Non è facile commentare in modo compiuto questo libro.
Dire che non mi sia piaciuto per niente sarebbe inesatto, così come non sarebbe vero dire che mi abbia lasciato un indelebile segno.
E' stata una lettura a intermittenza.
Le prime 300 pagine -tante!- sono stata una salita ripida e tortuosa, irta di difficoltà: ero senza fiato, accaldata e affaticata.
Lo stile della Gavalda mi ha messo in difficoltà: i numerosissimi e ripetuti puntini di sospensione che lasciano tutto detto e non detto; i periodi brevi che fanno sottintendere pensieri non espressi; periodi che iniziano con dialoghi tra non si sa chi. Era difficile la comprensione.
Comunque, arrivata all'incirca a metà libro, ho cominciato a fare conoscenza con Charles Balanda, un architetto quarantasettenne parigino, che vive immerso nel lavoro, tra continui viaggi di affari tra la Francia e la Russia. La sua vita è bella, ricca ma vuota di sentimenti: ha una donna che lo tradisce, una figliastra adolescente che lui conosce appena. Charles cambia il percorso della sua esistenza in seguito a un episodio che lo trasporta in quel passato pieno di sogni, di aspettative e di sentimenti che ha accantonato: arriva la notizia della morte di Anouk, la madre del suo amico di infanzia, il suo primo grande amore, la donna che gli ha insegnato che cosa significa "vivere" .
Finalmente la storia ha una svolta.
Giunta in cima alla salita, mi si presenta innanzi agli occhi un paesaggio che incanta e così sprofondo nell'emozione della lettura. E' grazie all'entrata nella storia di Kate, una donna forte e debole insieme, sola e al contempo immersa in una vita caotica senza un attimo di riposo, una donna vera, che non si nasconde dietro maschere e si mostra per quello che è: un pozzo d'amore.
E qui, nel leggere la sua storia, mi sono emozionata.
Passato questo momento, improvvisamente il percorso si è rifatto tortuoso, la strada è ritornata piena di curve e finalmente sono arrivata alla fine.
Al termine della lettura faccio un bilancio.
Se dovessi fare un valutazione complessiva del libro, il piatto della bilancia penderebbe verso il "deludente", soprattutto perchè la Gavalda mi ha incantato con "Insieme e basta".
Tuttavia, come ho detto sopra, il libro mi ha trasmesso delle emozioni nella parte centrale, per me la più bella, quella dove emergono i sentimenti.
Perciò gli dò due stelle.