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La fabbrica dei cattivi

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È una storia vera o pura fiction? La vicenda è così sconcertante ed emotivamente coinvolgente che si legge senza prendere fiato. Una sosta in un centro commerciale per comprare una maglietta pulita e asciutta dopo l'ennesimo acquazzone – perché d’estate in Florida piove in continuazione. Intanto la figlia più piccola, Giulia, si è appena addormentata ed è un peccato svegliarla: l'auto è parcheggiata proprio davanti alla vetrina del negozio, è questione di un attimo, non può succedere nulla. E invece di colpo tutto precipita perché, senza saperlo, Alex e Mara hanno contravvenuto a una legge dello Stato. Il detective Strate prende le cose talmente sul serio da alterare prove e testimonianze. Si scatena il finimondo. Un'assistente sociale porta via i loro due bambini. I genitori, dopo l'arresto, sono condotti alla prigione della contea: rischiano una pesante condanna per abbandono di minore e la conseguente perdita della potestà genitoriale. Cosa succede quando un “buono”, un padre e un marito affettuoso, un professionista responsabile e, soprattutto, un uomo innocente, sperimenta l'impotenza di fronte a un meccanismo repressivo incomprensibile? Accettare di esserne ingranaggio? Oppure reagire e analizzarlo con i propri strumenti? Così, ora dopo ora, il travolgente racconto di Alex si trasforma nella personale esperienza di come, in una perversione giuridica compiuta in nome della giustizia, la società abbia bisogno di una “fabbrica dei cattivi”.

288 pages, Kindle Edition

First published October 30, 2013

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Diego Agostini

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for DiariodiPensieriPersi.
100 reviews15 followers
April 12, 2014
Questa di Diego Agostini è una storia apparentemente paradossale, ma che potrebbe capitare a ognuno di noi: Oggi può capitare a te,domani a me. È così che va la vita. State attenti: è la dimostrazione particolareggiata di come un onesto cittadino può diventare per tutti un cattivo e un criminale. Chiederete, questo capita in un Paese monco dei diritti umani e civili, tipo Cina, Uzbekistan, Corea del Nord. La risposta è disorientante, talmente tanto da sembrare assurda: la fabbrica dei cattivi è negli USA, la patria di Big Jim e dei super-eroi!

Ma procediamo con ordine, nel paese della simpatia e della libertà una tranquilla e ordinaria famiglia italiana composta da padre Alex, madre Mara, e dai figli Lorenzo e Giulia, sta trascorrendo per il secondo anno consecutivo le vacanze estive in Florida; un temporale improvviso allontana la famiglia dalla spiaggia in un tranquillo pomeriggio e, in un centro commerciale dove si sono fermati per sostituire la T-shirt bagnata di Alex, ha inizio l’incubo. Cosa fareste voi, se all’uscita dal centro commerciale, trovaste la vostra auto con i vetri rotti circondata da auto della polizia e dei vigili del fuoco nonché di un’ambulanza e vostra figlia estratta con forza dall’abitacolo? Immaginereste di essere piombati in un episodio di quei telefilm americani, che hanno per protagonisti poliziotti a caccia di criminali per la sicurezza e la tutela dei cittadini perbene. Cosa succederebbe, se scopriste di essere voi i criminali senza avere esatta cognizione del motivo per cui siete tratti in arresto?

Per intendere di essere stati catapultati in una realtà paradossale, inquietante, claustrofobica, surreale, bisogna arrivare a pagina 174... http://bit.ly/1htS3x0
Profile Image for Gabry Valvassori.
1 review
January 24, 2020
A me il libro è piaciuto. La storia è una sorta di contenitore di riflessioni intrecciate con l'esperienza umana. Si percepisce in trasparenza un pensiero raffinato, che può sfuggire a chi cerca il libro giallo di pura fiction - che non è assolutamente. L'autore ha sacrificato un plot complesso a vantaggio del realismo, in particolare nell descrizione dei processi emotivi del protagonista. Indicato per chi cerca elementi di riflessione attraverso lo shock delle esperienze inattese.
Profile Image for Luigi Farvelli.
1 review
October 3, 2020
Avevo sentito parlare di questo libro e lo abbiamo scelto me nostro gruppo di lettura. @Arwen56. Francamente sono perplesso quando leggo recensioni di questo genere. Non posso pensare che un amante della lettura possa esprimersi in questo modo e con questi toni. Lo trovo irrispettoso verso un lavoro editoriale che costa fatica e coinvolge professionisti di alto livello. Facile nascondersi dietro uno pseudonimo e attrarre consensi svilendo il lavoro altrui. Per di più senza capire minimamente il libro stesso, che è un interessante esperimento che potemmo chiamare di “experience fiction”. Essere catapultati nella testa e nelle emozioni di qualcuno è l’elemento su cui il libro è costruito, non la storia in sé. È triste vedere con quanta arroganza certa gente mascherandosi per lettori hanno solo l’intento di sfogare sul web le proprie frustrazioni.
Profile Image for Arwen56.
1,218 reviews338 followers
July 14, 2015
Se lo consideriamo un romanzo, e come tale infatti viene proposto e commercializzato, è un immane fallimento, a partire dall’avvio del libro, che vede i componenti di una famiglia italiana in vacanza in Florida essere sorpresi da un temporale, che li fa fuggire bagnati fradici dalla spiaggia e rifugiarsi nella propria auto. Il disagio per la maglietta inzuppata che indossa, acuito dall’aria condizionata del veicolo, spinge il padre, Alex, a decidere di dirigersi verso un centro commerciale per acquistarne una asciutta, e piombare così a capofitto in una specie di catastrofe.

