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La Discrétion: Ou l'art de disparaître

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Dans une société qui valorise le paraître et les confessions à grand spectacle, la discrétion est une forme heureuse et nécessaire de résistance. Plaisir baudelairien de flâner anonymement parmi la foule, joie silencieuse de regarder son amour dormir ou ses enfants jouer sans qu’ils remarquent notre présence, soulagement de voir s’éloigner enfin le désir de triompher : loin de la dissimulation, du calcul prudent, ou de la peur d’être vu, l’âme discrète offre une juste présence au monde. Pierre Zaoui convoque les grands penseurs de la discrétion, de Kafka à Blanchot et Deleuze, en passant par Virginia Woolf et Walter Benjamin, pour cerner cette expérience « rare, ambiguë et infiniment précieuse ».

156 pages, Kindle Edition

First published October 30, 2013

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About the author

Pierre Zaoui

21 books3 followers

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for  amapola.
282 reviews32 followers
June 12, 2018
Non so che cosa mi aspettassi da questo saggio filosofico. Credo, anzi sono certa, che ad attirarmi sia stato il titolo e quelle due parole, “scomparire” e “discrezione”. Non so neanche se ne ho ben compreso tutto quanto afferma (io di filosofia non ne capisco nulla). Di sicuro c’è che mi ha fornito spunti di riflessione e che alcuni argomenti hanno trovato in me una certa corrispondenza; non tutto mi ha convinta, ma è stata una lettura vivace, mai passiva.
Lo scomparire di cui parla Zaoui non è quello di chi lascia la “civiltà” e si ritira in un eremo, così come la discrezione non ha nulla a che vedere con la buona educazione, ma è intesa piuttosto come ”il privilegio di poter assistere alla propria assenza”, per dirla con Proust.

Zaoui sostiene che la discrezione è un atto politico in quanto è "resistenza a un nuovo ordine stabilito: quello che pretende d'identificare l'essere con l'apparire". In una società come la nostra, in cui non bisogna mai abbassare la guardia e dire, ribadire, dichiarare, smentire, chiacchierare, twittare, chattare, affermare, negare, scherzare, insultare, sminuire, ingigantire, commentare, provocare, stupire, scandalizzare, ecc., anche un piccolo passo falso potrebbe essere fatale (chi si ferma è perduto). Invece il sapersi sottrarre alla propria logorrea, all’ansia da prestazione, alla smania di apparire, ci mette in una posizione privilegiata per incominciare a guardare, ad ascoltare: ci rende disponibili e, così facendo, ”La prospettiva si allarga e il mondo appare meravigliosamente molteplice, decentrato, percorso da mille linee di fuga. (…) La vostra posizione discreta, inosservata, trasparente vi apre a un'esperienza nuova: l'abbandono dei fantasmi di onnipotenza, dell'essere indispensabili, dell'essere responsabili di tutti e di ciascuno. Farsi improvvisamente discreti significa rinunciare per un momento a qualsiasi volontà di potenza”.

Essere discreti è politico quindi, ma soprattutto è un piacere e un conforto, ci ricorda Pierre Zaoui. Imparare a rendersi impercettibili e goderne procura il conforto di ascoltare qualcuno, il piacere di imparare invece che pretendere sempre di insegnare; è il conforto di una domanda piuttosto che di mille risposte. Perché imparare a fare una domanda vuol dire imparare a fare spazio, accettare che lo spazio vuoto sia una disponibilità e non un buco da riempire. Essere discreti, scomparire per un attimo significa regalare agli altri il piacere che si prova ad abitare lo spazio offerto da qualcuno che, dopo aver parlato tanto, finalmente tace.

Essere discreti è politico, è un piacere e un conforto, ma è anche una virtù morale rara, ambigua e infinitamente preziosa. Il filosofo francese ci ammonisce sull'importanza degli spiriti discreti: ”Dobbiamo augurarci che non venga mai il giorno in cui anime simili scompariranno, schiacciate definitivamente dall’onnivisibilità, che non venga mai il giorno in cui rimarranno soltanto riflettori e casse di risonanza, perché allora tutto crollerà”.

Concetti forse teorici, astratti, difficili da mettere in pratica, ma che allo stesso tempo possono rappresentare una sfida a mettersi in discussione, uno stimolo a superarsi.
Profile Image for Dagio_maya .
1,147 reviews362 followers
August 14, 2017
"La felicità per sottrazione". Spostati dal centro!!!

