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Historia del dinero

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El dinero obsesiona al héroe de esta novela. Su padre «hace» dinero en mesas de póquer y casinos, está en su salsa en las cuevas de la especulación financiera y hace equilibrio en el filo del delito. Su madre vuelve a casarse y dilapida la pequeña fortuna que hereda en viajes, negocios desatinados y una casa de veraneo que crece sin medida. ¿Qué le queda a él, testigo de la ruina, sino el goce tortuoso de pagar, en todos los sentidos de la palabra? Historia del dinero es una novela de dinero explícito (como se habla, en el porno, de sexo explícito). Una novela de economía hardcore donde las escenas de sexo han sido reemplazadas por escenas de dinero y la economía de todo un país enloquece sin remedio, centrifugada por la inflación y la irracionalidad financiera. El libro es un espléndido cierre de la trilogía de novelas independientes con que el autor vuelve sobre los años más tempestuosos de la Argentina reciente.

216 pages, Kindle Edition

First published March 1, 2013

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About the author

Alan Pauls

57 books146 followers
Alan Pauls es Licenciado en Letras y escritor argentino. Sus novelas, ensayos y cuentos han sido traducidos al inglés, al francés, al portugués, al rumano, al italiano, al holandés y al alemán.
Además de su labor como autor, Pauls ha enseñado teoría literaria en la Universidad de Buenos Aires, ha trabajado como periodista en el suplemento cultural del diario porteño Página/12 y ha firmado varios guiones cinematográficos. Su novela El Pasado, ganadora del Premio Herralde en 2003, ha sido adaptada al cine por el director argentino-brasileño Héctor Babenco.

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Displaying 1 - 24 of 24 reviews
Profile Image for Paolo.
162 reviews195 followers
February 14, 2023
Comprato per caso e per sbaglio (era a metà prezzo e lo confondevo con un altro argentino col cognome anglosassone - Rodolfo Walsh) si è rivelata una delle letture più interessanti dell'anno.
La storia di un uomo, del padre e della madre in cui i flussi dei ricordi si immedesimano con i flussi di denaro ereditato, guadagnato, sperperato, impregnando tutti gli anfratti dell'esistenza dei protagonisti.
Duecento e più pagine senza capitoli e senza nemmeno interruzioni con i piani temporali che si confondono, livellati dall'onnipresente denaro - che non a caso si chiama anche "liquido" e come tale ha la proprietà di occupare ogni spazio vuoto che può fare da recipiente.
Una scrittura diretta e senza pudori, nondimeno sempre lucida e controllata. E' quanto di più prossimo al Male oscuro di Berto che mi sia capitato di leggere.
Profile Image for Alessia Scurati.
350 reviews120 followers
April 3, 2018
Alan Pauls non è uno scrittore per tutti. Anzi, per non girarci troppo intorno: a volte è proprio pesante.
Un romanzo di 200 pagine senza un paragrafo, un capitolo, un’interruzione.
Mi ha detto che l’idea era quella di prendere il lettore e gettarlo (ha usato proprio questo termine: gettarlo) nel bel mezzo della storia coinvolgendolo nella caduta a picco delle vicende del protagonista.
((Nota nella nota: ok, non lo ha detto proprio a me, era un incontro pubblico, a me proprio a me 2 giorni dopo ha detto che sono una persona che dovrebbe ampliare la concezione sul romanticismo - c’è una scena oltre la metà del libro, il protagonista ha divorziato e ha dovuto restituire la cassetta di sicurezza in banca del conto che condivideva con la moglie, ma mentre è in coda qualche tempo dopo per cose legate al nuovo conto, scopre (grazie al numero) che la cassetta di sicurezza è stata assegnata a una donna divorziata e lui in quel momento, in coda in banca, decide che sarà la nuova donna della sua vita per cui qualche tempo dopo i 2 si mettono insieme - niente, io ho chiesto a Pauls se mai gli è capitato di innamorarsi mentre fa la coda in banca, perché a me sembrava un posto poco romantico e a lui la cosa è rimasta impressa)).
È un lungo viaggio nella crisi argentina, nella paura, anzi panico, della classe media di ritrovarsi senza denaro causa crisi di Stato.
Ci sono padri che vanno in posti chiamati cuevas, nel sottosuolo bonaerense, dove si trova valuta estera o contante o qualcuno che ti frega o usura o una coltellata o banconote o chissà. Ci sono gli arbolitos, cioè tizi che hanno in tasca cose verdi che non sono foglie ma dollari e le agitano per cambiarli o barattarli nel bel mezzo della città. Ci sono altre figure mitiche e pellegrinaggi degni dell’Ulysses di Joyce -
solo che l’Ulysses è l’Ulysses - …
In verità, in verità vi dico: la narrazione ha un che di stream of consciousness.
Se non vi piace il genere, mollate.
Se non vi piacciono i romanzi dove la lettura è molto lenta (2 mesi quasi per le 200 pagine…), mollate.
Se non vi piacciono i mappazzoni, mollate.
Se non vi piace l’inizio del Nome della Rosa, mollate.
Ma se continuerete, ne varrà la pena.
Promesso.
Alla fine, la Storia del Denaro diventa commovente e tenera.
Lo so, che il denaro non è mai tenero - ma nemmeno le anche sono romantiche, checché ne dica Alan Pauls. Eppure.
Non è per tutti, quindi non lo consiglio a tutti.
Per amanti del genere e degli scrittori argentini.
Per voi, è SI’.
Profile Image for SCARABOOKS.
293 reviews265 followers
February 21, 2015
Christian Raimo esagera un po'.

