Un uomo e il suo Dio si mettono in viaggio, per liberarsi dal passato e conquistare la felicità: guardano insieme i luoghi e le genti, e intanto imparano – l'uno dall'altro. È la storia di Abramo, come nessuno l'ha ancora raccontata: tradotta con precisione dall'Antico Testamento, collocata nel suo tempo, sgombrata dai dogmi e dai tabù delle religioni, mostra come tutti i grandi ostacoli alla realizzazione personale siano rimasti gli stessi, da tremila anni. Abramo apprende ad affrontarli passo passo: scopre come far fronte ai poteri oppressivi, alla violenza, allo sconforto e alle forze oscure che bloccano la creatività e i sentimenti. Impara cos'è un desiderio impossibile, e come attuarlo. Diventa maestro di abbondanza in ogni aspetto della sua vita, insieme con il lettore. Sullo sfondo si compiono alcuni dei drammi più famosi dell'umanità: dal crollo di Babele alla distruzione di Sodoma e Gomorra. E in quei drammi si riconoscono facilmente condizioni (come l'incomunicabilità, la follia del potere) che ovunque e sempre si ripresentano nell'esperienza umana, e alle quali può scampare soltanto chi non ha paura di essere se stesso e di accettare la propria immensità interiore. Oggi questa nostra immensità è ingabbiata come non mai dalla morale, dalle leggi, e dalla diffidenza verso noi stessi, che nel corso dei secoli ha assunto forme più o meno diaboliche. Come ai tempi di Babele, scrive Igor Sibaldi, «un individuo che mette tutto se stesso in ogni occhiata che getta intorno non può non cambiare il mondo. La sua abbondanza, l'abbondanza di tutto ciò che vede, mostra come l'obbedienza a qualcuno o a tanti altri sia un sonno» dal quale ci si può svegliare in ogni istante. Leggere il "Libro dell'Abbondanza" vuol dire tenere gli occhi ben aperti sulla rotta della felicità.
Igor Sibaldi (Milano, 1957) è uno scrittore, slavista, drammaturgo e traduttore, nato da padre italiano e madre russa. Si è laureato all'Università Statale di Milano nel 1981 in lingue e letterature slave. È studioso di teologia, filologia, filosofia e storia delle religioni ed è autore di opere sulle sacre scritture oltre che di narrativa e teatro. Negli anni Ottanta e Novanta ha tradotto varie opere di letteratura russa, in particolare romanzi e racconti di Tolstoj e di Dostoevskij, dedicandovi monografie e saggi introduttivi; in seguito ha tradotto il Vangelo di Giovanni dal greco antico nel volume Il codice segreto del Vangelo e parte della Genesi dall'ebraico antico nel volume Il libro della Creazione. Sibaldi ha creato il proprio pensiero sulla base delle filosofie di Fedor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Carl Gustav Jung, Eraclito, Carlos Castaneda, Theodor Adorno, Hegel, Sigmund Freud e la Bibbia. Nella sua visione, l'uomo deve recuperare la propria dimensione ed il proprio "Io" e gli angeli, intesi come emanazioni dell'inconscio, spingono l'essere umano alla scoperta di questa realtà.
una full immersion nella Genesi, considerata un libro che parla di iniziazione e non un testo ad uso e consumo delle religioni. l'autore, filologo e studioso di teologia, analizza le parole - i geroglifici dell'ebraico antico- in maniera profonda, riportando alla luce e restituendo al lettore il senso del viaggio di Abramo.