezzare le piccole cose quotidiane della vita, però è vero che ha adottato comportamenti insopportabili e non riesco a capire come Joe (dolce, buono, generoso e dotato di buon senso, nonostante la sua ignoranza) e Herbert (amico d'oro e premuroso per il nostro Pip) siano riusciti a tollerarlo e perdonarlo, dopo che inizialmente, date le sue "grandi speranze", l'ha disprezzati O.O
Passando oltre, almeno sono contenta che si è reso conto dei suoi errori e ha cercato di riscattarsi facendo le uniche due cose buone in vita sua, cioè aiutare segretamente il suo grande amico Herbert e Magwitch (altro personaggio che mi resterà impresso). A proposito di lui devo dire che la sua storia mi ha fatto intenerire e riflettere attentamente sulla condizione disagiata di queste persone che non venivano (e tutt'ora ai giorni nostri, non vengono) accettate dalla società a causa del loro passato o della loro povertà.
Devo essere sincera ancora una volta: anche io quando Pip ha rivisto per la prima volta dopo tanto tempo il forzato e scoprendo in lui il suo benefattore, ho provato una sensazione di disagio, quasi di ribrezzo... perchè ero ignorante e non sapevo tutta la storia che c'era dietro. Dopo ho provato solo tenerezza perchè Magwitch non ha mai avuto brutti pensieri su Pip, si è sempre fidato di lui fino all'ultimo e soprattutto perchè non si è mai lamentato dopo che ne ha passate così tante :( molto commovente quando Pip veglia su di lui...
Passiamo ora ad altri due personaggi che per me sono strani e inquietanti ma non meno particolari o originali: Miss Havisham ed Estella. Entrambe non sono proprio il massimo come persone però, anche qui, Dickens non ha voluto dare una sorte troppo brutta... di fatto ho provato quasi pena per la loro condizione, soprattutto per Estella che era fredda, distante e dal cuore di ghiaccio perchè purtroppo così era stata educata fin da banbina da Miss Havisham che, non pensando minimamente alle conseguenze, ha fatto di lei uno strumento di vendetta verso gli uomini, a causa della sua delusione d'amore.
Insomma bene o male, come sempre Dickens dà a tutti ciò che si meritano senza però fargli fare delle vere brutte fini... e come sempre riesce a creare bellissimi intrecci che portano a delle scoperte che il lettore non si aspetta, in modo tale da fargli avere una visione quanto più ampia possibile delle vicende narrate.
RACCONTI DI NATALE:
Un canto di Natale ★★★★★
21-02-15/23-02-15

Le campane ★★★
13-12-15/14-12-15

Il grillo del focolare ★★★★
20-12-15

La battaglia della vita ★★★
30-12-15

Il patto col fantasma ★★★
31-12-15/01-01-2016
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