Usare un episodio minuscolo, oscuro, e illuminarlo, usandolo come una lente per gettare luce su intero periodo. Questo dovrebbe fare uno storico e questo fa Luzzatto, realizzando un libro maestoso, malinconico, a tratti anche doloroso, in cui, al netto di qualche "stiracchiamento" nell'interpretazione dei testi del testimone principale della vicenda narrata, cioè Primo Levi, è capace di ricostruire la vicenda storica dei partigiani piemontesi e valdostani prima, durante, e dopo la guerra, calandocisi dentro, facendo di stesso un personaggio della storia, entrando in empatia coi protagonisti senza perdere rigore storico.
Un libro emozionante e rigoroso.