Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.
An Italian author of historical romance, Adele penned her first short romance story at the age of nine, when she selected the pseudonym she uses today, the name of her great-grandmother. Her historical romances are set in ancient Rome and published by Leggereditore. Born in the mid-sixties, she lived in France for years and has two points firmly in her life: reading and writing. She lives in Milan with three cats. Her passion? Ancient history, which she loves to recreate with passion in her books.
Bello il contesto storico e, udite udite, nelle primissime pagine incontreremo nientemeno che un giovanissimo Napoleone Bonaparte di cui si narrerà poi l'ascesa; bella l'ambientazione, Venezia ha sempre avuto il suo fascino e bellissima la storia d'amore tra Jacopo Barbieri e Lorenza Marianin. Unica mia perplessità riguarda il fatto che talvolta l'autrice dà l'impressione di perdere il "focus", o come dice una mia cara amica più erudita di me il "telos" della storia. In realtà è come se presa dal narrare gli avvenimenti storici, dal dimostrare di conoscere perfettamente le ripercussioni politiche della politica napoleonica in Italia, dedichi meno spazio a Jacopo e Lorenza o per meglio dire li mette un po' in ombra. Un peccato perché ho trovato alcuni passaggi davvero emozionanti...
"Lui non si curava affatto delle convenzioni. Aveva compreso che etica e morale erano commisurati alla civiltà, ma quella civiltà a lui non piaceva, ci stava stretto. Aveva vissuto nel mondo, e quel mondo lo aveva reso diverso da tutti gli altri. Ebbe voglia di raccontarle le sue vaste esperienze, i suoi giorni in groppa a un cammello, su una giunca cinese o su una zattera lungo un fiume. Le sue notti nei bivacchi, nei caravanserragli con uomini che avevano il deserto inciso sulla pelle, delle montagne e delle valli e l’eco della guerra, dell’odio, dell’amore. Aveva voglia di sdraiarsi con lei sotto il cielo nero, sotto la striscia argentata delle stelle, tenendole la mano per farle vivere grandi e piccole emozioni, il volo dell’aquila, l’indaffarato viavai delle formiche. Voleva scostare i petali di lei uno a uno fino a scoprirne la corolla, il cuore, il desiderio, le passioni, la sua innata curiosità per adorare il suo corpo, la sua mente, il suo spirito ribelle. Ma era troppo tardi."
Ah, dimenticavo! Se avete amato "La Bella e la Bestia" e le sue varie rivisitazioni nei romance, ne troverete anche qui.
P.S. Altra nota stonata la cover. Fa pensare a un erotico contemporaneo, ma è tutt'altro.
Ma è la frusta di Jacopo Barbieri! *frusta chi non lo aveva capito*
Allora donna Adele, parliamone. Rufo, bello, romano, scuro e cattivello *è ammore*. Aquilato, biondo batavo tutto dorato e muscoloso *sbav*. Jacopo Barbieri sfregiato con la maschera e la frusta! *muore*
Seriamente. La prossima volta mi devi spiegare come ti escono questi uomini dalla testa, perché va bene crearli gnocchi - a quello son capaci tutte - ma pure con un cervello funzionante, una testa di tutto rispetto e un carattere fatto e finito come se fossero veri, questo me lo devi spiegare (tra una fetta di salame e l'altra).
Poi, vabbé, che il trucido unto in copertina non rispecchi per niente il carisma di Jacopo e il suo ruolo all'interno del romanzo credo che lo abbiano capito tutte le persone che hanno letto il libro. Jacopo non ha bisogno di tendere la tartaruga per mandarci in crisi ormonale. Deve solo fissarci con il suo occhio scuro e attento e...beh...ci partono i neuroni. Anche perché, a me, tutto quell'unto fa venire voglia di tirare fuori la spugnetta e lo sgrassatore e ripulirlo per bene *che schifo*.
Ok, adesso basta con le scemenze, mi ricompongo e passo al commento serio.
Al contrario dei primi due romanzi, che ho letto e recensito subitissimo, con Il gioco dell'inganno ho fatto un esperimento. Ho provato ad aspettare qualche giorno prima di riprenderlo in mano per vedere se l'effetto e il ricordo fossero uguali a quelli iniziali. Anche se a caldo il verdetto è positivo, capita che le sensazioni date dalla storia si affievoliscano dopo poco tempo. Una specie di prova del nove, quindi, per capire se la sciura Castellano è una di quelle autrici che cambia la sua impronta quando cambia ambientazione, o se è riuscita - once again - a lasciare un segno tra le tante letture del genere. Verdetto? Se i romani sono stati la sua fortuna, il veneziano è la sua conferma.
Con le dovute modifiche per adattare lo svolgimento della storia all'epoca dell'ambientazione, lo stile della Castellano resta quasi lo stesso, corposo e deciso, sensoriale ed evocativo. Mi piace come usa le parole per creare delle immagini precise nella testa del lettore, come riesce a far diventare importanti piccoli dettagli che normalmente vengono trascurati e che, con lei, sono determinanti nella descrizione di un personaggio. In Jacopo, per esempio, la prima immagine che mi si è formata nella mente è stata quella di una figura scura, imponente con il mantello che si muove a ritmo con il suo passo: "Il tabarro si sollevava ad ogni passo per poi ricadere sfiorando il selciato." Questo, per me, è più potente di qualsiasi bel viso e tartaruga scavata.
Tutto è vivido e dettagliato come un film, ma con l'aggiunta dell'intimità della lettura. E' il romanzo, quindi, che sfrutta questo effetto e non solo le scene romantiche e d'amore - ridotte e meno strappamutande rispetto ai romani; i personaggi escono fuori dalle pagine precisi e reali, da Jacopo e Lorenza fino allo stalliere e alla cameriera. Senza contare che Venezia non è solo un luogo, ma una componente importante del romanzo: è parte di Jacopo ed è sfondo della storia d'amore e delle vicende che si sviluppano durante la narrazione. Senza dubbio la Castellano ha superato la mia prova forse più con Il gioco dell'inganno che con i due romanzi precedenti. Ha saputo dare maggior importanza e risalto alla struttura, alla forma, alla cura della parola, ed è riuscita a creare una connessione tra la pancia del lettore e lo scorrere delle scene. Ad un certo punto mi sono resa conto di non aspettare l'inevitabile scena d'amore perché tutto quello che leggevo mi appagava talmente tanto che non sentivo il bisogno della solita romanticheria da manuale. Precisa la struttura, sì, ma coinvolgente e ipnotizzante la storia, per cui il risultato finale è una lettura serratissima dalla prima all'ultima pagina.
