Re Artù, Merlino, Ginevra, Lancillotto, Percival e Galahad.
La Spada nella Roccia, Excalibur, il Graal, la Tavola Rotonda.
Questa storia la conosciamo un po' tutti, fosse solo per il film della Disney che ci ha dato un'infarinatura di base, e poi ti trovi a guardare Semola pensando "Metterai incinta tua sorella, tua moglie e il tuo migliore amico saranno amanti e morirai ucciso dal tuo figlio-nipote".
Bianca Marconero la prende larga. Parte ai giorni nostri, a Roma, con un protagonista che con Artù non c'entra niente: Marco Cinqudraghi, diciassettenne della più alta borghesia romana, alle prese con una tragedia tanto inevitabile quanto dolorosa come la morte del nonno Edoardo. L'evento, già triste di per sé, è reso ancora più duro dalla vita familiare del ragazzo: la madre è morta il giorno in cui lui è nato (ma non viene mai detto che è morta di parto, quindi non lo farò neanche io), il fratello maggiore - Riccardo - è morto cadendo da cavallo a scuola, e col padre Tommaso il nostro eroe non ha mai avuto un buon rapporto. Sostanzialmente Marco si ritrova in una famiglia che all'improvviso conta solo due elementi che non vanno d'accordo.
L'allegria.
Uno non fa in tempo a deprimersi, che ecco arrivare il colpo di scena: con praticamente il corpo del nonno ancora caldo Marco viene spedito all'Albion College, una bizzarra e prestigiosa scuola a cui si accede solo per diritto ereditario e dove a materie normali come latino e matematica si affiancano stranezze come strategia e la giostra... e dove vige una divisione tra gli studenti che a confronto Serpeverde e Grifondoro si volevano bene: la retta è altissima, gli studenti che hanno diritto all'ingresso ma non possono permettersela usufruiscono di una borsa di studio che però pagano - almeno in parte - con ore di servizio svolte a scuola, e voi potete immaginare cosa succede quando mescoli un nutrito gruppo di figli di papà con un altrettanto nutrito gruppo di ragazzi costretti a servirli.
Qui è dove la Marconero mi ha colpita a sorpresa: teen drama al liceo è uno dei miei clichè preferiti, and here we go.
Marco, arrogante ed insicuro, che cerca di sopravvivere nella nuova scuola guadagnandosi se non i meriti accademici almeno lo status sociale, mentre praticamente tutti i personaggi degni di nota stanno tra gli "sfigati", e tu lo sai che in qualche modo si incroceranno.
Inizia un percorso di formazione in cui Marco scopre un mondo nuovo: Tommaso ha insegnato al figlio che è migliore degli altri, che chi non ha quanto lui è di base inferiore e come tale deve essere trattato, che le cose si prendono perchè gli sono dovute, e il ragazzo - inconsapevolmente a disagio in questo schema di valori - lentamente si sposta verso il mondo dei borsisti, dove il suo status è visto in modo negativo, dove l'apparenza conta meno della sostanza e lui non è neanche sicuro di averla, una sostanza da mostrare con orgoglio.
La crescita di Marco - ragazzino inizialmente insopportabile - non è l'unica cosa che c'è nel libro: un uomo non è un'isola e senza altre persone non si cambia. Intorno a lui ruota un cast nutrito ed interessante: si comincia con Lance, il bellissimo compagno di stanza che in cinque minuti riesce a diventare l'amico di tutta la vita. Lance è perfetto, così tanto che alla fine ti sorprendi di non volerlo ammazzare (a me i perfettini nei libri stanno sull'anima, lui no).
E poi ci sono i ragazzi borsisti, quelli che Marco dovrebbe evitare e invece continua ad essere attratto da loro: Deacon, tanto geniale coi numeri quanto imbranato nel resto, che dei borsisti è il leader quasi indiscusso; Erek, la persona più energica e fiduciosa del mondo (sul serio, lo amo); la piccola e misteriosa Darlin, e poi c'è la Lei della situazione. Helena.
Ora, su Helena apro una piccola parentesi: ho visto che in giro quasi tutti la odiano, però a me piace. Non si lascia mettere i piedi in testa e apprezzo molto che da Marco si aspetti qualcosa invece di partire in quarta con la sindrome della crocerossina: lui si comporta da stronzo e lei lo tratta come tale senza farsi troppe paranoie sul perchè e il percome del suo atteggiamento.
Ci�� non cancella il fatto che li shippi da morire, sia ben chiaro.
Sono interessanti anche gli insegnanti: c'è Angus, il preside, una persona gentile e comprensiva che sicuramente nasconde qualcosa, e che è - per ora - il più definito. C'è DuLac, insegnante d'armi e zio di Lance. E poi c'è Tristan, l'odiosissimo professore di matematica che mi ispira tanta simpatia, anche se odio la matematica e lui è il genere di prof che la farebbe odiare ancora di più visto che non si fa scrupolo a massacrare gli studenti.
Invece una nota negativa va agli studenti regolari: a parte un paio sono molto anonimi, e più o meno tutti antipatici nello stesso modo... cosa che, lo ammetto, mi ha reso complicato ricordarmi chi era chi. E trovo un po' difficile credere che siano tutti delle persone orribili tranne due.
Questo è il reparto Teen Drama, a cui si affiancano misteri vari: è chiaro fin dalle prime pagine che l'Albion non è una scuola normale, ma ben presto le stranezze vanno ad investire gli studenti stessi. Alle misteriose capacità che dimostrano alcuni di loro si accompagnano istinti ed impressioni inspiegabili, che acquistano un senso solo alla fine.
Ora, io mi sono spoilerata l'angolo Artù ma la cosa non mi ha rovinato la lettura: sapendo che i ragazzi erano destinati ad accogliere l'eredità dei cavalieri mi sono divertita a cercare di identificarli sia tramite i nomi che attraverso il loro ruolo. E mi è piaciuto il modo in cui Bianca Marconero ha gestito le loro relazioni attuali ma con l'ombra di quelle che erano in passato.
Della serie che se Erek è davvero una combinazione di Galahad e Percival vorrei vedere la reazione di Lance, visto che Lancillotto era il padre di Galahad.
O se dovesse spuntare fuori Gareth.
(Sì, ce l'ho con Lance in questo preciso istante).
Ecco, se proprio devo trovare qualcosa che mi ha lasciata perplessa è stata la parte finale, perchè ho trovato un po' brusco il passaggio da una situazione in cui un numero ristretto di personaggi indaga su un mistero in un'ambientazione specifica ad un numero imprecisato di società segrete che cercano di influenzare l'andamento del mondo intero, con una tecnologia fighissima e futuristica che - però - non si era mai vista prima. Non che sia un difetto in sé per sé del libro, ma semplicemente una cosa che ha disorientato me per l'improvviso cambio delle regole del gioco.
In conclusione, è una serie che amo e che mi fa rimpiangere i forum dove si fangirlava senza alcuna vergogna per pagine e pagine.