Il mio giudizio generale sulla raccolta purtroppo sarebbe di due stelle e mezzo. Il motivo è che non ho trovato l'antologia esauriente quanto mi aspettavo sul tema "racconti fantastici dell'ottocento", che è uno dei miei generi di narrativa preferiti. Nell'introduzione Calvino illustra i suoi criteri di scelta dei racconti e tutta una tesi unitaria con cui li ha raccolti e separati (fantastico visionario, fantastico quotidiano). Peccato che questi propositi non vengano portati avanti dall'inizio alla fine e Calvino finisca per giustificare la presenza di questo o quel racconto per il suo mero gusto personale. Posso solo constatare che i miei gusti divergono spesso da quelli di Calvino! Ho trovato inspiegabile la scelta di determinati titoli e autori e l'esclusione di altri, a mio avviso fondamentali nel genere, coff coff Conan Doyle coff. Le traduzioni, che Calvino tiene in gran conto, all'orecchio moderno non sono sempre gradevoli. La mini introduzione di Calvino all'inizio di ogni racconto offre una breve panoramica sull'opera e l'autore ma spoilera puntualmente il finale.
La qualità media dei racconti di questo secondo volume è purtroppo bassa, il che ha abbassato molto il mio giudizio generale. Alcuni sono proprio noiosi e poco interessanti, privi di quel brivido e quella scintilla che mi aspetto dal fantastico. Se nel primo volume non tutti i racconti erano "fantastico visionario" (vedi Il naso di Gogol'), qui non solo non sono tutti "fantastico quotidiano", ma alcuni non sono neanche fantastici!
Di seguito il mio giudizio sui singoli racconti:
Il cuore rivelatore (The Tell-Tale Heart, 1843) DI Edgar Allan Poe: è Allan Poe, poteva non esserci? Non so se avrei messo proprio questo racconto e in questo volume. Però Il cuore rivelatore è Il cuore rivelatore. 5 stelle
L'ombra DI Hans Christian Andersen: bel racconto non molto conosciuto, un po' satirico, un po' filosofico. Ha il suo giusto posto 4 stelle
Il segnalatore (The Signalman, 1866) DI Charles Dickens: il racconto che più mi ha sorpreso del volume, non lo conoscevo e mi è piaciuto molto. Mi ha un po' ricordato (nonostante non c'entri niente col contesto) un episodio di Sogni di Kurosawa. Dickens ci sa fare, non c'è che dire. 5 stelle
Il sogno (RACCONTO, Son) DI Ivan Turgenev: è a malapena definibile fantastico e non l'ho trovato interessante salvo che per la parte realistica relativa al trauma di uno stupro. Secondo Calvino è interessante come è descritto il sogno che dà il titolo all'opera. Non concordo. 1 stella
Lo scacciadiavolo (Certogon) DI Nikolàj Semënovič Leskov: mi sono dimenticata di cosa parlava e ho dovuto googlare la trama, e ho detto tutto. È una satira russa come ce n'è di meglio in Gogol'. NON è un racconto fantastico da nessuna parte lo si guardi, persino Calvino lo ammette. Il motivo per cui è incluso nella raccolta è inspiegabile. 1 stella
Più vero del vero (A s'y mé prendre) DI Jean-Marie-Philippe-Auguste-Mathias de Villiers De L'Isle-Adam: fantastico e simbolico sono la stessa cosa? Secondo Calvino evidentemente sì. 1 stella
La notte (La Nuit, 1887) DI Guy De Maupassant: è fantastico? Secondo me no, secondo Calvino circa. Però ce l'ha messo 1 stella
Amour Dure (Amour Dure) DI Vernon Lee: un crescendo di follia amorosa per un finale breve e anticlimatico. Alla base del racconto il topos già visto della vamp soprannaturale. Con una migliore scrittura poteva essere efficace, ma per me si merita solo 1 stella e mezzo
Chickamauga (Chickamauga, 1891) DI Ambrose Bierce: è bello, è inquietante...è fantastico? No! Pourquoi, Calvino? Pourquoi? 3 stelle
I buchi della maschera (Les Trous du masque) DI Jean Lorrain: la droga fa male. Vi assicuro che è la sintesi di tutto il racconto. Salvo solo l'idea da cui il titolo, ma non vale più di 1 stella e mezzo
Il diavolo nella bottiglia (The Bottle Imp, 1891) DI Robert Louis Stevenson: il racconto parte da una bellissima idea, se non fosse che Stevenson, come spiega Calvino, l'ha copiata da una leggenda scozzese, limitandosi a trasportare l'ambientazione alle Hawaii. Se devo valutare solo lo stile, il voto è medio. C'è troppa ironia quando non serve. L'elemento magico della bottiglia, con l'ingegnosità delle sue regole che possono significare la rovina o la fortuna del possessore, aveva potenzialità infinite. Sono sfruttate tutte? Secondo me nì. 2 stelle e mezzo
Gli amici degli amici (The Friends of the Friends, 1948) DI Henry James: in questo caso sono di parte più io che Calvino, perché adoro Henry James. Il fantastico c'è, ma ancora più elusivo di quanto fosse in Giro di Vite. A farla da padrone è il logorante (fisicamente e mentalmente) gioco psicologico tra i personaggi, descritto con la sensibilità propria dell'autore. James si dimostra uno dei pochi autori maschi a saper gestire un pov femminile. Era meglio intitolare la raccolta Fantastico quotidiano o Borderline fantastico? Nel dubbio 4 stelle
I costruttori di ponti (The Bridge Builders, 1898) DI Rudyard Kipling: una riflessione sulla sorte degli uomini e degli dèi, legati come gli estremi del ponte che i coloni si ostinano a gettare sul Gange. Meritevole di riflessione. 3 stelle
Il paese dei ciechi (The Country of the Blind, 1904) DI H. G. Wells: una mini distopia racchiusa in un villaggio isolato tra le Ande. L'idea che poteva essere un po' fine a se stessa viene valorizzata da uno svolgimento molto sagace e anche istruttivo (impossibile non riflettere sulla relatività del concetto di "abile" e "disabile"). 3 stelle