Questo romanzo sfugge una classificazione in base al genere: è un thriller feroce e mozzafiato, una straziante storia d’amore, un romanzo politico e psicologico. Un affresco cupo e disincantato, uno spiraglio aperto sull’Algeria contemporanea, tra violenza e voglia di riscatto.
La storia racconta il rapimento di una ragazza di quattordici anni, un rapimento per cui non è richiesto riscatto ma delle azioni che sembrano senza senso. Il padre, Aziz, si scaglia contro il suo paese, il fanatismo e l’odio fratricida che ancora lo innervano, la società rigida, il potere cieco e spaventato.
Le richieste del rapitore pian piano rivelano un quadro più complesso, risvegliano ricordi tremendi, che potrebbero svelare le motivazioni e l’identità dei rapitori e che riportano alle atrocità della guerra d’indipendenza.
Il linguaggio è tagliente, crudo e spietato, il ritmo è serrato e tiene incollati alle pagine. La trama è molto interessante e i personaggi sono indagati molto dettagliatamente e sono approfonditi dal punto di vista psicologico e relazionale.
Mi ha colpita molto, lo consiglio a chi cerca un thriller incalzante e feroce, ma insolito e originale: non sarà la polizia ad indagare cercando indizi e prove.