3 stelle e 1/2, per essere precisi precisi... perché questo libro si fa leggere, senza ombra di dubbio, tant'è che l'ho divorato. Ma ha anche parecchi difetti...
Cosa non va in questo libro (secondo me):
1 - Lost in translation: non so come sia l'originale, voglio pensare (a pensar bene) che il libro abbia sofferto di una traduzione svogliata e superficiale. Sia come sia, alcuni termini restano comunque inconcepibili nell'Inghilterra del XIX. Che poi una anziana lady riesca a esclamare "Porca l'oca!" lo trovo del tutto incredibile. E di fantasy e sospensione dell'incredulità me ne intendo!
2 - Le allegre comari di Windsor: i siparietti comici delle tre matrone possono essere utili in alcune circostanze, ma se li si reitera in continuazione per riempire i vuoti della narrazione, anche no.
3 - Victor Victoria: ragazza mia, sarai anche stata chiusa in casa per tutto questo tempo, ma è quasi assurdo che ogni maschio che ti trovi davanti ti faccia perdere la testa... suvvia, un po' di contegno!
4 - La tigre e il dragone: nemmeno la raffinata fotografia del grande regista taiwanese avrebbe potuto includere torsioni e piegamenti del corpo così innaturali. Victoria e Max possono, e Ang Lee muto!
5 - Don't say a word: ad alcuni dialoghi sembra mancare qualcosa, come se tra una risposta e l'altra ci fosse un non detto. Non so se attribuire il problema al punto 1 (traduzione e, a questo punto, edizione italiana), oppure al fatto che l'autrice, che sa bene cosa frulla nella testa di Victoria, dia per scontati alcuni elementi, trasferendo la propria onniscenza di autore al suo personaggio. Temo sia la seconda che ho detto.
Va bene, finora mi sono divertita, ma c'è anche del buono in Danimarca!
Sicuramente il ritmo della narrazione è coinvolgente e ti trascina con sé. Questo fa sì che, a un certo punto, si adotti davvero la famosa sospensione dell'incredulità, si scenda a patti con l'autrice e si accetti di barattare il divertimento con la pignoleria. Con questo mood, devo dire che non c'è stato un capitolo alla fine del quale non abbia avuto voglia di tirar dritto e proseguire.
I personaggi maschili che ruotano attorno a Victoria sono abbastanza interessanti (lei lo è solo in parte: a volte è troppo perfetta, a volte troppo inconsistente, però è solo il primo libro e possiamo sperare di meglio). Per fortuna riescono a essere abbastanza diversi, quindi formano un bel triangolo, anche se avrebbero potuto essere tratteggiati un po' meglio, soprattutto riguardo al loro background, ma amen.
In definitiva, non mi pronuncio, anche se è più un sì che un no. Vado avanti e vediamo.