http://www.internazionale.it/opinione...

Ma solo un po'. La verità è che di Alan Pauls si parla troppo poco per la qualità dei romanzi che ha scritto. La Storia dei capelli, come ho già riferito, è un romanzo non solo sorprendente (il che è già tantissimo), ma anche decisamente bello; La storia del pianto (il primo) forse è il meno riuscito, ma è pur sempre una bella lettura. Qui la stessa ricchezza e originalità dello stile e della struttura regge una sostanza di contenuti che è proprio di gran livello. Sicuramente, è il migliore dei tre.
Raccontare una biografia attraverso l’ossessione dei capelli era una idea audace. Raccontare la storia famigliare attraverso l’ossessione e lo scorrere dei soldi è meno inconsueta in letteratura, ma Pauls lo fa con intuizioni che non sono solo suggestive (tipo, tanto per dare esempi senza svelare niente, il denaro ereditato, il “denaro dei morti”, il denaro dei riscatti, il denaro delle polizze sulla vita). La visione del denaro che ne vien fuori è anche assolutamente fondata.
La figura sia del padre che della madre poi sono due cammei. Stessa cosa vale per l’immagine della “Bestia” che poi sarebbe la villa di famiglia, raccontata come un mostro famelico che divora tutto.
Pensavo a come il tema del denaro sia capace di stimolare gli scrittori di qualità con effetti equivalenti per intensità creativa ed esiti ai temi della morte e dell’amore. Basti pensare a JR di Gaddis, per fare un esempio di alta nobiltà.
La conclusione a sorpresa del romanzo , per densità emotiva (da brivido) e suggestione, mi ha fatto a pensare alla scena linkata qui sotto. Se il piacere del denaro nella vita del protagonista (e non solo) sta solo nell’usarlo per pagar debiti e non nel guadagnarlo e tanto meno nell’accumularlo, la lezione che riceve alla fine è che i soldi possono essere come i baci: veicoli di messaggi d’amore. Chiesti, gelosamente conservati e, quando ormai più non l’aspetti, restituiti.

https://www.youtube.com/watch?v=2AOWW...
Profile Image for Nood-Lesse.
430 reviews328 followers
April 18, 2023
Il denaro è come le unghie

