Ripercorrendo le vicende dell'architettura e dell'urbanistica durante il fascismo, il volume mette a fuoco l'evoluzione del dibattito che si apre negli anni Venti e Trenta sul rapporto degli architetti con il regime fascista, sia sul piano istituzionale che a livello ideologico. Lo studio di Ciucci intende descrivere la storia, la qualità, le idee e i progetti dei singoli protagonisti in un quadro articolato e sistematico
Sconsigliato a chi non ha una preparazione già solida sulla materia, Ciucci da un accurato sguardo su quello che fu il panorama dell'architettura italiana tra il '22 e il '44. Non è un libro adatto a un primo approccio perché sottintende parecchie conoscenze, e la lettura è per me risultata molto pesante a causa dello scarso interesse che nutro per l'argomento. Ben rappresentati i giochi di potere e i voltafaccia che serpeggiavano tra gli architetti per riuscire ad accaparrarsi le commissioni di stato.