Charlotte Link è un’altra delle tante autrici che, per motivi a me oscuri, avevo sempre inconsciamente evitato. Poi, leggendo qua e là in rete qualche consiglio su letture di thriller psicologici, il suo nome è risaltato fuori e questo inspiegabile inconscio rifiuto si è trasformato in curiosità. Abbasso dunque pregiudizi e rifiuti inconsci, come sempre: ogni autore andrebbe assaggiato prima di poter giudicare, e questa ne è l’ennesima dimostrazione!
“Oltre le apparenze” si è rivelato un gran bel thrillerone di stampo psicologico, capace di tenere sempre desta l’attenzione del lettore e ricco di personaggi normali, nelle loro fobie, nelle loro debolezze, nelle loro mancanze. Il primo che incontriamo si chiama Samson Seagal, uno di quei tanti uomini “pesci lessi” di cui, ora, purtroppo, il mondo è pieno: timido, impacciato, incapace di relazionarsi con le donne (alle quali, tra l’altro, ne fa una colpa), privo di interessi. Un uomo senza sale e senza carattere, che abita col fratello e la cognata (il quale nutrono per lui rispettivamente indifferenza e odio) in attesa di poter trovare un’occupazione: l’unica cosa che fa, infatti, consiste nello spiare quotidianamente giovani donne sole, osservando le loro azioni e seguendo i loro spostamenti, nel vano desiderio di vivere, attraverso quella degli altri, una vita che lui stesso non ha. Nel frattempo la città è sconvolta da una serie di efferati delitti di giovane donne sole….e, siccome in ogni romanzo di questo genere due più due dovrebbe sempre far quattro, ecco che non appena il vizietto di Samson viene a galla, il primo indiziato è proprio lui. Ma è davvero così? Il timido e strano Samson è davvero l’assassino che sta terrorizzando Londra? E’ la gente comune, più che la polizia, la vera protagonista di questo romanzo della Link: sono infatti una mancata vittima e il suo amante a indagare in quest’incubo senza respiro nel quale tutti, ma proprio tutti, possono essere il potenziale assassino. E, insieme alla gente comune, i fragili meccanismi che reggono i loro rapporti, spesso sfilacciati, falsati, in ogni caso difficili. “Oltre le apparenze” non ci parla solo di un assassino, ci parla anche di incomunicabilità, tradimento, sfiducia e depressione e del modo in cui devastano, talvolta in maniera irreparabile, le relazioni umane nella nostra vita quotidiana. Occorrerà davvero andare oltre le apparenze, come dice il titolo, per individuare il vero colpevole (Samson, secondo voi?), e capire perché è accaduto quanto è accaduto.
Insomma, dove ha toppato la Link? Semplice, dove toppano tanti autori, alle prime armi e non: ha messo troppa carne al fuoco, col risultato che il romanzo, seppur sempre chiaro, pecca, soprattutto nella prima parte, di un po’ di ripetitività, e avrebbe potuto essere diluito di un centinaio di pagine. Anche il coinvolgimento emotivo, ma questa è una cosa soggettiva, non sempre raggiunge ali livelli, nonostante la storia sia ben costruita e non manchi di nulla.
Charlotte Link è una nuova autrice tutta da approfondire. Temevo di trovare un’altra Elizabeth George, ma qua, per i miei gusti, voliamo un po’ più in alto: che tutti i suoi romanzi siano così?