La narrazione a flusso di coscienza che mescola passato (anni ’70) e presente (anni ’10 nuovo millennio) non è agevole da seguire.
Diventa impegnativa soprattutto quando il figlio narrante parla del padre. L’epoca di riferimento è quella dell’Argentina dei colonnelli, il narratore conti alla mano sembra esser nato nel 1970. L’episodio iniziale lo ritrae in attesa del genitore, insofferente dell’esilio impostogli a casa della madre e del patrigno (i suoi genitori sono separati) e già proiettato sulle vacanze che passerà con il padre.
Il romanzo non è suddiviso in capitoli, è un recipiente all’interno del quale bisogna esser grati all’autore di aver usato almeno la punteggiatura.
Vi avviso che se siete lettori cicogna (*1), Pauls (la volpe) per voi ha preparato un recipiente dai bordi bassi, non so cosa riuscirete a raccogliere oltre alla punteggiatura.
Il protagonista avrebbe dovuto essere il denaro, la mia impressione però è che lo sia stato solo quello maneggiato e poi scivolato dalle mani dei suoi genitori. Se nella prima parte del libro si parla molto del padre, nella seconda è la madre che prende la scena. Lei pare un personaggio balzacchiano tale è la sua ossessione per i soldi.
Quando il postmodernismo lascia spazio al dolore, il tavolo viene liberato dai contenitori dai bordi troppo bassi e da quelli con il collo troppo e stretto; il dolore purtroppo è universale e capace di annullare la differenza fra volpi e cicogne. Sono le pagine del romanzo che ho preferito, quelle che separano definitivamente la storia del padre da quella della madre e le fanno confluire in quella unica del denaro.

Una volta un bancario mi disse che il denaro è come le unghie, dopo esser stato tagliato ricresce.
Solo la morte è definitiva e quella dei propri genitori è un’anteprima della propria.

Colonna sonora:
le grandiose trombe di «Jerusalem», il pezzo di apertura del disco di Emerson, Lake & Palmer che se ne sta per ore ad ascoltare chiuso in camera..
https://www.youtube.com/watch?v=w9Tbi...

(*1)
https://www.fabulinis.com/favole/la-v...
Profile Image for Grazia.
508 reviews219 followers
February 19, 2023
Patrimonio

Vertiginoso.

[Dalla postfazione di Vasta sul lessico: "qualcosa di simile all’ Ascending and Descending di Maurits Cornelis Escher, un trucco e insieme una trappola utile a non venire mai fuori dalle parole"]

La scrittura: un lunghissimo flusso di coscienza, senza capitoli (ma dotato di punteggiatura) in cui gli incisi si succedono come onde o spirali, con un andamento che solo apparentemente è casuale ma in realtà è cronologico e il fil rouge è ovviamente il flusso di denaro che, pur potendo venire dai morti, caratterizza la vita dei vivi.

"E poi, in questo caso, c’è la faccenda dei soldi. Dov’è la vita, la vecchia domanda di suo padre che il morto incarna – mettendolo di fronte alla fragilità e alla minaccia di cui si tinge il mondo ogniqualvolta è toccato dalla disgrazia – tende a confondersi con l’altra, dove sono i soldi,"

Il denaro, fatto dal padre, ereditato e dissipato dalla madre, utilizzato dal figlio per pagare, riparare, sistemare tutto quanto apparentemente rotto dai genitori.
E quel destino ingrato, la necessità di sostanziare e dare significato alle cose, rispondere alle domande sin dalla più tenera infanzia. «Che significa?»

"Lui risponde, naturalmente. Risponde da quel bravo schiavo che è dell’unico vero lavoro che abbia mai avuto, che nessuno gli offre né gli assegna, per il quale non ha firmato alcun contratto, del quale non deve rendere conto a nessuno, col quale nasce e del quale morirà: farsi carico del significato delle cose."


