Un grande regista, il suo assistente Dave, un produttore cinematografico e tregiovani amiche si trovano insieme, per la prima volta, in un magico viaggio inMessico, il loro cuore sospeso nell'attesa di una rivelazione decisiva, laverità che da troppo tempo manca lungo la loro strada. Tra Los Angeles e ilMessico, quella di "Yucatan" è un'avventura che diventa sempre più una partitacon il mistero, in cui De Carlo racconta il suo ultimo viaggio con il grandeFederico Fellini. E attorno a loro scorre un mondo che a tratti si mostra,come per incanto, senza veli.
Ho faticato molto per leggerlo ed ogni volta ero sul punto di abbandonarlo... avrei almeno evitato quel finale tipico di chi non sa più dove andare a parare e quindi scrive la parola fine in un punto qualsiasi.
Again, I've stumbled upon travelogue, which hardly caught my attention, although I consider it more fleshed out, than the previous one. It always intrigues me how people interact in another part of the world, so different and unique than their own and especially during the voyage. That's the strongest part of the book, while the rest I find a bit average. The dialogues are scarce, some chapters are exhausting (especially two ones which cover 10% of the book each) and the entire ''plot'' was hard to follow. I might consider revisiting it in some future, should I find myself willing to dive into that kind of genre.
Tanto potenziale sprecato. De Carlo tratta vagamente di concetti interessantissimi come l'energia e l'influenza di essa su luoghi storici e persone, ma senza mai approfondire abbastanza. Usa concetti particolarmente interessanti per creare un senso di suspense, che poi divagano nel nulla con un finale aperto e deludente. I personaggi sono noiosi, superficiali, tutti ugualmente bipolari. Le ragazze vengono tutte oggettificate e nonostante parli di un gruppo di 6 persone in viaggio, non si percepisce un briciolo di amicizia, connessione emotiva o empatia. Solo invidia, tensioni ed egocentrismo. Davvero uno spreco di tempo. Assegno due stelle perché mi è piaciuta la parte iniziale e basta.
De Carlo è come il vino cattivo, più tempo passa, più lo rileggi, più vira all'aceto. Questo si sarebbe addirittura guadagnato l'elegante edizione einaudi, dico: ma perché? Per quale merito?
Wow. Ich bin immer wieder überrascht, wie schlecht Bücher sein können. Und wie der Inhalt einfach meines Erachtens nach absolut nicht konform geht mit dem, was hinten draufsteht.
"Yucatan" beginnt damit, dass unser Erzähler, ein Regie-Assisstent names Dave, mit seinem Regisseur Dru in den Süden der USA fährt, um dort ihren Kotaktmann zu treffen, der sie mit einem mexikanischen Autoren bekannt machen soll. Dessen Bücher sind sehr populär und wollen verfilmt werden, über den Autoren ranken sich dagegen viele Mythen, keiner weiß wer er genau ist. Seine Existenz scheint allein schon etwas übernatürlich zu sein.
Toller Anfang, dachte ich. Und dann ging es bergab. Sie treffen zwar den Autoren, das ist aber dermaßen unspektakulär, dass man auch nicht weiß, woher das Brimborium kommen soll. Schnell wird den Personen klar, dass sie jemand beobachtet und die Handlung beeinflusst. Dem Autoren wird es bald zu viel, er verabschiedet sich und der Rest? Der macht jetzt einfach immer das, was die Stimme aus dem Off (eine Gottheit?) so sagt. Auflösung? Fehlanzeige!
Porträtierung von Frauen in diesem Buch? Katastrophal - entweder überirdisch schön, naiv, leicht blöd und begehrenswert, oder es handelt sich um hässliche, nicht beachtenwerte Geschöpfe oder dickliche Mütterchen. Es gab so viele Momente, deren Sinn ich nicht verstand, wo einfach ein Po durch eine dünne Baumwollhose beschrieben wurde - diese Fokussierung auf die weiblichen Reize hat der Geschichte nich geholfen und wirkte auf mich nur unreif und peinlich. Die Charaktere sind grausig, gerade Dru ist ein richtiger narzisstischer Kotzbrocken. Dave ist nur ein ständig unzufriedener Spielball ohne eigenen Handlungsbedarf. Alle neiden sich gegenseitig die Frauen, klauen sich die Frauen, übergeben sich die Frauen (Frauen, die selbst entscheiden? Pffff..). Gepaar mit einigen echt dämlichen Zitaten aus dem Buch war die Lektüre für mich gestohlene Zeit. Bloß nicht lesen!