A questo punto devo per forza spendere quelle 2 paroline sul protagonista. Io ho un debole per il maschio mascherato - da non confondere con Zorro, please. Se dietro la maschera c'è un uomo con una fisicità importante - se mi capite - e movenze marcate, e se poi da sotto il tabarro gli spunta una mano guantata e una frusta io sono fritta. Il non sapere chi si nasconde dietro la bauta, sentire la sua voce cavernosa, vedere lui attraverso Lorenza e viverlo senza essere influenzate dall'aspetto esteriore è un'esperienza viscerale. In quel momento non è solo Lorenza a provare il bisogno fisico di sollevare la maschera, ma anche chi legge sente lo stesso impulso. Il fascino potentissimo dell'anonimato stimola la fantasia della protagonista e della lettrice perché l'uomo mascherato potrebbe essere chiunque eppure in quel momento esatto è la persona di cui Lorenza ha bisogno e che risponde ai suoi desideri e alle sue necessità. Quella tra Lorenza e Jacopo è una connessione che va al di là dell'attrazione e che si evolve piano, con calma e l'evoluzione del loro amore è una vera - ma bellissima - sofferenza. Poi arriva il colpo di grazia, quello che fa stramazzare al suolo. Da bauta senz'anima, Barbieri scopre che tutto sommato l'anima ce l'ha ed è proprio Lorenza a grattare via quello strato di bugie che ha coperto il vero Jacopo: "Ho gettato via la larva. Verrò con questa faccia, dovrete accontentarvi dell'uomo vero e non dovete averne paura."
Ogni giro di pagina è una scoperta nuova sulla personalità di Barbieri, sulle sue motivazioni, sui suoi desideri e sui suoi sentimenti e la persona che esce è un uomo complesso, profondo e intenso, capace di forti impulsi, di grande passione e fedeltà, e semplice, in un certo senso, nel voler ritagliarsi qualcosa - e qualcuno - per sé. Jacopo è come un buco nero: è oscuro e potente, ed esercita un'attrazione che ha fatto gravitare la Mira-particella nel suo campo, inglobandola senza speranza di salvezza. Mentre Rufo e Aquilato sono istinto puro, carne e sangue, Jacopo è più mentale, quasi un'esperienza spirituale. In più dalla sua bocca escono delle dichiarazioni d'amore così pure e struggenti che ti tramortiscono, mentre lui continua come se non avesse appena fatto piangere Lorenza, me, e tutte le comari che lo hanno letto. Bello sotto la maschera, bello dentro e bello fuori.
Con un personaggio maschile così potente, poche eroine possono uscire dalla sua ombra e affermarsi indipendenti. Lorenza ci riesce per buona parte del romanzo, tenendo testa alle convenzioni sociali dell'epoca, alle aspettative del padre e al matrimonio con quel burattino di uomo. Mi piace che non venga magicamente risparmiata e che sopravviva ad ogni episodio che le intralcia la strada verso la felicità. La rende meno impagliata, meno finta e più vicina ad una donna reale. Infatti, con quello che le capita, si capisce subito il suo attaccamento verso la bauta e poi verso Barbieri e si giustifica ampiamente la sua ossessione fisica ed emotiva. Purtroppo, però, appena cede ai sentimenti Lorenza perde autorità e si lascia trascinare dal carisma di Jacopo come una classica eroina di romance. Non la definirei mollacciona, questo no, però la sua forza e il suo carattere svaniscono un pochino di fronte all'ingombrante evoluzione del personaggio di Barbieri. In ultimo - perché mi sto dilungando veramente troppo - devo elogiare la scelta della Castellano di intrecciare una storia di spie, di guerra e di politica che rivendica una buona parte della narrazione senza pestare i piedi a quella romantica e ai due protagonisti. L'avventura coesiste con l'amore in armonia, senza stufare e senza appesantire la lettura, e in alcuni casi diventa addirittura più intrigante della relazione tra Jacopo e Lorenza. Sarebbe ingiusto cercare di riassumere la trama perché non renderei giustizia non solo al romanzo ma anche al piacere di scoprire la storia durante la lettura. Mi limito a questo, quindi, per non rovinare la bellissima sorpresa a chi vorrà leggere la storia di Jacopo e di Lorenza. Il gioco dell'inganno è un libro corposo, che non sono riuscita a divorare in poche ore come con Rufo e Aqui perché sentivo il bisogno di rallentare per cogliere tutte le sfumature della storia. Va letto con calma, con pazienza, con una scorta di post-it per segnare tutte le citazioni e le parti emozionanti e con la voglia di vivere un'avventura a tutto tondo e non solo una storia d'amore - per quello ci sono altri tipi di romance.
Avvolto nel suo elegante tabarro nero, il volto nascosto dalle più temibili delle maschere è così che il conte Jacopo Barbieri si muove sinuoso e scaltro tra i vicoli della sua amata Venezia. Un' ombra al servizio della Serenissima, astuto e intelligente, affascinante e magnetico. Un uomo enigmatico assoldato come spia nelle fitte trame tessute dalla politica europea i cui segreti, intrighi e inganni delineano un periodo storico travolto da guerre e conquiste. Mentre si aggira indisturbato tra la folla festante del Carnevale, dove ogni illecito è concesso, soccorre Lorenza salvandola da due uomini mascherati che tentano vigliaccamente di violentarla. Jacopo ne resta colpito inconsapevole che quella bella ed esuberante ragazza entrerà anima e corpo nella sua vita dominando completamente le sorti del suo destino. Un romanzo che avvince e appassiona, una città che incanta e intriga con la magia dei suoi misteri, una storia d' amore coinvolgente e infine lui, Jacopo personaggio ambiguo, oscuro, tra i più tenebrosi ma assolutamente conturbante caratterizzato da fascino puro che ti ammalia, ti conquista, in un attimo ti ruba il cuore insidiandosi prepotentemente nei tuoi pensieri più intimi ove resta, indimenticabile. Ho adorato questa storia, pur non condividendo pienamente alcune scelte dell' autrice che riguardano esclusivamente gli eventi tra Jacopo e Lorenza non posso che complimentarmi per la stesura impeccabile, per il linguaggio elegante e raffinato, per la trama di prim' ordine ricca di azione e colpi di scena che catturano costantemente l' attenzione, per il lavoro di ricerca storica perfetto e accurato grazie al quale ha raggiunto un mix equilibrato e credibile tra fantasia e realtà. Lettura assolutamente imperdibile.