Per comprendere, SOLO, nell'ennesimo appartamento abbandonato da sgomberare, che il patrimonio (lo stesso patrimonio indagato da Roth nell'opera omonima) non è sicuramente sancito dall'atto notorio di una successione, ma che l’unico capitale disponibile giace nella moneta corrente del legame.

Colonna sonora: Money youtu.be/X-ibQGPNDxw
Profile Image for Sarinys.
466 reviews174 followers
August 3, 2015
Romanzo del 2013, terza parte di una trilogia (Storia del pianto, Storia dei capelli) di libri narrativamente indipendenti gli uni dagli altri (non è una saga). Storia del denaro racconta la vita del protagonista dall’infanzia alla maturità secondo la chiave di lettura del rapporto col denaro. L’intreccio è formato da numerose anticipazioni, che movimentano la linea temporale saltando avanti e indietro, creando la sensazione apparente di un racconto non cronologico, anche se in realtà il libro inizia col protagonista bambino e finisce nella sua età adulta, al momento di passaggio della morte del padre.

La prosa di Alan Pauls è complessa, ricca di periodi lunghissimi e pieni di incisi. Pauls padroneggia bene questo strumento difficile, ma la lettura può risultare ardua, spesso si perde il filo, si deve tornare indietro alla ricerca del soggetto. La vicenda è frammentaria, Pauls saltella tra i vari episodi della vita del personaggio senza una vera e propria continuità. Unico elemento ricorrente oltre al denaro è la Bestia, mostruosa villa fatta edificare dalla madre del protagonista. La Bestia monopolizza l’esistenza della donna, ne prende il controllo, e la sua storia è quella della madre. È in effetti anche il discorso più appassionante dell’intero romanzo, forse proprio perché l’unico ad avere una durata, un’evoluzione che accompagna i suoi personaggi.

Pauls è argentino, il romanzo racconta dunque anche sprazzi della terribile inflazione che condizionò la vita del paese negli anni ’80, ma anche questo tema è fugace, risucchiato dalla spirale della scrittura di Pauls e dalla girandola delle esperienze narrate. Non si parla invece della dittatura e della crisi economica del 2001. Compaiono alcune donne, come delle ombre, ma il vero fulcro sono i genitori, personaggi approfonditi molto di più anche rispetto al protagonista stesso. Il libro è permeato da una patina malinconica, che si incupisce verso la fine, quando il protagonista è un uomo e i genitori affrontano vecchiaia e morte.

È un romanzo interessante ma dispersivo, che stordisce col suo flusso di informazioni e col suo stile vorticoso, ma dotato di un carisma discreto. Può piacere o lasciare indifferenti. Vero è che la sua frammentarietà non porta il lettore ad appassionarsi alla vicende di quella che che tutto sommato è la solita famiglia disfunzionale, che tutti abbiamo e conosciamo e leggiamo in ogni romanzo.
Profile Image for jeremy.
1,204 reviews311 followers
June 6, 2015
with praise from bolaño, piglia, and patricio pron, alan pauls is well-regarded in the realm of latin american literature. a history of money (historia del dinero) is the second of pauls's books to be translated into english (after the herralde prize-winning the past [andrés neuman was that year's finalist]). the argentinean author and screenwriter's novel is part of a trilogy of books focusing on his home country in the 1970s.

a history of money is set across some forty years, "unravel[ling] over decades of real tragedy and instability in argentina," which, of course, includes the dirty war and its ongoing legacy. beginning with the death (murder?) of his stepfather's friend, pauls's novel traces the life of its narrator from his youth through adulthood - with money, finances, fortunes, capital, economy, and inheritance the constant lens through which the story is conveyed. pauls's prose meanders, often commandingly, but is sometimes overcome by its own density (there are no chapter breaks). family drama unfolds across the book (with frequent flashbacks and introspection), with the often devastating effects of money (and the ongoing quest to conquer and secure it) steering both lives and narrative.

