Şairinin son derece trajik bir şekilde sonlanan yaşamı, bu kitaba kaçınılmaz olarak bir hüzün yüklüyor. Ancak kitapta yer alan şiirlerin, içtenlik dışında sanatsal bir değeri olduğu bence kuşkulu.
Una lettura davvero interessante, il mio primo contatto con la poesia armena e uno dei primi con questa cultura così poco conosciuta ma allo stesso tempo così interessante. Il titolo si addice bene a questa raccolta, che parla della magia della vita nei campi, delle spighe di grano e di orzo, dei mulini e dei fienili, nonché della fertilità della terra madre, benevola verso gli uomini. È un inno alla vita, alla campagna, all'uomo inserito in una natura benigna. A volte penso tuttavia che il lettore occidentale possa trovarsi un po' disorientato, o non comprendere bene i riferimenti della dimensione culturale dello scrittore. L'edizione che possiedo presenta inoltre un'introduzione ben fatta e il testo a fronte, un bellissimo dettaglio che fa quasi venire voglia di imparare l'armeno, o quantomeno di ascoltare una lettura delle poesie in lingua originale.
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Non più sangue, ma sudore irrori le vene dei campi, e al tocco della campana di ogni paese sia un canto di benedizione.