Nella Venezia di fine Settecento, un donna girovaga per il carnevale, tutti impazziscono, bevono, toccano, palpeggiano, in quei giorni tutto è lecito, non ci sono limiti. Lorenza Marianin però non conosce il carnevale, ha sempre vissuto nella tenuta paterna, e prossima al matrimonio sceglie di fuggire come pretesto. In un incalzare di eventi Lorenza si ritrova sola, accerchiata e solo un volto celato da una delle peggiori maschere del carnevale le giunge in aiuto. La baùta nasconde un viso, per Lorenza è forte la voglia di scoprire chi c'è sotto, ma lui non vuole e così con rammarico deve lasciarlo. Lo rivedrà? Tra scorci storici, personaggi che hanno fatto la storia di Venezia, con un Napoleone Bonaparte dietro le quinte, Jacopo Barbieri e Lorenza Marianin costruiscono il loro percorso. Chi è Jacopo Barbieri? Cosa nasconde realmente quell'uomo dal passato oscuro? Il cuore di Lorenza batte per due uomini, due volti, uno nascosto, l'altro invece celato solo da segreti che non può svelare. Le circostanze non permettono a entrambi di farsi riconoscere ma può esserci qualcosa che li accomuna? Una voce, le spalle, un particolare? Attraverso una scrittura fluida, precisa, Adele Vieri Castellano ha costruito i suoi personaggi, li ha immersi in un'epoca storica particolare, dove l'Europa risente dei cambiamenti in atto, tra possedimenti, guerre, battaglie per la supremazia, Venezia si erge ancora tra le città autonome, durerà? Quando ho cominciato questo nuovo romanzo mi sono catapultata sin dalle prime pagine in un nuovo scenario, Venezia, il Carnevale, il Settecento (fine). Il modo di caratterizzare i suoi personaggi, tanto da renderli vivi, l'uso di parole che creano un'assonanza fra loro, lasciandoti immaginare mondi reconditi, sono costruiti con un'arte impeccabile. La minuziosità nelle descrizioni architettoniche, degli abiti e delle maschere, nonché i tanti riferimenti storici hanno creato un stato di tensione fino alle ultime pagine. E' inutile dire che il libro è davvero bello, che la storia fra i due protagonisti è intensa... Ok, l'ho detto lo stesso. Ma un buon libro, un buon romanzo deve emozionarti dalla prima pagina, deve creare una comunione tra le pagine e il lettore, deve immergerti in sensazioni che solo esso può creare ed essere certi che dietro ci sia un buon scrittore fa di questo romanzo un piccolo capolavoro. http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Non mi è piaciuto. Non so il perché. La scrittura credo non sia male, dico credo perché non mi è piaciuta, non sono entrata in sintonia con l’autrice ma ho letto certamente cose scritte molto peggio. La storia è noiosa. In realtà ha un senso, una buona struttura tutto sommato. C’è tutto un intreccio politico di cui a nessuno frega niente dal momento che in copertina c’è un tizio fatto di addominali ma che, in ogni caso, funziona e da un senso agli avvenimenti. Forse sono state le mie aspettative o il momento in cui l’ho letto, entrambi sbagliati a quanto pare, a non farmelo piacere. O forse c’è la mancanza di coerenza che mi da sui nervi. Questa copertina non è adatta ad intrecci politici in cui è coinvolto Napoleone (quel Napoleone). È adatta ad una storia di “infuocata passione”, come scritto nella trama, passino che però arriva tardi ed è ben poco infuocata (o lo è ma a me le fiamme non mi sono piaciute). Ad ogni modo l’ambientazione è molto bella, si sente l’umidità veneziana (che è la cosa più odiosa di Venezia). Il protagonista maschile mi è piaciuto moltissimo, e tra l’altro è un gran figo ma si parla di tutta la sua muscolatura ma mai dei suoi addominali (la cambiamo sta copertina!!?? Basta togliere quel tizio che non c’entra un fico secco con tutta la storia e che, galleggiando a mezzo busto sull’acqua, fa pure impressione.). Anche la protagonista femminile mi è piaciuta molto, determinata, intelligente, realista. Anche gli altri personaggi mi sono piaciuti. Pertanto non c’è niente che, nello specifico, non mi sia piaciuto ma è tutto l’insieme che, in qualche modo, non è riuscito ad avvicinarsi a me. A poco meno di cento pagine dalla fine mi sono chiesta: “Ma perché sto leggendo questo libro? So già come andrà a finire e non mi interessa con quali modalità si arriverà al finale.” Ed infatti non mi sono goduta il colpo di scena finale, scontato per altro, ne i passionali momenti tra i due meravigliosi protagonisti.
Non so perché ci ho messo tanto a volerlo iniziare a leggere perché è uno spettacolo questo libro! Il conte *___* personaggio indimenticabile, affascinante da matti e sempre pronto ad aiutare Lorenza. Loro due sono spettacolari, ma anche tutti gli altri personaggi vengono caratterizzati perfettamente. La scrittura della Castellano è impeccabile, unica piccolissima pecca: in certi punti l'ho trovata un pochino pesante per i miei gusti. Ma non per questo lo sconsiglio, anzi! Il conte Barbieri merita di essere letto *___*
Da http://leggerefantastico.blogspot.com Venezia 1796. Il generale Bonaparte minaccia di penetrare in una Serenissima inviolabile da secoli. In questa città, tra inganni, cospirazioni e giochi di potere, il destino di Lorenza Marianin si intreccerà a quello di Jacopo Barbieri, dando vita ad una storia d' amore splendida ed avvincente. Jacopo Barbieri è una spia, una figura che si aggira solitaria e silenziosa tra le calli di una romantica e pericolosa Venezia. Jacopo è un uomo affascinante, tanto quanto enigmatico ed inaccessibile. E' abituato a vivere di menzogne, nell' oscura rete di manovre politiche. Ma quando incontra Lorenza, salvandola dalla violenza di due uomini mascherati, il suo intero mondo viene sconvolto per sempre. Nascondendo il suo volto sotto una spaventosa baùta veneziana, Jacopo trae in salvo una giovane donna coraggiosa e testarda, non sapendo che quella donna ben presto conquisterà il suo cuore, la sua mente e il suo corpo stringendoli in una vellutata morsa d' accaio. E quando Lorenza scoprirà che sotto a quella maschera, che per lei rappresenta sicurezza e protezione, si cela un uomo bellissimo ma leso nell' anima e nel corpo, si ritroverà in balìa di sentimenti a lei sinora sconosciuti ed inarrestabili. Nonostante la reputazione poco raccomandabile e l' ombra di oscurità che aleggia intorno alla figura di Jacopo, nonostante il matrimonio con un uomo egoista e sciocco come Adelmo Lamberti, Lorenza sarà attratta come un' ape al miele dall' anima grigia e tentatrice di Jacopo. Inganni, rivelazioni, giochi di potere e gelosia faranno da sfondo ad una storia d' amore nata nelle dolcissime calle veneziane e coltivata perigliosamente nel cuore di due protagonisti indimenticabili. Adele Vieri Castellano è un' autrice che coniuga passato, storia e ambientazioni storiche con un amore delicato, intenso e struggente. Un connubio perfetto tra storia e passione che non potrà non appassionare le lettrici di romance. Adele sa stupire per come facilmente riesca a destreggiarsi nelle varie epoche storiche che hanno poi reso particolari ed