with glimpses of bolaño's foreboding and marías's lyrically wending sentences, a history of money excels in creating an alternating atmosphere of desire and dread. argentina's then-political instability and financial insecurity lend pauls's story both purpose and a gravitas. pauls deserves an english-speaking audience and hopefully a history of money precedes more of his works finding their way into translation.
but it's lost money, at once barren and glorious and as devastating as the fossils that, when they're first excavated, seem to say something so unique about the world that they're celebrated as providential discoveries for humanity, but later, when they're scrupulously, patiently examined, bring sorrow and end up dashing all hopes, because the language they say it in is dead, not impenetrable but literally dead, only ever spoken by two people, almost always without knowing they were speaking it, and often without knowing what they were saying, or why, or what special value, what sparkle, what dark privilege graced this thing they blindly mistook for common currency.

*translated from the spanish by ellie robins (melville house editor)

**pauls' prose is often so viscerally arresting, "the intolerable crackling of crostini" will ring in your ears long after you've finished his novel.
Profile Image for Roger Brunyate.
946 reviews748 followers
June 26, 2016
Crunching Crostini

With this, I initiate my new "abandoned" shelf. I don't quite know how to proceed. Not write a full review, obviously, but perhaps to indicate why I picked the book up in the first place and why, reluctantly, put it back down.

The great Roberto Bolaño called Pauls "one of the best living Latin American writers." Yes, Latin American, for despite his name, Alan Pauls is Argentinian and writes in Spanish, translated here by Ellie Robins. The novel, which runs from the mid-1960s into the present century deals with a tumultuous period in Argentinian life, including the so-called "dirty wars" and catastrophic devaluation of the currency. It seemed to offer much promise, and besides it was short, under 200 pages.

But those 200 pages are pretty dense, with long paragraphs, no dialogue, and no chapter breaks. The protagonist is a 15-year-old boy when the novel opens, living with his divorced mother's new family. Laid out in a coffin is the body of the first dead man he has ever seen, a friend of the family whom he has come to hate for his habit of pinching crostini at the dinner table and crunching them while he delivers monologues on one subject or another. He died apparently in the mysterious crash of a helicopter over the sea; no trace remains of the briefcase he was carrying stuffed with money to end a strike. In sharp contrast is the boy's father, who comes to take him for a month at the beach, and who always carries his money around with him in a fat wad. He, however, has a gambling habit, which was the proximate cause of the divorce.

There is potential in this situation, certainly, but after 75 pages, I wondered why I was still clawing my way through the dense narrative in which almost nothing actually happens. That is, beyond the image of the rich fixer crunching crostini.
Profile Image for Simone Subliminalpop.
668 reviews52 followers
December 18, 2014
Un figlio, una madre e un padre separati da tempo, e il denaro, in tutte le sue forme, usi e metafore. I ricatti che sconvolsero l’Argentina negli anni ’70, l’apertura di una cassetta di sicurezza come pietra tombale di un amore finito, piccole somme sparse dappertutto in una casa o ancora debiti tramandati in eredità. Denaro che cambia spesso nome e valore, non soltanto su scale personali e arbitrarie, ma anche nell’indiscutibile, ma non altrettanto stabile, voce del mercato.
Una scrittura stratificata, ricca di subordinate e incisi, divagazioni, nella quale i ricordi personali si incrociano con gli eventi di cronaca e le mode dei tempi senza però mai perdere ritmo o direzione; un’abilità che in questo romanzo risalta ancora di più rispetto al già molto buono “Storia dei capelli” (insieme a “Storia del pianto” formano la trilogia di Alan Pauls) e che nonostante l’eccellente tecnica narrativa non risparmia il coinvolgimento emotivo, ma anzi lo vivifica.

http://www.subliminalpop.com/?p=9323
Profile Image for Robert Wechsler.
Author 10 books147 followers
tasted
January 12, 2016
I was very impressed with nearly the first half of this novel, its breathless, endless sentences, its funky ruminations and tales that mix money and death, the way it told the story of the messes (yes, regarding money and death) that Argentina has made of itself in an original and very darkly funny way. The fact that I was often confused as to time and other things didn’t bother me. You just have to go along for the ride with a novel like this. It’s worth it.

