EDIZIONE SPECIALE: CONTIENE UN ESTRATTO DI "OSSESSIONE PROIBITA"
Un grande giallo Novità assoluta Dall'autore finalista al Premio Strega Un'indagine dell'investigatore Mastrantonio
Tre casi che sembrano non avere alcun legame tra loro: un’inchiesta ad alto rischio per Marcello Mastrantonio, disilluso funzionario della Mobile in perenne conflitto con capi e colleghi. Un’organizzazione criminale che gestisce feroci combattimenti tra cani. Un architetto assassinato nello scenario di un gioco erotico gay. Una giovane donna sieropositiva sgozzata. Un assassino senza nome che uccide le vittime con un rasoio. Quella che inizia come un’indagine di routine sul maltrattamento di un cane si trasformerà in un incubo sanguinoso, una trappola mortale. Tra false piste, scontri all’arma bianca e omicidi, l’escalation di violenza e mistero si concluderà in modo assolutamente imprevisto.
Massimo Lugli (Roma 1955) è inviato speciale di «la Repubblica» per la cronaca nera da quasi 40 anni. Ha scritto Roma Maledetta e con la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo (terzo classificato al Premio Strega 2009 e vincitore del “Controstregati”), Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso e La lama del rasoio. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung pratica fin da bambino le arti marziali che compaiono in tutti i suoi romanzi.
Massimo Lugli si è occupato per «la Repubblica» di cronaca nera per quarant’anni. Ha scritto Roma Maledetta e per la Newton Compton La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo, finalista al Premio Strega, Il Carezzevole, L’adepto, Il guardiano, Gioco perverso, Ossessione proibita, La strada dei delitti, Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale, Stazione omicidi. Vittima numero 1, Vittima numero 2 e Vittima numero 3, Città a mano armata, Il criminale e nella collana LIVE La lama del rasoio. Suoi racconti sono contenuti nelle antologie Estate in giallo, Giallo Natale, Delitti di Ferragosto, Delitti di Capodanno e Delitti in vacanza. Ha firmato con Andrea Frediani Lo chiamavano Gladiatore. Insieme ad Antonio Del Greco ha scritto Città a mano armata, Il Canaro della Magliana, Quelli cattivi, NarcoRoma e Il giallo di via Poma. Cintura nera di karate e istruttore di tai ki kung, pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.
Linguaggio semplice, storia realistica, avvincente fino all'ultimo, tutta l'essenza di un ottimo giallo. Ottimo. Lo consiglio a chiunque ami questo genere.
Mi dispiace ma non sono proprio riuscita ad apprezzare questo romanzo. Trama banale, alquanto prevedibile, protagonista idiota, sia per come conduce l'indagine, sia per le battute pessime, spesso fuori luogo, che gli passano per la mente. Per non parlare dei clichè triti e ritriti di cui è cosparso il romanzo e della superficialità con cui è stato confezionato. Il tutto in 125 pagine.
Non ho capito se è una di quelle edizioni fintointegrali della Newton sforbiciate o se è una specie di racconto lungo (125 paginine finite in un soffio),comunque molto carino, anche se in così poco non si riesce ad imbastire grandi discorsi (il caso viene presentato e risolto in 4 e 4otto).Ho trovato dolorose da leggere le parti riguardo i combattimenti fra cani 😢Comunque mi è piaciuto parecchio,leggerò anche altro dello stesso autore!Belle le descrizioni delle scene di lotta(l'autore è un esperto di arti marziali)e la caratterizzazione dei personaggi.
Romanzo poliziesco all'italiana gradevole e ben scritto. Si legge in poche ore, e ciò non solo per la sua brevità: la trama è avvincente e le pagine scorrono che è un piacere. Tre stelle (e mezzo), ma esclusivamente perchè mi sarebbe piaciuto se l'autore avesse approfondito di più alcuni degli argomenti trattati, che putroppo, per esigenze narrative, risultano un po' sacrificati. Giudizio positivo, nient'altro da aggiungere.
Breve giallo ambientato a Roma, in cui tre casi, apparentemente scollegati tra di loro, hanno invece un comune denominatore, quello dei combattimenti clandestini di cani. Marcello Mastrantonio, funzionario della Mobile, è uno scapolo che non ama troppo le gerarchie e le regole; soprattutto quando un caso lo prende così tanto da fargli rimandare le ferie. La morte di una giovane veterinaria, di un architetto e i combattimenti non sembrano avere nessun nesso da principio, ma ben presto Mastrantonio scoprirà a proprie spese che i collegamenti ci sono eccome: tra colpi di scena, sparatorie e colpi di arti marziali riuscirà a dipanare questo intricato caso nella calura romana.
Un breve racconto ben scritto, dove l'ironia e le indagini poliziesche vanno a braccetto. L'ispettore Mastrangelo potrebbe facilmente diventare un personaggio amato dal grande pubblico, con il suo fascino da scapolo in divisa, le battute sempre fuori posto e la dedizione al suo lavoro che va ben oltre le procedure. Scorrevole e ben articolato.
2.5 ⭐ Thriller ambientato nella capitale, dove il protagonista è un vicequestore romano aduso a battute ciniche (ormai lette e stralette), che si ritrova ad indagare sull'omicidio di due vittime omosessuali. A cinque giorni dalle ferie.
Si è rivelato un giallo simpatico, non troppo impegnativo, l'ideale per una lettura di un paio di pomeriggi.