irresistibili i suoi romanzi. Se con Rufo e Aquilato ci siamo imbarcati nell' epoca romana, con Il Gioco dell' Inganno vivremo la Serenissima, una Venezia magica e pericolosa alla quale difficilmente potremo resistere. Adele intreccia abilmente, con le sue doti narrative da capogiro, una storia d' amore praticamente perfetta in ogni sua più piccola sfaccettatura. Abbiamo l' attrazione, la gelosia, il distacco, la passione, l' abbandono, la rivelazione. Tutte fasi che fanno de Il Gioco dell' Inganno un vero e proprio historical romance con i fiocchi. Per me Adele è una conferma graditissima. Un nome italiano di cui andare fieri e orgogliosi. Ci sono tanti protagonisti maschili che conquistano e colpiscono come Jacopo e la lista sarebbe davvero lunga. Però Jacopo Barbieri è un personaggio che entra nel cuore delle lettrici, prendendo di prepotenza un posto e annoverandosi tra le figure più misteriosi, attrenti, fascinose, carismatiche, indimenticabili di questa mia personalissima lista. L' arte raffinata e seduttiva con cui l' autrice cattura il lettore nella propria rete, trascinandolo in una corrente calda, sensuale ed avvolgente, così come i protagonisti, giovani, decisi, belli ed intriganti fanno del romanzo una lettura ipnotica, dalla quale non riesci a staccarti. Jacopo e Lorenza sono due personaggi che avvincono tramite l' amore più sensazionale e carezzevole, decantato dall' autrice in ogni sua più soave e limpida forma. Il Gioco dell' Inganno è una storia che si avvale anche di trame e giochi politici. Lorenza e Jacopo, divisi da cospirazioni che regolano una Venezia intricata, si troveranno e si perderanno in un turbinio di danze, di rancori e gelosie, sperimentando sulla propria pelle gioie e dolori, amore e passione. I personaggi secondari di cui si avvale il romanzo non sono affatto relegati ad un ruolo marginale, ma anzi convincono e coinvolgono anch' essi grazie alla loro caratterizzazione. Come non dimenticare Marietta o Jean-Jacques, Corrado Trevisan, il migliore amico di Jacopo, affascinante e seducente come il protagonista principale. Il Gioco dell' Inganno è un romanzo promosso a pieni voti ed Adele Vieri Castellano è un' autrice che si riconferma una delle più talentuose del panorama romance storico italiano e non.
Recensione per "Le Lettrici Impertinenti" 4 STELLE E MEZZA Ho deciso di leggere questo romanzo dopo che Karin durante una cena me ne ha parlato tanto e bene. Così appena sono tornata a casa, l’ho acquistato e iniziato e la devo ringraziare per lo splendido consiglio.
La copertina ingannevole fa sembrare il romanzo un erotico. Invece “Il gioco dell’inganno” è un romanzo storico a tutti gli effetti, scritto molto bene, scorrevole e accattivante. La scrittura dell’autrice è fluida e le descrizioni molto particolareggiate ti fanno entrare ancora di più nella storia, anche se ho trovato la trama un po’ troppo estesa.
La narrazione è sviluppata attraverso i diversi punti di vista dei tanti personaggi che incontriamo durante la storia e questa cosa mi è piaciuta molto perché ti fa capire bene i pensieri e i sentimenti di tutti.
Il romanzo è ambientato nella Venezia di fine Settecento durante il periodo Napoleonico e la storia narra le vicende di Lorenza Marianin giovane donna veneziana, bellissima e coraggiosa. Lorenza è intraprendente e testarda e proprio per questo si mette spesso nei guai. Durante una delle sue innumerevoli avventure incontra il conte Jacopo Barbieri che, nascosto sotto la maschera della baùta, la salverà da una violenza.
Jacopo è un personaggio molto interessante e intenso che non si può non amare. Il suo corpo e la sua anima sono segnati dalle tante battaglie combattute per salvaguardare la serenità della Serenissima e la sua sofferenza fa si che il lettore si affezioni ancora di più al suo personaggio.
La storia tra Lorenza e Jacopo è passionale e molto travagliata e soltanto alla fine, dopo che i due avranno dovuto fare i conti con gelosia, tradimenti e inganni, avranno il loro lieto fine. Ho amato entrambi i personaggi di Lorenza e Jacopo che con i loro caratteri forti hanno dato vita a una storia avvincente.
Il romanzo non racconta soltanto la tormentata storia d’amore tra i due protagonisti, ma ci parla anche d’intrighi politici e spionaggio e ci fa un quadro completo del periodo storico in cui tutta la storia è ambientata.
Mi sono piaciuti tantissimo anche i personaggi secondari come la cameriera Marietta, Jean-Jacques e Corrado Trevisan, il migliore amico di Jacopo che hanno reso la storia ancora più coinvolgente e dettagliata.
Unica nota dolente per me è stata il finale. Dopo una storia tormentata e piena di sofferenza come quella tra Jacopo e Lorenza mi aspettavo qualcosa di più dall’epilogo che invece ho trovato molto scarno. Avrei preferito sapere di più sulla loro vita e il loro amore dopo che finalmente sono riusciti a stare insieme. Complimenti comunque ad Adele Vieri Castellano che con questo bellissimo libro, pieno di passione e storia, mi ha conquistata.
Prima di tutto, la copertina è brutta e fuorviante, quel corpo tutto unto (bleah!) occupa troppo spazio e ruba la scena a ciò che veramente conta. Questo romanzo non è un erotico, ma un romance storico con un'ambientazione sontuosa, ricca di fascino e tutta nostrana. L'ho apprezzata tantissimo, e ho apprezzato l'autrice per questa sua scelta, perché mi ha permesso di perdermi nell'oscurità delle calli, tra il frusciare di un abito o di un mantello e lo sciabordio leggero dell'acqua lungo le banchine, tra maschere colorate, voci e risate della gente in festa durante il carnevale. Affascinante? Tanto. Ma il romanzo non è certo tutto qui, c'è intrigo politico, c'è passione, c'è desiderio, e voglia di vendetta, sentimenti ed emozioni vissuti in modo assoluto. Adele Vieri Castellano muove i suoi personaggi con naturalezza e credibilità. Eppure proprio la caratterizzazione del protagonista mi ha convinta poco. Fin da subito Jacopo Barbieri viene presentato come un uomo pericoloso e dalla fama terribile, per più di metà libro ogni volta che appare sulla scena suscita questi sentimenti nei presenti, e non solo per l'aspetto. Perché? Non viene mai veramente spiegato. Il suo passato resta sempre troppo nell'ombra e i vaghi accenni non bastano a capire come si è procurato quella fama. Lo stesso vale per il suo ruolo all'interno delle vicende politiche. Tante volte sentiamo dire che l'uomo è stato la salvezza della Serenessima, che la città gli deve tantissimo, ma di questi episodi il lettore non viene messo a parte. Di conseguenza, anche il contrasto con un personaggio (non dico chi per non fare spoiler), il loro scontro nel passato, e la resa dei conti perdono di tensione e credibilità. A ogni modo, questo non ha rovinato il piacere della lettura (nonostante la punta di frustrazione). Il libro mi è piaciuto, piaciuto davvero, mi ha fatto vivere e sognare un mondo che amo tantissimo, e di questo ringrazio l'autrice che continuerò a seguire con fiducia.
