Yasuko e Yumio hanno in comune la salute cagionevole, due infermiere e le lunghe passeggiate che sono costretti a compiere. È così che diventano amici e, insieme, riscoprono la vita: grazie anche a una tendenza a scoprire le case infestate, verificare le dicerie sulle apparizioni e giocare ai pirati. Ma un giorno un'incomprensione li separa e, nonostante la vita continui a unirli facendoli abitare l'uno a fianco all'altra, quel pomeriggio d'inverno tra le nevi sembra restare per sempre tra loro, anche crescendo. Saprà rifiorire la loro amicizia, infantile ma profondissima? Tratto da “La foresta in fiore”, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 74535.
Yukio Mishima (三島 由紀夫) was born in Tokyo in 1925. He graduated from Tokyo Imperial University’s School of Jurisprudence in 1947. His first published book, The Forest in Full Bloom, appeared in 1944 and he established himself as a major author with Confessions of a Mask (1949). From then until his death he continued to publish novels, short stories, and plays each year. His crowning achievement, the Sea of Fertility tetralogy—which contains the novels Spring Snow (1969), Runaway Horses (1969), The Temple of Dawn (1970), and The Decay of the Angel (1971)—is considered one of the definitive works of twentieth-century Japanese fiction. In 1970, at the age of forty-five and the day after completing the last novel in the Fertility series, Mishima committed seppuku (ritual suicide)—a spectacular death that attracted worldwide attention.
La scrittura delicata e poetica di Mishima ritorna in questo racconto. Vorrei tanto recuperare la raccolta che lo contiene per vedere se anche gli altri sono allo stesso livello.
Di notte numerose luci scintillavano nella pioggia e io avevo la sensazione che ognuna di esse guardasse vividamente verso di me. Ero convinta che la luce della mia finestra avesse un rapporto indissolubile con una delle luci in lontananza. #quote
Racconto delicato, scritto dalla prospettiva della protagonista femminile, una bambina all'inizio, che diventa adolescente nelle ultime pagine. L'autore è un uomo, ma è riuscito a cogliere abbastanza bene alcune caratteristiche femminili. Il racconto è però troppo breve, non sono riuscita ad affezionarmi ai personaggi.
Breve storia, molto delicata, del passaggio dall'infanzia all'adolescenza e all'età adulta di una ragazza giapponese. Sorprende che l'autore sia un uomo, così sensibile nel cogliere tutti i turbamenti e le incertezze femminili tipiche di quell'età. Ricorda molto una Banana Yoshimoto un po' più raffinata.
È passato troppo tempo dall'ultima volta che ho letto Mishima e mi ero scordata quanto le sue atmosfere rarefatte e le sue parole quasi scarse che nonostante tutto riescono a dipingere perfettamente una scena, mi piacessero. Tutto quello che ancora mi manca da leggere delle sue opere, mi sembrano perfettamente adeguate a riempire questi lunghi pomeriggi di quarantena.
Molto delicato e intimo, narra in prima persona con l passaggio interiore di una bambina verso l'adolescenza. Una piccola finestra scritta con molta soavità al punto che pensavo fosse autobiografica.
Diario di preghiere è un racconto delicato, in cui ho apprezzato molto la capacità di Mishima — autore uomo — di cogliere e restituire con sensibilità i turbamenti interiori di una ragazzina. Nonostante questo, non lo considero tra i migliori libri di letteratura giapponese che abbia letto. Alcune frasi risultano invecchiate male, anche se comprensibilmente legate al tempo e alla cultura in cui Mishima è cresciuto. Nel complesso la lettura non mi ha entusiasmata: gradevole in alcuni passaggi, ma senza lasciarmi un’impressione duratura. Va detto che non si tratta del Mishima più tipico né del più potente: rispetto alle sue opere più celebri, qui emerge una voce più intima e meno estrema. Proprio per questo, può incuriosire chi voglia scoprire una sfumatura diversa del suo percorso di scrittore. Un testo interessante per completare lo sguardo sull’autore, ma non rappresentativo della sua grandezza letteraria.
La voce di Valentina Mari non aiuta minimamente ad apprezzare un testo tanto già mediocre come lo è in questo caso. Un libro/racconto che è Minore come si suol dire che annoia per la ripetitività del soggetti trattati già in altri romanzi dell'autore. Evitabile