Dopo aver (finalmente) fatto l'esame di Storia dell'arte contemporanea con il professore autore di questo libro, posso recensirlo.
Parto dal presupposto che l'anno scorso ho seguito un corso d'Histoire de l'Art Contemporain sulle relazioni artistiche tra Parigi e New York e che alcuni temi di questo testo erano stati trattati in maniera più approfondita a lezione dal professore (in particolare la prima parte su Greenberg e il Modernismo). Tuttavia, mi è risultato molto difficile arrivare a comprendere tutti i passaggi e le tematiche di cui si tratta. È sicuramente un manuale di appoggio e approfondimento se si ha già una solida base storico-artistica perché, spesso, vengono menzionati degli artisti senza fare alcun tipo di focus su di loro, quindi è in qualche misura necessario avere una preconoscenza generale sul tema.
Un altro elemento di complessità che ne ha limitato la comprensione per me è stato il linguaggio. È sicuramente un linguaggio tecnico necessario per esporre con precisione e cognizione di causa i temi trattati, ma spesso risulta troppo difficile e colto per cogliere il significato di ciò che è stato scritto, al punto che più volte ho dovuto cercare ciò che i termini volevano dire.
È sicuramente una lettura interessante sulla storia dell'arte contemporanea del secondo Novecento perché fornisce una prima lettura teorica degli sviluppi in campo artistico in questi anni, che si concretizzano poi nella descrizione di 50 opere d'arte dello stesso periodo, esempio di quanto spiegato precedentemente.
Le parti che ho trovato più interessanti sono state quelle sulle istituzioni e lo spazio pubblico (capitolo VI) dove finalmente gli esempi sono stati trattati con coerenza e in modo approfondito, e la parte sul lavoro di artiste donne, quali Cindy Sherman, Rebecca Horn e Nan Golding, le cui opere sono in seguito descritte.