Eccoci qui a recensire il mio primo libro della Castellano. Devo dire che (a parte la copertiva fuorviante) ho trovato nel complesso tutto di mio gradimento.
La scrittura è meravigliosa..fluida e particolareggiata che ti fa sognare..ti fa essere davvero lì a Venezia. Città stupenda e verso la fine di un'era con Napoleone alle porte.
I protagonisti sono Jacopo..spia Veneziana ma amica di Napoleone che cerca di salvare la città dal suo triste destino.
Lorenza..nobile donna viziata che si ribella quando suo padre le combina il matrimonio. In questo frangente incontra il nostro bel tenebroso jacopo e da allora le loro vite si intrecceranno.
Fatto molto bene, i cenni storici sono ben curati, e gli intrighi politici sono davvero interessanti.
Cala un pò nella seconda parte del libro almeno per me..diventando un pò scontata la parte romance, ma vi assicuro che si può chiudere un occhio ;) infatti è quasi quattro stelline.
A questo punto mi tocca leggere i libri su Roma che mi dicono essere più belli.
comunque lo consiglio a chi vuole unbello storico ma con un pizzico di rosa ;)
Adele Vieri Castellano e' assolutamente una bravissima scrittrice. Il suo stile e' scorrevole e accattivante, tanto che quando si inizia a leggere un suo libro e' difficile riuscire a staccarsi dalla lettura. Il gioco dell'inganno e' un libro molto intenso, dove si ama e si soffre con i protagonisti. Ho fatto un salto nel passato insieme a loro e ne sono uscita con un po' di nostalgia e malinconia. Libro consigliatissimo!!!
Dopo aver letto tanti e tanti e poi ancora tanti libri, libretti, libroni ecc… si hanno diverse pietre di paragone riguardo a diversi filtri di giudizio: la trama, i personaggi, l’ambientazione, il linguaggio. Si tende, dopo un po’, a considerare il “talento” dell’autrice, ovvero quello che fa di un semplice grafomane un vero scrittore, come una caratteristica di secondo piano dando più importanza alle peculiarità della singola opera. Almeno fino a quando non ci si imbatte in un’autrice come la Castellano in cui il talento e la buona scrittura sono un elemento talmente importante da rendere già solo per questo ogni suo libro un’ottima lettura. Il linguaggio forbito ma scorrevole della Castellano ci trasporta in una Venezia di fine settecento gaudente e spavalda, indifferente degli avvenimenti del mondo sulla terra ferma e superba della sua inespugnabilità. Alla vigilia del tornado napoleonico il conte Jacopo Barbieri, spia da sempre a servizio della Serenissima, salva da uno stupro Lorenza, la figlia di un barone che commercia in cavalli e che stava per essere violata durante la follia del Carnevale. Questo il primo incontro tra i due che avranno modo di far crescere durante la storia un sentimento e una passione che vincerà su tutti i nefasti episodi che l’autrice impone ai due protagonisti. Jacopo è uno di quei personaggi di cui una povera lettrice rimane succube: non bello visto che ha il volto sfregiato ed è costretto a portare una benda su un ‘orbita vuota, ma dotato di un’aura di fascino e impenetrabilità che fa tremare le ginocchia. Un uomo misterioso, solitario capace di grandi passioni e che solo al cospetto della bella Lorenza riconosce l’amore. Lorenza è una giovane di buona famiglia a cui viene imposto un matrimonio di convenienza con un uomo bello ma inadeguato a custodire il tesoro prezioso della sua anima. Una donna che si rivela sorprendentemente forte, che riesce a rialzare la testa ogni volta che una tragedia si abbatte su di lei, che non cede mai e alla fine viene ripagata con la totale devozione di Jacopo. Il terzo personaggio, quello onnipresente eppure mai in primo piano, quello a cui Adele riserva le descrizioni più dettagliate e l’attenzione più scrupolosa è Venezia. Una città, una laguna, un modo di vivere, una forma mentis, un grande amore, il primo grande amore di Jacopo Barbieri al pari solo dell’amore che prova per Lorenza. Ogni calle, ogni ponte, ogni gondola, perfino ogni costruzione che affonda nell’acqua della laguna si tratteggia davanti al lettore con vivida chiarezza. Le parole della Castellano ispirano quadri, ispirano gli odori di muffa e di acqua stantia delle case veneziane, ispirano il cupo e attraente mistero della città sull’acqua, tra la pazza ricchezza del carnevale e la spietata crudezza dei suoi politici. Perfino le poche frasi in veneziano non infastidiscono perché, quelle sì, creano un’atmosfera. La trama è ben strutturata con numerosi richiami alla Grande Storia (così io chiamo la storia vera nelle pieghe della quale noi poveri scrittori inventiamo qualche piccola storia). Poche le inesattezze storiche e ben descritta anche la figura di Napoleone che esce dall’immagine di essere mitologico per acquistare le virtù ma soprattutto i vizi di un normale soldato particolarmente cinico e ambizioso. Una lettura adatta a tutti ma soprattutto – e parlo da fiorentina – ai veneziani che troveranno tra le pagine di questo romanzo storico, l’orgoglio profondo della loro storia. Recensione a cura di Pitti DuChamp
“Sontuoso” è l’aggettivo che maggiormente definirebbe il lavoro della Castellano. Tutto il libro è improntato di sontuosità dallo stile di scrittura , ai dialoghi, ai tempi narrativi, persino le pause sono sontuosamente studiate. La storia d’amore tra Jacopo e Lorenza si incastona nella cornice della Venezia più romantica, elegante e teatrale della storia, appena prima del trattato di Campoformio che la svende agli austriaci, quando ancora si crogiola nella sua tronfia municipalità. La storia inizia nell’ingannevole raffinatezza del carnevale , che invece nasconde tutta lascivia e la pericolosità e dove Lorenza trova solido riparo tra le braccia di oscuro bauta , che per quanto sinistro, avrà occhi e la voce dell’amore. Amore tormentato ,non semplice, che ondeggerà in un crescendo di separazioni e ritorni,ma mai sarà dimenticato. Ma non c’è soltanto l’amore:il romanzo si snoda in una serie intricatissima di inganni della politica veneziana dell’epoca, un impegno notevole dell’autrice che riesce con davvero poche licenze poetiche, a inserire la sua storia, in quella vera , introducendo in maniera efficace anche personaggi realmente esistiti, senza sbavature eccessive. Le caratterizzazioni sfiorano la perfezione, anche su molti personaggi secondari il lavoro di ricerca è stato sicuramente intenso. Marietta che così deliziosamente parla il dialetto veneziano, ne è solo un esempio. Nei personaggi principali abbiamo l’intensità. Jacopo è intenso in tutte le sue manifestazioni anche nelle sue, poche,debolezze.