"L'arte di scomparire"non è un vademecum per aspiranti suicidi.
Nè, come suggerisce il sottotitolo ("Vivere con discrezione"), una nuova versione di galateo.
Semplicemente si tratta di un piccolo saggio filosofico.
Ecco, dunque, un elogio della discrezione che, citando Proust, è intesa come il privilegio di poter assistere alla propria assenza".
In un mondo di selfie, cinguettii e panni stessi a casa Facebook sembra impossibile che si possa verificare ma Zaoui sostiene il contrario in quanto il nostro presente vive una corsa parallela tra il bisogno di riconoscimento da una parte e la lotta per l'invisibilità dall'altra:
due facce di una stessa epoca.

Chiariamo
.L'idea dello scomparire deve innanzitutto slegarsi dal desidero di morte perchè non è di questo che si vuole parlare.
E' piuttosto un non esserci intermittente. Insomma:farsi da parte al momento giusto.
L'idea più concreta che il filosofo francese ci riporta si riferisce all'esempio dell'essere genitori dove esserci ma non esserci è fondamentale.
La tesi sostenuta vede in questo atteggiamento un atto politico in quanto è una questione di resistenza a un nuovo ordine stabilito: quello che pretende d'identificare l'essere con l'apparire.

Ho colto in Zaoui uno sforzo che penso sia tipico del filosofo quando pubblica un testo con intento divulgativo.
Per quanto mi riguarda mi ha affascinato questa idea della discrezione e dello scomparire ma, seppur non si tratti di un testo inaccessibile, è spesso retorico (leggi noioso).
Insomma ne vanno estrapolate delle idee, dei concetti per fare riflessioni che abbiano valore e funzionalità.

Interessante nel finale la seguente dichiarazione:

compito filosofico dei nostri giorni, senza nostalgia e con attenzione solo alla vita attuale: cogliere quanto va scomparendo più di quanto è sul punto di apparire .

Ma io che sono una materialista terra terra di esempi pratici su quello di cui si dovrebbe occupare la filosofia non ne ho trovati..
Profile Image for Evi *.
404 reviews310 followers
March 26, 2026
ESSE EST PERCIPI. ESSERE È ESSERE PERCEPITI. George Berkeley, filosofo.

In un mondo dove tutto è apparire e continuamente dover ricordare agli altri che ESISTIAMO, anche per avere da loro approvazione (Anobi come microcosmo della realtà né è un palese esempio) la discrezione diventa un'arte e un bisogno vitale.
Innanzitutto la discrezione non deve essere equiparata alla solitudine al vivere nel deserto e, giammai, al desiderio di non essere più o di morire perché per esplicarsi la discrezione deve sempre farsi esperienza e presupporre un incontro e una ricezione di qualcosa o qualcuno.
Ci vuole uno spazio "pubblico" perché l'anima discreta possa ritirarsi in quella crepa interstiziale che si apre tra sé e gli altri e che permetta quello spazio minimo di sana libertà di avvicinarsi o allontanarsi discretamente dal richiamo del mondo.

Baudelaire amava la folla di Parigi e il molle flaner tra le sue vie cittadine, la canta nei suoi versi mettendo in luce come nel suo anonimato la discrezione acquisti una dimensione politica nel senso moderno di "polis" perché mescolarci anonimamente in mezzo alla folla permette di vivere una solitudine, ma popolata: si vede senza essere visti.
Laddove nei piccoli centri urbani invece si viene sempre a sapere tutto di tutti.

Pierre Zaoui riflette sulla descrizione in varie accezioni, anche in rapporto all'arte.
Penso a Lucio Battisti che, da un certo punto in poi, si è sottratto definitivamente al suo pubblico.
Ma anche a scrittori o pittori e all'eterno dibattito che si portano appresso per cui conterebbe solo l'opera e non i loro stati d'animo, i loro discorsi e comportamenti la loro presenza fisica.
Senza arrivare all'estremismo di Cézanne per il quale contava meno l'oggetto finito rispetto al suo processo di produzione.

O riguardo i totalitarismi.
Parrebbe irriverente o paradossale parlare di discrezione nei totalitarismi, dove al contrario sono avvenuti fatti ben più terribili della banale tenue negazione del diritto alla propria discrezione, ma il sapersi sorvegliati e controllati senza tregua senza un nascondiglio dove ritirarsi alla vista degli altri, senza un pezzetto di carta sul quale poter scrivere un piccolo pensiero, un verso, un ricordo è come goccia che cade sulla testa del condannato, all'inizio inavvertita ma che progressivamente si trasforma in macigno.