Racconto ben scritto, con un buon intreccio, personaggi credibili e un pizzico d'ironia che arricchisce la narrazione. Peccato per il finale, che ho trovato un pò deludente e sembra essere stato scritto di fretta. Nel complesso la storia è gradevole ma la conclusione non all'altezza.
I criminali non sono mai in vacanze, neppure nelle torride giornate di agosto a Roma. Ecco, allora, che nell'arco di poche ore vengono segnalati ben tre crimini alla questura. Il primo di questi riguarda un canile della periferia e viene affidato al controverso funzionario della Mobile Marcello Mastrantonio a pochi giorni dalle sue meritate vacanze. Dopotutto, quanto tempo potrà impegnare per una normale indagine su un maltrattamento di un animale?
Indagando, però, il protagonista di questo giallo nostrano capirà che esiste anche un legame con gli altri due crimini: l'omicidio di una giovane donna e di un architetto gay. Le sue scoperte lo porteranno sempre più vicino al nucleo di un'organizzazione che si occupa di combattimenti tra animali e che ha radici in tutto il centro Italia.
Lo stile di Lugli è sicuramente scorrevole e mai noioso - dopotutto è stato un finalista del premio Strega! - ma queste sono tutte qualità dell'autore già ben note. La pecca del libro è nella trama: gli argomenti per sviluppare un giallo con la G maiuscola ci sono, le situazioni sono originali, purtroppo ciò che è mancato è stato un intrigante svolgimento. Ad un certo capitolo, tutto inizia ad essere chiaro, palese, decisamente scontato! Alcune situazioni sembrano essere quasi esatti episodi tratti da altri libri e molte frasi dei personaggi sono unicamente modi di dire e frasi fatte tratte da polizieschi televisi visti e rivisti.
Un libro che, un po', lascia l'amaro in bocca.. Consigliato, comunque, a chi intende avvicinarsi ad una lettura leggera tra un classico e l'altro oppure tra due libri impegnativi.
Marcello Mastrantonio, funzionario della polizia di Roma, si ritrova ad una settimana dalle ferie ad indagare su ben 3 casi in contemporanea: un ipotetico giro di scommesse clandestine, un architetto immischiato forse in un giro di prostituzione e una giovane veterinaria trovata sgozzata in casa sua. All'apparenza i 3 casi non sembrano minimamente collegati tra loro, ma il sesto senso di Marcello non è d'accordo: qualcosa deve obbligatoriamente legare le vittime, che sia il movente o l'arma del delitto. Aiutato da Alessia, amica della seconda vittima, si ritroverà invischiato in un losco giro di combattimenti cani clandestini.
Classico libro poliziesco con l'illustrazione delle indagini. Peccato per i personaggi, tutti troppo piatti e senza caratteristiche peculiari che li contraddistinguano in modo eclatante. Peccato anche per l'indagine vera e propria: si passa dall'intuizione alla risoluzione senza una vera spiegazione logica, se non nel finale. Gli assegno 3 stelline solo perchè tratta principalmente dei combattimenti tra cani: argomento poco affrontato nella vita di tutti i giorni ma, ahimè, reale fino all'ultimo.
Un altro vicequestore che non conoscevo questo Marcello Mastrantonio, che si muove nella Roma appena prima dell'euro e che ha alcuni tra gli informatori più variopinti del vasto panorama giallistico italiano. Questa storia parte da una presunta storia di serial killer che prende di mira i gay per poi mischiarsi con le lotte clandestine dei cani. Molto carina, si legge in meno di un'ora e fa venire voglia di leggere altri libri con lo stesso protagonisti
Più un investigatore che un pubblico ufficiale Il protagonista di questo breve romanzo o racconto lungo, veste alla perfezione i panni del detective privato, un po' meno quelli del pubblico ufficiale, anche per come va a finire la storia. L'ho praticamente divorato, la storia è avvincente e scorrevole, lo si riesce a leggere davvero in pochissime ore, anche un solo pomeriggio. Consigliato a tutti gli amanti di gialli e thriller.
Bello, bello, bello! Un ottimo giallo, ben congegnato e che accompagna il lettore fino al colpo di scena finale che chiude la storia. Non prende cinque stelline soltanto perché ho trovato un'incongruenza temporale che mi ha fatto storcere il naso. Peccato davvero per la svista, perché il romanzo, seppur breve, mi è piaciuto!
Romanzo breve di Lugli che ho già apprezzato parecchio nei racconti brevi e di cui mi riprometto di leggere i romanzi. Mi è piaciuto il modo di scrivere, la narrazione intrisa spesso di ironia, lo stile scorrevole e l’originalità della trama, in cui tre eventi apparentemente slegati si riveleranno tessere dello stesso mosaico di violenza. Consigliato anche per l’ottimo prezzo.
Non è che mi sia dispiaciuto, si è lasciato leggere facilmente, tutto sommato non è un brutto libro, ma c'è di meglio... Non mi è piaciuto molto il modo in cui è arrivato a incastrare il colpevole e durante la lettura ho avuto l'impressione costante che si trattasse di Montalbano, più che di Mastrantonio.
Racconto inutile. Il protagonista, per le prime tre pagine, risulta simpatico, ma alla fine diventa ripetitivo e squallido. La fine è troppo affrettata e l'epilogo è imbarazzante per come viene """risolta""" la questione con Alessia. Anche la stile non l'ho trovato particolarmente piacevole.
un libretto che si legge in fretta, e che forse con altrettanta fretta verrà dimenticato. Intreccio robusto, protagonisti e comprimari al limite dello stereotipo e della macchietta.