But then Pauls turned more toward personal matters involving the protagonist (it’s third-person limited POV), and the novel lost its spark, at least for me, and what had been fun became increasingly annoying. Finally, 77% of the way through this short novel, I had had enough. I’m very glad I read it, but boy would I have liked the chance to give it a good editing.
Profile Image for Esteban.
207 reviews1 follower
September 5, 2015
Cada tanto aparece un escritor que trata de convertir a sus novelas en el equivalente verbal de El clave bien temperado. Alan Pauls hace un esfuerzo digno, pero el abandono de la direccionalidad en su prosa me parece una estrategia inconducente. De todas formas, juzgarla exclusivamente desde los criterios típicos de una novela es inapropiado. Es evidente desde el título la intención de convertirlo en un ensayo poético. ¿Qué tal funciona en ese sentido?

Pauls justifica su énfasis en el efectivo mediante una analogía pornográfica: el cash es hardcore. Desgraciadamente la efectividad del símil le juega en contra. Como demuestra la pobreza de las intervenciones postporno, el sexo puede tener una relación tangencial con la sexualidad, y lo mismo sucede entre M0 y el dinero. Identificar al dinero con lo tangible es un gesto de estupidez o de encubrimiento. Creo que a diferencia de la obra de Viviana Zelizer, una socióloga que ha hecho una carrera a partir de esa boutade, la novela de Alan Pauls está más cerca de lo segundo.

A pesar de sus inhibiciones narrativas y de su concepción reaccionaria y ansiosa del dinero, Pauls escribe algunos momentos notables: el viaje del narrador y su padre a Villa Gesell en taxi, y el proyecto ruinoso de construir una casa de verano en Uruguay descrito como una demolición en cámara lenta, por ejemplo. Esos episodios salvan a Historia del dinero de la bancarrota, pero no alcanzan a convertirlo en algo a la altura de su objeto.
Profile Image for AAVV.
8 reviews75 followers
April 21, 2013
Esta novela cierra lo que podríamos llamar la trilogía frívola de los setenta, centrada en elementos que permiten hacer un comentario de sesgo a esa época especialmente violenta para la Argentina: el llanto, el pelo y el dinero respectivamente, como son percibidos, en su sentido privado, por el protagonista. Historias que filtran la experiencia a través de obsesiones que hablan o intentan hablar del mundo, pero lo hacen en lengua muerta.
Profile Image for Vladimir Caraballo Acuña.
74 reviews6 followers
November 4, 2022
Debo decir que me costó mucho terminar esta novela. Pauls, sin duda, sabe escribir; más aún, le gusta enredarse en el lenguaje, en las aclaraciones, en las subordinaciones, buscando salir avante. Eso no es nada fácil y creo que lo hace bien. Pero se pasa. Historia del dinero cuenta la historia de una familia a partir de las distintas relaciones que sus miembros establecen con el dinero. Aquí hay cosas fascinantes: el dinero como algo abstracto, el dinero como algo sensorial, el dinero incontable, la obsesión por pagar, el dinero limpio y sucio, el dinero como un espectro. Yo soy antropólogo y el dinero es uno de mis objetos etnográficos predilectos así que este interés logró mantenerme hasta el final de la novela.
Ahora bien, el problema es que se trata de una escritura innecesariamente difícil por, justamente, los retos que el autor decide plantearse a sí mismo (escribir una novela poblada de interminables paréntesis y guiones no es nada sencillo), y plantearle a los lectores. Yo disfruto tanto las historias que me llevan de la mano como aquellas que me piden una absoluta concentración para no perder el hilo. El asunto es la recompensa que obtengo. Como digo, la novela está hecha de muy extensas aclaraciones entre paréntesis o guiones, en medio de párrafos demasiado largos y en una totalidad que no nos brinda ni siquiera el descanso de los capítulos (son 200 páginas de corrido). Esta estrategia podría funcionar, pero el gran reto es cómo no agotarla en el transcurrir de las páginas, cómo moverla, hacerla lo suficientemente flexible como para adaptarse a los cambios del relato. Esto, a mi parecer, no sucede en Historia del dinero. Si al inicio me sentí atraído por el juego y busqué dilucidar lo que hacían allí las aclaraciones (imaginar, por ejemplo, si podían conducir a una historia paralela), el interés se fue apagando poco a poco. El libro lo terminé, y esto es terrible, por un interés meramente académico.
Tengo las otras dos novelas de la trilogía: historia del llanto e historia del pelo. A ver qué tal salen.
Profile Image for Felippe De Paula Pereira.
22 reviews1 follower
January 1, 2023
"Ha perdido el margen precioso de tiempo que su fortuna le concedía, ese intervalo, esa especie de colchón mágico que la separaba de una experiencia inmediata de las cosas. Perderlo todo la ha condenado a un infierno peor que la pobreza: el infierno de vivir en el presente."