La discrezione tocca anche il tema dell'amore e di rimando il tema della bellezza
Ci interessa oggi un amore discreto, non enfatizzato in dichiarazioni pubbliche o in gesti d'amore palesi?
Un amore "su cui non si può dire" esiste solo per i diretti interessati e per dirla con Wittgenstein - il filosofo austriaco del positivismo linguistico - "non esiste cio che non può essere espresso o enunciato".
In ogni caso il più delle volte gli amori più autentici solo gli amori più discreti.

Le riflessioni dell'autore hanno una loro finalità tentare una felicità che potremmo definire "felicità per sottrazione"

Sottrarsi ai vani i giochi dell'immagine di sé e delle ambizioni personali, sottrarsi alle cose che si posseggono come a quelle che non si posseggono.

Libretto che contiene molto più dei pochi accenni su cui ho debolmente sfarfallato.
Lo consiglio vivamente a chi teme che scomparendo pur con discrezione possa scomparire anche per gli altri, l'importante sarebbe non scomparire mai a se stessi.
Profile Image for dv.
1,413 reviews60 followers
August 21, 2018
Un viaggio rigoroso - dotto e ricco di riferimenti filosofici di sicuro non accessibili a tutti - che suscita una necessaria riflessione sull'arte della discrezione attraverso il tempo e interpretata rispetto all'oggi e alla società dell'individualismo che viviamo. Accompagnati Da Kafka, Tommaso D'Aquino, Meister Eckhart, Baudelaire e Benjamin, si viene guidati a riscoprire quanto può essere prezioso alternare coinvolgimento e distacco.
Profile Image for Agnes Fontana.
345 reviews19 followers
October 16, 2014
Un ouvrage typique des livres de philo "modernes", c'est à dire pas chiants du tout mais dans lesquels l'auteur, s'il nous livre le fruit de sa réflexion étayée par de savantes références, ne nous en dévoile pas la construction.La prise de connaissance est facile et agréable, mais faute d'avoir suivi le cheminement, nous n'en sortons pas plus intelligents ni plus savants... Un peu comme un jeu video où on a plaisir à jouer mais où on ne possède pas les codes-sources.
Notre auteur étudie ici la discrétion, soit l'art de "se retirer" pour observer et finalement laisser vivre, laisser être, laisser exister à côté de nous, en dehors de nous. Les origines de cette attitude particulièrement précieuse dans notre monde d'hyperexposition ne sont pas à rechercher dans la philosophie grecque, ni dans les usages de cour, mais dans la mystique juive et certains philosophes chrétiens. Tout le livre est finalement contenu dans ces quelques phrases lumineuses de la conclusion : "la discrétion ne valant qu'autant qu'elle désigne une expérience et une posture, toujours singulières et toujours momentanées, et non pas un trait de caractère ou une qualité toujours réductibles en vérité à un défaut (timidité, lâcheté, faiblesse)" . Il ne faut pas ETRE quelqu'un de discret, il faut SAVOIR SE FAIRE discret.
Profile Image for Wu Shih.
233 reviews29 followers
August 9, 2017
Saggio filosofico abbastanza denso. Si tratta di una genealogia della discrezione, una ricognizione delle varie categorie affini dai primi pensatori greci al significato (politico) che assume nella società odierna.

La discrezione, come la intende l'autore, mi pare in parte assimiliabile a certi saperi orientali che perseguono la scomparsa dell'ego per poter vivere una vita più serena e piena. La differenza sta nella durata: per l'autore di questo saggio deve essere discontinua, parziale, temporanea e non definitiva.
Profile Image for Emiliano.
14 reviews
October 2, 2017
Nonostante la complessità della sua lettura questo libro offre, a mio modesto parere, una interpretazione intelligente della modernità minacciata dall'onnivisibilità e in cui l'essere discreti è un tentativo/arte di rimanerne distaccati ma anche per amarla
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books134 followers
October 8, 2017
"L'arte, la letteratura, il pensiero [...] non sono mai i nomi di una vita vera, ma della sua assenza e della sua ricerca." (p. 111)
Profile Image for sinepudore.
334 reviews12 followers
May 1, 2021
ma imparare a scomparire lentamente e lentamente riapparire.
#quote
Profile Image for Fabio Rossi.
32 reviews
November 16, 2023
Dis-crezione: Dis-scernere ---> scegliere distinguendo. Dal latino "discretio" discernimento, separazione, distinzione.

