Questo ottavo volume porta in scena altri due personaggi fondamentali. Da un lato abbiamo Koga, giovane capo di una tribù di demoni lupo, la cui forza considerevole viene ulteriormente amplificata da alcuni frammenti della sfera - frammenti che attirano l'attenzione del nostro gruppo di disperati. Koga per certi versi ricorda un po' Inuyasha: arrogante, poco incline al dialogo, testardo. Quando si accorge delle capacità di Kagome, Koga rapisce la ragazza per farsi aiutare a trovare altri frammenti della sfera e, in maniera del tutto unilaterale, le dichiara il suo amore, considerandola così "la sua donna". Con buona pace dei sentimenti di Kagome. Già solo per questo lui e Inuyasha sono destinati a starsi sulle palle all'infinito. Diciamo che Koga è una sorta di elemento di disturbo (stile Kikyo), ma che potrebbe rivelarsi utile, dando al mezzdemone lo sprone giusto per elaborare i suoi sentimenti...visto che sono piuttosto turbolenti e la gelosia sta diventando piuttosto evidente.
Dall'altro lato abbiamo Kagura, la domatrice del vento - una sorta di emanazione di Naraku, creata da lui stesso che ha pure il potere di farla sparire in qualsiasi momento. In sostanza, un'altra marionetta nelle mani di quel fetente che si diverte a giocare con le vite di tutti, sottoposti inclusi.
Piccola menzione per un momento particolare che troviamo a inizio volume, ovvero Sesshomaru che sperimenta per la prima volta il potere di Tenseiga per riportare in vita Rin. È vero, ha fatto una prova senza alcun particolare risvolto affettivo. Però, già il fatto che abbia preso in considerazione l'idea di salvare una vita umana (e sappiamo bene che per Sesshomaru gli umani valgono meno del pattume), mi sembra un piccolo passo avanti. E in più la piccola Rin potrà vivere una vita migliore (certo, la compagnia è un po' particolare, ma facciamo finta di niente) sotto la tutela di Sesshomaru. Questo è decisamente solo l'inizio di un lungo percorso di crescita.