Alan Pauls escribe en una prosa fluida una historia pobre hechos pero rica de vislumbres poéticos - no de belleza sino de interpretación más profunda de los signos banales de la cotidianidad, puestos en relieve por el flujo de conciencia.
Aunque yo no haya disfrutado tanto de le lectura - tal vez por la ausencia de un hilo conductor y por la riqueza de detalles, quizá excesivos -, es innegable el poder de su prosa.
Profile Image for Mary.
278 reviews5 followers
January 21, 2019
Stream of consciousness narration. Not light reading. I felt like I got a glimpse into the tumultuous times of economic crisis in Argentina, but very much a myopic middle-class story. I can't believe I finished it.
Profile Image for Miriam Cihodariu.
803 reviews169 followers
December 31, 2022
Lovely work of fiction from a new (new for me) Argentinian author. If you want to pick this up thinking it's an anthropology of finance, don't. It's fiction, and a really well-written one at that.
12 reviews5 followers
October 22, 2023
Por no abandonar libros abandoné la lectura. No me gustó nada.
Profile Image for Joaco Destéfano.
45 reviews
Read
January 3, 2025
La segunda mejor de la trilogía (la primera siendo Historia del llanto), pero la más graciosa. Pauls viaja en el lenguaje como si fuera fácil.
Profile Image for Sole Palacio.
29 reviews1 follower
January 5, 2025
Aún procesando la lectura creo que es un muy buen libro con el que no logré conectar. Quizás decante en mí más adelante, quizás pase sin pena ni gloria
Profile Image for Cindy.
164 reviews
October 25, 2016
Once I surrendered to the particular rhythms and peculiarities of this novel, I began to enjoy it, but I was at least a third of the way through before that transpired. In a country with a fraught relationship to money, where the price of a head of lettuce can go up three times in the time it takes you to reach the front of the line, money is the prism through which you see your world. In the world of the protagonist and his mother, money comes from dead people via inheritance. Money is also the thing that fuels the outlandish home construction projects that destroy the marriages of the people meant to live in them. And money has a way of circling back around -- the protaganist and his mother keep ending up with $10,000 pesos, more or less, despite grand fortune or failure. It is an ever present force, infiltrating every nook and cranny (literally) of life (and death), the invisible thread drawing people closer or pulling them apart. Follow the money and, in this book, it will take you on a meandering and unusual journey. It's not for everyone, but it makes a decent book club choice.
652 reviews
Read
July 30, 2017
This book was so much fun to read, I immediately started re-reading it as soon as I finished it. Although I didn't complete the book the second time around. I just loved the language and the way thoughts were expressed. The translator did an outstanding job.
Displaying 1 - 24 of 24 reviews

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