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195 pages, Kindle Edition
First published January 1, 2005
Uno dei miei autori preferiti, soprattutto quando molla i freni ed esagera, come in questo romanzo. Il terzo episodio della saga del Drive-In, dove un gruppo di spettatori di un Drive-In (appunto) texano (Texas Orientale, per la precisione: credo che Big Joe ci tenga) si trovano catapultati (per colpa di una cometa "sorridente") con Drive-In, macchine e tutto quanto in un qualche posto situato non si sa bene dove, circondati da una sorta di giungla mal frequentata da dinosauri e bestiacce e dove le regole conosciute, sia fisiche che morali, non hanno più molto senso. E dove succede di tutto, ma proprio di tutto. Sesso, cannibalismo e mostruosità oniriche dei peggiori incubi, in un'atmosfera da bolgia dantesca immersa nella violenza primigenia e nei peggiori liquami, umani e non. Il tutto con uno stile ricco e divertente, ironico come raramente se ne trovano. Scusate se è poco, come si dice.
In questo caso, un gruppo di sopravvissuti cerca di esplorare i dintorni del Drive-In utilizzando un autobus ancora funzionante. Fra foglie che strisciano da sole, sole e luna che sorgono dove e quando vogliono loro, il gruppo dei protagonisti si trova a vagare, dopo una pioggia da diluvio, in un immenso mare (o lago) dove finiscono ingoiati da un pesce gatto chilometrico nel quale proseguono il viaggio...
Spero di aver reso l'idea.