Libro molto interessante poiché mostra un significato o il significato della "discrezione" in un modo a me nuovo.

Come esperienza, come discontinuità, come interesse e preoccupazione di ciò che ci sta intorno: sia esso animale, umano, vegetale o inanimato. Come distacco per meglio osservare e come lasciar essere. Una depersonalizzazione, un decentramento da noi stessi cosi da creare spazio, creare un vuoto e dunque possibilità. Un ritirarsi senza portando con se il proprio tesoro, ma troncando proprio ogni attaccamento in sé. Non è la libertà a rendere felici ma al contrario la disposizione nei confronti di tutto ciò che di buono o cattivo può accadere intorno a noi.

Le anime discrete sono quelle che percepiscono e non sono percepite.
Senza nessuno che ascolta il mondo non esiste.
Profile Image for Saverio Mariani.
182 reviews23 followers
October 26, 2015
Il libro, in sé, per come è strutturato e scritto, non mi ha molto convinto - sebbene espliciti una serie di tesi condivisibili. Forse l'autore ha cercato di scrivere un libro di divulgazione senza cadere troppo in basso, ma facendo così ha corso il rischio di rimanere asettico e professorale (cosa che gli imputo pienamente). Comunque un libro intelligente e con alle spalle una certa preparazione metodologica e contenutistica, uno sguardo insolito sul distacco necessario da alcune forme di vita indiscrete.
Profile Image for Dina Rahajaharison.
1,021 reviews17 followers
December 12, 2016
"Parce qu'une vie sans secret, sans mystère, sans part d'ombre, sans espace interstitiel entre soi et les autres comme entre soi et soi, c'est une vie vouée à la terreur absolue et sans limites qui détruit en nous, à terme, toute part d'humanité."
Profile Image for La Central .
609 reviews2,828 followers
May 30, 2020
"Pierre Zaoui, profesor de Filosofía en la Universidad Paris VII Denis Diderot, dibuja una alternativa original y atractiva a la disputa por el reconocimiento que caracteriza la sociedad actual. La propuesta gira en torno a la discreción. Discreción entendida como intermitencia, como una rotura frente a la exposición continua a la que se nos obliga. Una especie de no-tiempo en un no-espacio en el que uno se olvida de sí y cede ante lo otro. Zaoui aprovecha y esboza en pocas páginas las líneas que seguiría una investigación dedicada a desentrañar los diferentes tratamientos de la experiencia de la discreción en la tradición occidental. Y ofrece una aproximación filosófica a una experiencia que, como suele pasar con lo filosófico, no se deja atrapar del todo y volverse ciencia.

Los esfuerzos de Zaoui se centran en delimitar la experiencia a la que él se refiere. En su trabajo, rastrea genealógicamente diferentes discursos del pensamiento, mayoritariamente occidental, donde podría encontrarse un primer acercamiento a la experiencia de la discreción. Una experiencia parecida a la lectura benjaminiana del flâneur, una suerte de hombre en la masa que, lejos de aborrecerla, se funde en ella y deja que aparezca la diferencia en lo indiferente. Se olvida de sí cuando debe, no para siempre. A Zaoui le interesa la dimensión política de la discreción, una interrupción de uno mismo para el otro. Ni abandono temporal para el cálculo prudente aristotélico, ni abandono eterno para la plena manifestación de la voluntad a lo Schopenhauer. Un abandono que tiene sentido solo si es limitado. No es un desaparecer para el bienestar de uno mismo, sino para que aparezca el otro. En ello, Zaoui ve algo esencialmente democrático. Una experiencia donde el discreto es aún inocente." Pau Compte
Profile Image for F..
166 reviews5 followers
March 2, 2020
"In questo senso, dunque, possiamo dire, anzi dobbiamo sostenere con forza che le anime discrete sono le fondamenta del mondo: senza di esse non esiste più nulla, solo specchi vuoti; senza di esse, più nulla tiene, se non materie senza forma. E il giorno in cui anime simili scompariranno del tutto, non più ciclicamente come piace a loro fare, ma in modo definitivo, schiacciate da un mostruoso sistema di onnivisibilità, il giorno dunque in cui ci saranno soltanto luce e casse di risonanza, e non occhi in disparte e orecchie impersonali all'ascolto, possiamo scommettere che non ci sarà più nessuno, e nemmeno nessun mondo" (p. 130)
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