Tutti conosciamo Einstein, o almeno pensiamo di conoscerlo: il genio incompreso nascosto nell’oscuro ufficio brevetti di Berna, il bizzarro vecchietto che scorrazza in bicicletta per i viali di Princeton, con i capelli bianchi scarmigliati, il pacifista irriverente che non esita a tirar fuori la lingua davanti ai fotografi. Ma che cosa c’era davvero dietro la superficie di quest’immagine ormai immutabile, cosa nascondeva quel volto immortalato in migliaia di gadget, poster, magliette, tazze, magneti per il frigo, pupazzi? Chi era davvero Einstein e soprattutto che cos’è stato per quelli che l’hanno conosciuto? Ventiquattro scienziati ci raccontano in questo libro che cos’ha rappresentato Einstein per loro e come ne sono stati influenzati, nella vita professionale e personale. Arriviamo così a conoscere l’Einstein più privato, libero dall’aura del saggio che circonda solitamente la sua figura. Materiali inediti e memorie autobiografiche si fondono in un caleidoscopio commovente, nell’affettuoso ricordo di un uomo, rimpianto come amico più che come padre della teoria della relatività. Einstein secondo me è una testimonianza unica del potere che può avere un lascito intellettuale ed è una lettura entusiasmante, alla portata di tutti.
John Brockman è scrittore, agente letterario, fondatore della Edge Foundation e animatore dell’omonimo sito web, dedicato alla «Terza Cultura», dove scienziati e intellettuali di primo piano condividono le loro ricerche con il pubblico. In Italia ha pubblicato tra gli altri I nuovi umanisti (2005) e 135 ragioni per essere ottimisti (2009).
John Brockman is an American literary agent and author specializing in scientific literature. He established the Edge Foundation, an organization that brings together leading edge thinkers across a broad range of scientific and technical fields.
He is author and editor of several books, including: The Third Culture (1995); The Greatest Inventions of the Past 2000 Years (2000); The Next Fifty Years (2002) and The New Humanists (2003).
He has the distinction of being the only person to have been profiled on Page One of the "Science Times" (1997) and the "Arts & Leisure" (1966), both supplements of The New York Times.
A great summer read or me. Left me wanting to learn more about the man. The variety of essayists and topics taught me a lot about a man I have always had a lot of respect for.
This collection of essays on various aspects of Einstein's life, written by colleagues and contemporaries, is a really good tribute to the man Albert Einstein, and really sincere one.
Most of the essays are standard scientific biographies of Einstein, with nothing new. A few are ridiculously bad, but a few - amd this is why I gave it 4 stars - are excellent.
The three best are those by Lee Smolin, Jeremy Bernstein, and George Johnson. These three are funny and insightful. But most of all they give a deep *personal* account of that Einstein meant to them. They truly reveal “their Einstein.”
Naozaj motivujúca kniha.. Môžete byť nikto, s ľavými rukami a so schopnosťou ťažko napočítať do desať, ale ak vás niečo zaujíma natoľko, že tomu budete venovať dostatok času a pozornosti, tak sa naučíte všetko, čo budete potrebovať a budete môcť robiť čo len chcete a nikto vás nezastaví.