“Aveva sempre saputo che è possibile desiderare ciò che non si può avere, mai aveva pensato di essere così debole. Così maledettamente umano.”
Un uomo di mondo che ha inferto subito dolore... spia della sua amatissima città. L’uomo del mistero affascinante e perfetto nella sua imperfezione. Eppure non si ritiene mai all’altezza di essere amato.
Lei Lorenza di rara bellezza,forte e fragile abbastanza da non temere il matrimonio con il debosciato del primo marito, ma di affrontarlo invece con dignità dimenticando lo squallore. Lei colta e indomita abbastanza da trovare bellissimo un volto deturpato. Abbastanza da lanciarsi nel fuoco per proteggere i suoi amati cavalli. Il mare in tempesta i suoi occhi .
“Immaginate un orizzonte indaco e cavalloni di candida spuma. Nubi gonfie e grevi di pioggia.(...) Mi legarono all'albero maestro per non farmi trascinare via dalle onde e rimasi lì, in coperta, a fissare la furia della natura. Questo sono i vostri occhi.”
Nulla in questo libro è banale, non c’è una sola scena che non dovrebbe esserci, non c’è una sola parola in più o in meno. Un must da leggere. Assolutamente. ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2
Un libro interessante e avvincente ambientato in un'epoca napoleonica diversa, vista dalla città lagunare prima di capitolare in favore del nanetto corso. Intrighi e spionaggio si mescolano in questa vicenda nella quale tutti vengono coinvolti nelle vicende che hanno cambiato la storia europea. In questo romanzo l'inconsueta ambientazione, per la particolare combinazione di periodo napoleonico + Venezia, catturano maggiormente delle vicende di spionaggio e doppio gioco dei personaggi, piuttosto che della storia d'amore, carina e profonda, ben curata (a differenza di tanti altri romanzi) ma non così travolgente. Ci sono alcune esagerazioni che male ho digerito, il protagonista ha viaggiato decisamente troppo per il periodo storico in cui vive e per essere ancora abbastanza giovane da accompagnarsi con la nostra Lorenza senza apparire un nonnetto, potevo accettare che fosse stato un giramondo, ma arrivare fino al Mar della Cina, in Finlandia, tutto il Medio Oriente e arrivare in tempo per salvare la vita del nanetto corso prima che diventasse imperatore... beh, considerando i tempi di viaggio è un po' anacronistico tutto ciò a meno che lui non sia anche Flash Gordon oltre a Jacopo Barbieri e la spia Varenne e le altre identità che cambia. Vogliamo parlare del castello lugubre e tempestoso di un Barbieri minato dalle malelingue: rende meglio in Inghilterra, nella plumbea, nebbiosa brughiera di Rosa d'inverno. So che in Italia ci sono fortezze tanto antiche quanto sinistre come i castelli medievali, ma qui era proprio di troppo. E la copertina? Ma cosa c'entra? Avrei preferito qualcosa di più attinente e il corpo maschile in pole position è sì bello da vedersi, ma è un po' inutile: una bella veduta di Venezia era troppo romantica? Comprendo il risvolto passionale, ma questo adone in copertina IMHO stona tantissimo. A differenza di altre lettrici io ho trovato un grande miglioramento dell'autrice in questo romanzo rispetto alla serie ambientata a Roma, una miglior gestione degli spazi e dei tempi narrativi, descrizioni curate e molto vivide e un po' meno luoghi comuni e semplificazioni, perciò per me è sicuramente da continuare a seguire con interesse, ancora maggiore visto che si tratta di un'italiana.
Onestamente, io non capisco che problemi abbiano le case editrici che pubblicano libri bellissimi con copertine così tremende. Questo romanzo è forse uno dei migliori che io abbia letto durante l'anno; l'ambientazione e la ricostruzione storica è decisamente la migliore di tutti gli storici letti finora, la "faccenda napoleonica" si intreccia perfettamente con la finzione narrativa e la costruzione di personaggi e cornice non risulta mai forzata. Lorenza Marianin è una giovane donna in età da marito in una Venezia meravigliosa, che si divide tra Carnevale e resistenza all'imminente invasione da parte delle truppe di Napoleone. E' promessa in sposa ad Adelmo e sebbene le sue ispirazioni femministe le suggeriscano di rifiutare un matrimonio combinato, nulla può contro le convenzioni dell'epoca. Il Generale però deve la sua vita a un misterioso personaggio, che va in giro per le calli con una larva che gli cela la faccia. La Baùta è una spia al servizio della Serenissima che una sera si imbatte nell'aggressione con lo scopo di violenza della bella Lorenza. Svetta il tentativo di stupro e porta al sicuro Lorenza,accendendo però in lei una strana attrazione mai provata. Il Conte Barbieri è un individuo chiacchierato e misterioso; il suo aspetto è spaventoso: sfregiato in volto e dal corpo possente, in passato sicuramente godeva di fascino e bellezza, tanto che parecchie dame della Serenissima ancora tentano di sedurlo. Dall'incontro con Lorenza però lui non ha occhi per nessuna e chissà che lui e la Baùta non siano la stessa persona. Tra complotti, spionaggi, acerrimi nemici e duelli, Lorenza e il Conte Barbieri costruiscono il loro rapporto che è un crescendo che trasporta il lettore tra le pagine del libro e lo costringe a volerne sapere sempre di più. Intrighi e vendette porteranno il lettore a seguire Napoleone, Barbieri e tutti gli adorabili personaggi costruiti con maestria -Marietta su tutti!- nelle loro lotte e avventure, coinvolgendolo fino all'ultima pagina. Ottima lettura per chi ama il genere storico ma non banale o semplicemente erotico, come spesso accade con gli storici. Cosnigliatissimo!
Venezia, città dal fascino indiscutibilmente romantico, luogo baciato dalla laguna e terra di una storia bellissima e intrigante. Adele ci teletrasporta questa volta in una rete di intrighi e misteri nel fine Settecento della Serenissima. Ammaliante nel suo stile, ci racconta una storia che riesce a legare in maniera indissolubile il lettore alle pagine.