Oh, der Regisseur fasst das Buch nachher noch gut zusammen, als er auf den Hinweis, das Geschehene zu verfilmen, antwortet: "Ich bin aber nicht sicher, was dabei herauskäme " [...], Es gibt da eine ganze Reihe von Unklarheiten, einige unausgewogene Elemente, Personen, von denen ich nicht weiß, wo sie hingehören. Da käme ein Film heraus, der nicht die geringste Standfestigkeit besitzt. Er würde niemanden überzeugen."
Korrekt - es würde niemanden überzeugen, da es einfach nur unglaublich schlecht ist.
La trama in se é molto motivante: assistiamo al viaggio di un famoso regista con un suo assistente per scoprire i posti descritti nei libri che dovranno essere trasformati in film.. ma all'inizio di questo viaggio nascerà anche un mistero che dovrà essere svelato... La narrazione però non mi ha attirato per nulla e come ripeto mi spiace ma non mi ha convinto per nulla. Forse è lo stile dell'autore che non è il mio genere ma per quanto mi riguarda la lettura è stata lenta
Romanzo abbastanza evanescente, non di certo il meglio che ha scritto De Carlo. La scelta di personaggi americani calati in un’ambientazione da road movie (probabilmente il mio utilizzo di un paragone cinematografico è improprio, ma ho avuto questa sensazione) da un senso molto anni ‘80, pienamente in linea con il periodo in cui fu scritto. Però le interazioni tra personaggi sono vacue, così come le loro vicissitudini francamente noiose. Si può dire che non è invecchiato bene questo romanzo.
"Siamo in qualche modo dentro un film mentre viene fatto; ...De Carlo ha dovuto venire nel Nuovo Mondo, nella vuota opulenza della California del Sud e nella povertà mortale del Messico, per trovare l'atmosfera di cui aveva bisogno: il tremolante, impallidito bagliore del non-esserci". (John Updike)
Ho capito ma non ho capito, sarebbe un thriller senza risposta. Poi il titolo mi dava l’idea di un’avventura all’Indiana Jones in Messico ed invece c’è molto poco. Sapendo che la storia riprende dei fatti accaduti (con una percentuale di rielaborazione), non dà una buona impressione nè di De Carlo nè di Fellini (e soprattutto di lui). 4 stelle per la scrittura
The book was ok, but what stuck in my mind was the part where he talks about places as being impregnated with the history that took place in it and how that affects the feelings taking place on them, like if a battle took place your moods will be negative, etc...
the author build a nice flow of reading but it never really fly. it stays in a stable stage of superficial conversations that can be something more but it never goes there.
Il libro più assurdo del mio amato De Carlo, e dire che da lui normalità non me ne aspetto tanta. Ispirato alla vera storia del viaggio che l'autore intraprende in Messico con Fellini, ha il pregio di riuscire a fare incazzare quest'ultimo e, nonostante chi scrive assicuri che i personaggi siano diversi dai veri protagonisti della vicenda, trovo conferma ai miei sospetti che il regista sia un vero stronzo. Troviamo i soliti dialoghi labirintici sulla natura delle cose e delle persone, il tema del viaggio e quello meno consueto del misticismo, che come in Uto non chiarisce quanto De Carlo ci creda. E poi le mitiche supercazzole che tornano identiche come stagioni ma a cui non resisto, mancano invece la solita musa irraggiungibile e l'innamorato che prenderesti a cazzotti da quanto è scemo. Il mistero dell'identità dietro ai messaggi lo rende avvincente come un thriller, ma il finale mi ha lasciata del tutto insoddisfatta (va bene che l'ho finito alle cinque del mattino cercando di sopravvivere a un'indigestione, ma insomma).
Ripetitivo e noioso. Si va avanti a leggere per inerzia pregando che succeda qualcosa e sperando invano in colpi di scena che non ci saranno mai. Quasi 200 pagine sprecate per spacciare l'esperienza vissuta dall'autore come qualcosa di mistico e incredibile mentre invece si rivela essere tristemente solo una presa per il culo per i personaggi e soprattutto per i lettori.
Surreale e a tratti ironico. Ció che lo rende intrigante é la trasformazione in finzione di fatti realmente accaduti, per cui la veritá non viene mai rivelata e il dubbio rimane latente.
Except the unsatisfying end, I really liked that. Especially the approach between Dave and Elaine. Not the best one by Andrea De Carlo, but definitely enjoyed it.