E già qui uno si chiede:

1) chissà perché gli causa disagio solo la maglietta e non il resto, perché si suppone avesse anche un costume da bagno oppure un paio di braghette, dato che non mi risulta che la gente, soprattutto se appartenente a una classe sociale medio-alta, com’è questo il caso, vada in giro con le pudenda in vista;

2) chissà perché se gli dà fastidio l’aria condizionata, che lo fa gelare, non la spegne; d’accordo che gli americani sono dei fanatici al riguardo, ma che io sappia anche sulle loro auto prese a noleggio è ancora possibile regolare ed eventualmente disattivare il marchingegno, se necessario;

3) chissà perché, invece di andare a comprare una maglietta asciutta, Alex non si limita a togliersi quella bagnata, asciugarsi con un asciugamano, che sappiamo avere a disposizione, e poi dirigersi verso la casa che ha preso in affitto per il secondo anno consecutivo e che non credo si trovasse, in quanto a distanza, ad anni luce dalla spiaggia in cui sono stati colti dal temporale;

4) chissà perché una maglietta bagnata in Florida, durante l’estate, resta bagnata così a lungo, anche se, nonostante il temporale (ormai terminato da un po’, va notato), ci sono ancora 26 gradi esterni e nonostante il fatto che lo stesso calore corporeo contribuisca ad asciugarla; in Italia, a parità di condizioni, nel giro di un quarto d’ora la maglietta sarebbe stata praticamente asciutta; ho l’impressione che sia meglio prendere buona nota che, se si va in vacanza in Florida, è meglio portarsi dietro un numero considerevole di magliette di ricambio, data l’anomala tendenza che pare abbiano a restare perfidamente e ostinatamente bagnate appena varcano il confine statale.

Ecco, di domande del genere, sempre nell’ottica di considerarlo un romanzo, ce ne si fa molte nel corso della lettura, perché di occasioni che ne prestano il destro ce ne sono molte. E così ci si accorge, senza ombra di dubbio, che il mestiere del Sig. Diego Agostini non è sicuramente quello dello scrittore e che, se vuole diventarlo, di strada da fare ne ha veramente tanta.

Se, invece, vogliamo considerarlo sul fronte dell’analisi psicologica, ché questo sì è il campo dell’autore, le cose vanno un pochino meglio. Ma solo un pochino. Perché, non è che le sue idee riguardo al concetto di colpevolizzazione, di spersonalizzazione, di violazione dei più elementari principi di equità e dignità dei presunti colpevoli siano tali da farci rimanere “folgorati” come San Paolo sulla via di Damasco. Sono meccanismi ampiamente noti e meglio raccontati altrove, sia in letteratura, sia in saggistica. E non c’entra proprio niente neanche l’America.

Poi, fate voi. Personalmente, io opterei per la lettura del “Manuale delle Giovani Marmotte”.
Profile Image for Francesca.
161 reviews
July 18, 2025
Appena finito!

Veramente pazzesco! Dico solo che il sistema della polizia e della criminalità viene descritto come un serpente che si morde la coda. Per non parlare dei media che venderebbero le loro stesse madri pur di avere uno scoop falsificando, ingigantendo e umiliando chiunque.
Una storia che lascia allibiti. Ho provato il senso di frustrazione e angoscia , ho provato paura e sgomento durante tutta la storia. La cosa che più mi ha fatto riflettere e che lo spacciatore sia stato molto più umano dei " difensori della legge".
Il bene e il male sembrano mescolati così come le vere e false amicizie .
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