Lorenza Marianin è una giovane ribelle che fugge dal lusso dei nobili per partecipare al Carnevale ma dietro quei colori e volti gioiosi si nascondono pericoli e presto viene braccati da due signori che vogliono approfittarsi di lei. Ma a salvare la fanciulla ecco apparire una baùta, figura oscura e inquietante che si fonde con le ombre spesso e volentieri. Da questo incontro il destino di un uomo e una donna si legano e inizierà una tormentosa storia d'amore. Lei è promessa a un nobile spregevole, lui è una spia che è meglio per lei dimenticare. Trovare il loro lieto fine tra inganni e giochi di potere non sarà facile. Un'odissea dal ritmo incalzante che ti sorprende ed emoziona fino alla fine.
L'autrice ha il dono di creare uomini di gran fascino, possessivi e leali verso le loro anime gemelle, donne dal carattere forte che non puoi fare a meno di invidiare. Jacopo Barbieri non ha fatto eccezione. Dall'aspetto rude e virile e dotato di un cuore nero e sigillato, l'uomo dovrà fare scelte difficili e azzardate. Pur cercando di evitarlo, un profondo sentimento di amore sboccia nel suo cuore e gli fa desiderare la bella Lorenza. Amore, gelosia, passione scaldano gli animi e si mischiano al pericolo.
Per me Adele è una delle migliori autrici del nostro Bel Paese. Un abile scribacchina che intreccia in maniera superba una trama complessa in un periodo storico bellissimo. Credo che se fosse stata la mia insegnante di storia avrei amato ogni singola lezione. Descrive così bene ogni singolo elemento da farlo sembrare reale, come se fosse possibile attraversare la carta e l'inchiostro ed entrare in una specie di macchina del tempo. Un romanzo dalle mille sfaccettature che vi farà perdere tra le strade di un'antica Venezia e vi farà crogiolare nel tepore di una stupenda storia d'amore.
La prima cosa che ha chiamato la mia attenzione è che fosse ambientato in questa città magica e meravigliosa che per me è Venezia. Sicuramente non sarà la lettura dell'anno, né una storia imperdibile e indimenticabile; però quello che senza dubbi mi ha stupito e credo sia meritevole far notare, è la scelta dei personaggi e i loro carattere. Lei, Lorenza, è una giovane controcorrente ad esempio; già che vivendo in un'epoca dove la donna aveva un ruolo della minima importanza con rispetto alle questioni politico e sociali, perché si credeva (o piaceva al alcuni crederlo) non capivano -né dovevano farlo-, e solo erano fonti di piacere per gli uomini; lei sa imporsi. Lei desidera ed è, quella che si alza in piedi anche dopo i colpi pressi; per questo, e davanti ad un matrimonio "combinato", è che decide come vuole vivere i suoi giorni. E dopo c'è lui, il Conte Barbieri o, come lo conosceremo all'inizio, la baùta. E' vero che, secondo la mia opinione non c'è una maschera masculina più affascinante e misteriosa che questa, però questo personaggio non è il tipico "bello", tutto il contrario, l'autrice -Adele Vieri Castellano- ci presenta un essere oscuro, con il viso sfigurato, con modi un po' bruschi se si vuole; ma a sua volta, lo ha dotato di una caratteristica ancora più importante e seducente: l'intelligenza.
Perciò, questo romanzo che potrei definire anche per momenti erotico, credo valga la pena; non è uno di tanti. Aggiungiamo anche il particolare momento storico che l'autrice sa incorniciare e dettagliare di maniera eccellente... fa che leggendo questo libro sia impossibile non sentirsi, no vedersi percorrendo i canali di Venezia.
Era da molto tempo che non leggevo un romance, ero arrivata all'assuefazione e mi sembravano tutti uguali e ripetitivi. Devo ammettere che questo mi è piaciuto veramente tanto. Un inizio brillante, una ambientazione storica e una città il cui fascino è indiscutibile. Venezia stessa risulta coprotagonista alla storia . Un conte che mi ha ricordato il conte di Peyrac di Angelica, chi non lo ha mai visto? Io ho perfino letto tutti i libri di Angelica scritti da Anne e Serge Golon. Scrittura piacevole e scorrevole, se aggiungo altro rischierei di fare spoiler ed invece lascio a chi volesse leggerlo, la scoperta non solo della trama ma di una splendida città. Vorrei aggiungere una cosa ….... peccato che la protagonista non assomigliava ad Angelica.
Che dire, mi è piaciuto molto. Intrattiene e coinvolge come un buon romance dovrebbe fare. Il contesto storico accurato è una bellissima cornice. Peccato per la copertina davvero trash che non rende giustizia al romanzo.
Una storia d'amore e di avventura che ho trovato avvincente, con un'ambientazione suggestiva, una Venezia affascinante, misteriosa e pericolosa. Un protagonista maschile che qualunque eroina di romanzo vorrebbe trovarsi accanto... Un testo ben scritto, che si legge con piacere. Forse certi aspetti della trama non sono molto realistici, ma leggendo questo libro sono stata impaziente di scoprire cosa succedeva dopo, pagina dopo pagina, e mi è dispiaciuto arrivare alla fine: quindi va bene così, no?
