Il sogno di tutte le giocatrici di calcio femminile è raggiungere le Olimpiadi e quando Serena Villa e Prisca Parino, giocatrici della Roma, ci arrivano insieme alle loro compagne sanno già che per l’Italia hanno compiuto un miracolo; ma non si vorranno limitare a questo e daranno il loro 200% per dare uno spettacolo senza pari al pubblico, per arrivare dove nessuno le avrebbe credute capaci di arrivare e per attirare l’attenzione di importanti squadre.
Tra amicizia, segreti, scappatelle notturne, relazioni con giocatori di altri sport e allenatori attenti al più piccolo movimento, ci troviamo a vivere un sogno insieme alle nostre protagoniste e a farlo circondati da una Roma che più magica non potrebbe essere.
Cosa potremmo volere di più da uno sport romance? E soprattutto cosa potremmo pretendere di più da Vanessa e dalla sua penna magica quanto Roma?
La scoperta di questa meraviglia la lascio a voi tra le pagine di “Nina non avere paura” 😉
Io faccio i miei immensi complimenti all’autrice che, dopo la trilogia “Dai tuffi al cuore”, ha saputo ricreare la magia di un’Olimpiade facendomi entrare in un altro sport di cui capisco poco niente e facendomi innamorare ancora una volta del suo modo di creare magia e di far respirare aria di amicizia, sana sportività e competitività – cose che mancano al mondo reale oggi giorno.
La sua scrittura cattura il lettore e lo catapulta nel magico mondo del villaggio olimpico permettendogli di vivere un’esperienza che molti di noi non potranno mai vivere se non attraverso i suoi scritti. La sua abilità di rendere semplice e comprensibile ogni meccanismo di gioco e ogni strategia fa si che chiunque si senta coinvolto in tutto quello che succede senza mai annoiarsi o sentirsi escluso da dinamiche che non riesce a comprendere del tutto.
La capacità di descrivere i luoghi, le partite, gli allenamenti e i “riti” pre-partita di Vanessa danno un valore aggiunto a tutta la storia e lo sfondo di Roma – che è sempre presente nel cuore di Serena e Prisca – regala quella magia che gli atleti hanno vissuto e vivono realmente ad ogni olimpiade aumentando ancora le capacità del lettore di entrare nella storia e vivere le ansie, le paure, le gioie e tutte le emozioni che si possono vivere ad un evento del genere (da ex atleta di ginnastica ritmica posso solo vagamente immaginare cosa si possa provare in un contesto del genere, ma credo che non ci andrò mai nemmeno vicina).
I personaggi sono descritti e caratterizzati in modo profondo e particolareggiato, rendendoci possibile la comprensione della loro storia personale, dei loro sogni, delle difficoltà incontrate per arrivare dove sono – in fondo parliamo di calcio femminile in Italia dove il pregiudizio e il maschilismo la fanno ancora da padrone – e delle loro ansie e paure. Rincontreremo alcuni atleti già conosciuti di DTAC per sporadiche apparizioni, come Fiamma e Andrea Comini, e conosceremo altre meraviglie:
- Serena Villa, una giovane ragazza che ha sempre lottato per farsi accettare in uno sport che è sempre stato solo maschile. Appoggiata dal sua migliore amica ha iniziato a giocare in giro per i campetti del loro quartiere, fino ad arrivare ai primi allenamenti con le squadre miste prima di fare il provino per la Roma ed essere presa. Il tutto con solo suo fratello a spalleggiarla – oltre a Prisca – e i suoi genitori che in lei non hanno mai creduto molto e che hanno sempre ritenuto il calcio una passione passeggera. Il suo più grande sogno il Manchester United, una squadra di cui un giorno vorrebbe fare parte e di cui vorrebbe attirare l’attenzione alle Olimpiadi. Ci riuscirà? Leggete per scoprirlo. Un nuovo amore nato da poco con un giocatore dell’Under 23 che non vuole essere portato alla luce per timore che i paparazzi rovinino tutto come al solito e che si pensi che lei è dov’è solo per il ragazzo con cui sta.
- Prisca Parino, giovane promettente della Roma con un sacco di proposte che fioccano ancor prima dell’inizio dei giochi olimpici, tanto è il suo talento. Una ragazza dal piede d’oro e dal cuore grande che farebbe di tutto per raggiungere i suoi sogni e per non lasciare indietro la sua amica, quella ragazzina con cui gioca da quando ne ha memoria. Lei e Serena sono una cosa sola, due sorelle separate alla nascita che si capiscono al volo in campo e fuori dal campo, una sintonia e un’amicizia di quelle che durano nel tempo e resistono alla lontananza. È un pochino testarda e alle volte tenderebbe a fare di testa sua, ma le si vuole bene perché è così e perché alla fine in un modo o in un altro finisce con l’avere ragione sempre. Ha una sicurezza in sé stessa e nella squadra che alle volte da quasi fastidio, ma le serve a spronare tutte a dare il 201% anche quando sono sfinite.
Poi ci sono tutti i cosiddetti personaggi secondari – Elena, Bice, La Mari, la bimba, Lorenzo ecc. – che di secondario hanno solo il ruolo altrimenti il romanzo non terminerebbe più, ma che sono importanti tanto quanto le nostre protagoniste indiscusse e senza i quali Serena e Prisca non sarebbero le ragazze che sono oggi.
In questo libro veniamo a contatto con tanta vera amicizia, ma soprattutto con la vera sportività e competizione quella sana che rende “nemici” sul campo ma amici a fine partita, quel sentimento che ti fa ammirare la bravura del tuo avversario, anche se ti massacra e ti fa perdere, al punto che a fine partita ti avvicini ad uno di loro per complimentarti, confortarlo e scambiarti la maglia – se poi chi ti si avvicina è anche un mostro in campo e sei uno dei suoi ammiratori beh la soddisfazione è doppia e Prisca lo sa benissimo – un gesto semplice quanto dimenticato nel mondo dello sport moderno. Con Vanessa ho potuto, ancora una volta, toccare con mano quello che è davvero lo sport e il suo spirito competitivo ma corretto senza portare la rivalità fuori dal campo in quanto non necessario.
Non mi resta che dire a chiunque mi legga di leggere “Nina non avere paura” (nonché di recuperare DTAC) e innamorarsi della scrittura di Vanessa. E all’autrice rinnovo ancora i miei complimenti con tutto il cuore e la ringrazio per questa collaborazione. Infine le rivolgo un paio di domande che mi assillano da quando ho terminato la lettura: ci sarà un seguito? Sarà una trilogia o sarà qualcosa di più lungo/corto? Sai com’è non ne ho mai abbastanza dei tuoi personaggi, soprattutto se poi fai interagire i nuovi con Fiamma e la sua spontaneità prorompente.
Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐/5