L'uomo per natura non è un centometrista, è un maratoneta: questo è il risultato di due milioni di anni di adattamento all'ambiente circostante come dimostrano le più recenti teorie scientifiche sull'evoluzione umana. Il suo scatto non gli consentirà mai di raggiungere un'antilope, ma la sua resistenza e la sua motivazione sì. Purché sappia coltivarle e mantenerle salde nel tempo. Questa è la lezione che Pietro Trabucchi, psicologo e coach di atleti che praticano le discipline più dure dell'universo sportivo, come l'ultramaratona, ci insegna in questo libro. Il problema è che nella vita e nella società di oggi, la nostra più intima natura viene ostacolata da elementi estranei e fuorvianti come il mito del talento, la sopravvalutazione del potere degli incentivi o la leggenda dei motivatori esterni. Sempre più spesso crediamo che sia possibile avere successo in qualcosa - nello sport, nello studio, nel lavoro - solo se siamo portati oppure se riceviamo una spinta o una ricompensa che prescindono dall'intima soddisfazione di svolgere bene ciò che ci prefiggiamo. Siamo motivati, certo, abbiamo delle ambizioni, degli scopi, ma molto spesso non riusciamo a mantenere con costanza la nostra motivazione. Ci sentiamo frustrati perché non abbiamo subito successo, ci sentiamo demoralizzati se qualcuno non ci incita continuamente, ci sentiamo defraudati se non riceviamo un premio per i nostri sforzi. In sostanza sempre più spesso siamo condannati a sentirci dei falliti. E cerchiamo la causa del nostro fallimento fuori da noi, invece che dentro di noi, nel fatto che non alleniamo adeguatamente la nostra resilienza ovvero la nostra capacità di far durare la motivazione nel tempo. Come coach, Pietro Trabucchi insegna in primo luogo a trovare e mantenere in se stessi la forza di raggiungere un obiettivo; e a costruire con gli altri, compagni e allenatori, ma anche colleghi e superiori, figli e genitori, un sistema sano di relazioni in cui ognuno trova il suo ruolo, mostra le sue capacità e ottiene i suoi obiettivi aumentando la propria autostima e migliorando la qualità della propria vita e quella del gruppo in cui si muove, sia esso un team sportivo, un'azienda o una famiglia.
In un momento di crisi di motivazione della mia vita universitaria, mi ha insegnato l'arte dell'automotivazione, ossia l'essere motivati senza dipendere da fattori esterni. Mi ha insegnato che, quando il gioco si fa duro, per avanti bisogna paragonarsi solo e soltanto con i sé stessi del passato e non con gli altri del presente. Mi ha insegnato che ricompense e denaro a volte possono paradossalmente ridurre la motivazione anziché aumentarla. Mi ha insegnato ad amare lo sport e tutti i suoi benefici sul fisico e sull'anima. Mi ha insegnato che la mente è qualcosa di intimanente interconnesso al corpo, che può influenzarlo ed esserne influenzata.
Raccomandato a chi sta facendo fatica a trovare la motivazione nelle sfide della vita.
Sto scrivendo questa recensione dopo una corsa mattutina per prendere il treno. E alla fine essendo entrambi in ritardo sono riuscito a prenderlo: chiamerei anche questa perseveranza , anche di più umano possibile.
Ma preamboli a parte veniamo al libro e suoi contenuti motivanti: in generale è stata una lettura molto gradevole ed interessante! L'autore, lui stesso allenatore di atleti per ultramaratone/ultrarail (maratone portate all'estremo insomma) ci porta una descrizione di quelli che sono i principali motif nell'abbandonare la motivazione in qualcosa (correre, o un qualsiasi obiettivo): dal timore di non farcela al farsi influenzare dal parere altrui, convinti quest'ultimi quest'ultimi che tu non sia portato all'ennesimo sport. Il tutto seguito da un'analisi dell'insieme più larga e passando quindi alla motivazione non solo individuale, ma anche di team, gli stessi team di cui porta testimonianza proprio in questi romanzo: dalle imprese in Siberia alla scalata record del Kilimanjaro, ha fatto rendere conto non tanto lo svolgimento dell'attività di per sè immensa, ma piuttosto della resilienza che l'altleta e la sua squadra debbano avere per arrivare fino alla fine.
La stessa perseveranza che, well, dovrei avere una buona volta per partire da casa in anticipo per prendere il treno.
Ottimo libro di psicologia. Per citare una delle frasi finali: “Lo sport è solo una metafora. E’ un ottimo laboratorio per capire su cosa occorre lavorare e anche su come dobbiamo incominciare a farlo” Il libro è incentrato sul concetto di motivazione e di come farla crescere con azioni soprattutto individuali ma anche organizzative in tutti i gruppi. Il tutto è pervaso dal concetto di resilienza, caro a Trabucchi, e a cui aveva dedicato il precedente libro. L'ho trovato veramente ottimo!
E' stato il libro giusto al momento giusto. Non ho letto il libro precedente "Resisto dunque sono" a cui si fa spesso menzione e per il quale l'autore è più noto, ma trovo che sia uno dei testi più brillanti e ben centrati sul tema motivazione, o meglio "automotivazione", resilienza, forza di volontà e i vari annessi. Breve, efficace e dritto al punto. Molto concreti e di supporto gli esempi dello sport che si accompagnano alla parte più concettuale. Ho particolarmente apprezzato la parte in cui si parla di accettare il disagio come condizione necessaria per il raggiungimento di un obiettivo prefissato, in quanto un fattore mentale determinante il fallimento è spesso proprio la pretesa di poter sfuggire eternamente alla sofferenza; questo inganno va ad alimentare circoli viziosi e senso di frustrazione di cui finiremo per essere vittime. Mi ha dato tanti spunti su cui riflettere.
"La scrittura è molto fluida e divulgativa, le parti più tecniche vengono trattate in modo chiaro e riuscendo ad accendere la curiosità del lettore, inoltre alla fine di ogni capitolo vengono riassunti i punti chiave, il che aiuta a fissare i concetti. In questo libro vengono sfatati molti miti riguardo al talento, alla forza di volontà e agli stessi motivatori, tutto per spiegare che spesso conta solo la motivazione e la resistenza per raggiungere un obiettivo. A favore delle sue affermazioni, Trabucchi ci narra moltissimi aneddoti riguardanti i più straordinari sportivi con cui ha lavorato, ho trovato queste parti estremamente interessanti perché raccontano imprese quasi eroiche, svolte soprattutto in ambiente montano."
Condivido pienamente il pensiero dell'autore su perseveranza, resilienza, forza di volontà e automotivazione. Bella l'idea di usare lo sport come metafora e di arricchire il libro con degli esempi di imprese sportive
Questo libro mi ha letteralmente cambiato. Pochi messaggi ma chiari e dirompenti. Dopo aver letto questo libro ho la convinzione che si possa fare qualsiasi cosa a patto che lo si voglia e ci si impegni.
Buon libro da includere in un percorso di crescita personale e non solo. Puo' essere di ottima ispirazione anche per gli sportivi in generale. Contiene molti racconti di esperienze di vita vissuta ed in alcuni casi anche interessanti informazioni estrapolate da ricerche scientifiche.