Sono combattuta nel dare un giudizio a questo libro. Da un lato, c’è il solito splendido lavoro della Castellano, per quanto riguarda i cenni storici e per la capacità di far visualizzare al lettore l’ambientazione in cui si svolgono le vicende; Venezia, con sue le usanze e i costumi dell’epoca, proprio li vivi, si respirano in ogni pagina. In questo la Castellano è insuperabile; è il suo marchio di fabbrica. Dall’altro lato, la trama (quella romance) di per sé non è molto originale e, per alcuni aspetti, un filo tirata troppo per le lunghe. C’è anche il personaggio femminile, Lorenza, che non rientra nelle mie corde: è lo stereotipo (che non sopporto) dei romance storici, una bellissima fanciulla dai lunghi capelli dorati, viziata perché senza madre, cresciuta al di fuori delle convenzioni, testarda, indipendente e incosciente, incurante delle conseguenze delle proprie azioni, fino a quando non avrà messo tutti in pericolo, solo allora si pente, salvo che lei non la paga mai, perché c’è sempre qualcuno a salvarla. Faccio anche fatica a credere che sia bastata una doppia minaccia, sua e della baùta, per tenere lontano il dissoluto marito dal letto coniugale, ma tant’è. Ma poi c’è Jacopo Barbieri *.* il conte sfregiato, che si nasconde nell’ombra, dalla fama di libertino, con tutti i suoi misteri, che non è quello che sembra e che ha sacrificato tutto per il bene della Serenissima. Al contrario della protagonista femminile, questo è un bellissimo personaggio, molto profondo e complesso. Dopo Rufo, un’altra splendida caratterizzazione dell’autrice. Insomma cosa fare? Alla fine, un paio di cose mi hanno fatto decidere per un giudizio più che positivo, una è stata l’ultima parte del libro, molto intensa. L’altra è stata la capacità della Castellano di rendere Venezia una cosa viva, attraverso l’amore e la passione di Jacopo; ho provato tristezza per la sua inevitabile caduta. Le ultime due parole le vorrei spendere per la cover: gli editori forse pensano che se non siamo arrappate dalla visione di pettorali e addominali sudati, i libri non li compriamo? Voglio dire si parla di Venezia, del Carnevale, della baùta e non trovano di meglio che sbatterci in primo piano un mezzo corpo bagnato sullo sfondo di una gondola nella laguna? Meglio tacere >.<
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Adele Vieri Castellano è una delle autrici italiane di romance che leggo sempre con tanto piacere, appartiene a quella piccola categoria di autori di cui non ho bisogno neanche di soffermarmi più di tanto sulle trame dei suoi romanzi per decidere di leggerli, vado a occhi chiusi. Diciamo che se un libro porta il suo nome ciò è già di per sè una garanzia di qualità! La consiglio sempre a tutti, non ha mai deluso le aspettative e infatti anche Il gioco dell'inganno è un romance godibilissimo, romantico e con la giusta dose di avventura e "gioco degli inganni" che rendono la storia coinvolgente su più livelli. Quello che più mi piace della Castellano è che oltre a raccontare delle storie d'amore appassionanti, ha anche la capacità di immergere il lettore completamente nel periodo storico in cui sceglie di ambientare la vicenda, riuscendo a inserire nella narrazione la Storia sotto forma di dettagli di sfondo come una musica, un tessuto particolare, un cibo o una bevanda, senza risultare mai noiosa o prolissa. Nello specifico qui siamo nella Repubblica Veneziana del 1796, e lo ammetto, mentre leggevo mi si è raffigurato in mente le atmosfere e i costumi della fiction La figlia di Elisa - Ritorno a Rivombrosa, e ora che ci penso bene sia Lorenza e l'uomo che si nasconde dietro la baùta, vi dirò solo che si chiama Jacopo, somigliano molto vagamente ai due attori principali. Protagonista femminile è Lorenza Marianin, una giovane donna esuberante dalle idee molto liberali, che prima di ingabbiarsi in un matrimonio combinato e senza amore, vuole godersi la poca libertà che le rimane e dimostrare al padre e alla società di essere una donna indipendente in grado di saper badare a se stessa. Per farlo decide di trascorrere una giornata nella affollata Venezia impegnata nei festeggiamenti del Carnevale, e sarà lì che Lorenza si accorge di aver fatto il passo più lungo della gamba, quando verrà aggredita da due uomini pronti a farle violenza.
Avevo già avuto modo di apprezzare l'abilità che Adele Vieri Castellano ha di ricreare un particolare contensto storico grazie ai suoi primi romanzi, incentrati sulla Roma imperiale, e con " Il gioco dell'inganno" la sua bravura, sotto questo punto di vista, non si è smentita. Tuttavia devo dire che questo libro non mi ha convinto come i precedenti, o meglio, non ho potuto fare a meno di fare continui confronti con "Roma 40 d.C" e con la storia di Livia e Rufo, una storia che personalmente ho amato molto e che mi è rimasta particolarmente impressa. So che non avrei dovuto farlo, perché sono due libri distinti ambientati in luoghi e tempi diversi, ma che volete farci, sono umana... Comunque la sensazione che ho avuto è stata quella di una minor partecipazione emotiva anche da parte della stessa scrittrice, un maggior distacco. Ecco, la storia della protagonista Lorenza, della misteriosa bauta e del fosco conte Jacopo Barbieri non è riuscita a coinvolgermi nel profondo, non mi ha emozionata. E, se devo dirla tutta, l'ho trovata anche un po' prevedibile in alcuni punti e complessivamemte piatta, un po' monotona... solo alla fine ho avuto modo di restare con il fiato sospeso, quando le cose prendono una piega che davvero non mi sarei mai aspettata.
non avevo mai letto nulla della Castellano e ho deciso, dietro suggerimento, di iniziare proprio da questo volume. non sono una grande fan degli storici, forse perche come nella vita non mi piace rivangare il passato, preferisco che i libri mi raccontino storie contemporanee ma devo dire che questo volume si è lasciato leggere con piacere ed i personaggi amare di cuore. lorenza, la protagonista, per essere ai miei occhi una bambina, ha dimostrato parecchio carattere e coraggio. ha dovuto affrontare parecchie situazioni non facili per una post teen ma ne è uscita vittoriosa e piena di esperienza ma la perla di questo volume è l'intrepido jacopo. il conte barbieri incanta ed affascina, strega con il suo charme non solo la piccola lorenza ma anche le lettrici che si riducono ad invidiare gli abbracci ed i baci ricevuti dalla protagonista. un vero capolavoro incastonato in un'epoca non facile e in una Venezia dai mille volti. una nota dolente io però la trovo sempre ed anche in questo caso mi faccio sentire: quante ne ha fatte passare l'autrice a ste due povere anime? sembra un accanimento o una prosecuzione forzata della trama. sicuramente mi sbaglierò, ma a me ha dato questa impressione ecco perche le 4 stelle
Tre stelle e un quarto. Non perchè non sia scritto bene. Tutt'altro. Come suo solito la scrittura della Castellano è elegante, sensuale, intrigante, capace di creare personaggi da batticuore e dalla forte personalità. Mi sono persa più volte tra le braccia dell'affascinante Jacopo Barbieri per cui le tre stelline e un quarto sono dovute alle troppe, troppissime somiglianze con i precedenti romanzi "destino d'amore" e "Cuore nemico". Aquilato salva Ishold da un tentativo di stupro, e così fa Jacopo con Lorenza nelle prime pagine del romanzo. Ishold pensa di togliersi la vita perchè crede che Aquilato sia morto, e così tenta di fare Lorenza col cuore in lutto per Jacopo. Rufo ha salvato la vita di Caligola, l'uomo più potente dell'epoca, guadagnandosi la sua stima e fiducia e così ha fatto Jacopo con Bonaparte. Rufo è un figlio di Roma, ma ha forgiato la sua forza e il suo carattere in terra germanica e ha un fidato medico greco. Jacopo ha viaggiato in oriente e ha con se un saggio medico cinese. Livia ha per promesso sposo un debosciato vizio senza nerbo e così Lorenza. Un pò troppo, non credete?
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