Jump to ratings and reviews
Rate this book

Quello che noi non siamo

Rate this book
Ci fu una generazione di architetti che credette nel fascismo perché si illudeva fosse una rivoluzione, come quella artistica che il razionalismo. Combatterono una guerra ad armi impari contro l’accademismo, centralista e romano, senza rendersi conto che mentre Mussolini li ammansiva, li lodava, in realtà sosteneva un’architettura retorica ben più consona alle sue megalomanie. Milano fu la fucina di queste tensioni artistiche che guardavano all’Europa come a una liberazione dall’asfissiante passatismo provinciale del resto della nazione. Venivano da tutta irredentisti istriani come Pagano, maestri comacini come Terragni, napoletani inquieti come Persico. E poi tutti gli altri, figli del Figini, Pollini, Bottoni, Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers... Nelle trattorie, nei salotti, alle vernici, incrociavano poeti, galleristi, critici, artisti, e di anno in anno l’adesione al regime si faceva sempre più labile, sempre più critica. Ci pensò la Storia a fare il dalle leggi razziali alla disfatta di Russia, fino al cataclisma dell’8 settembre 1943.
Gianni Biondillo racconta, in un romanzo corale, la storia di uomini e donne che presero coscienza del crollo delle false ideologie e che decisero di schierarsi nel nome della Resistenza e della libertà, spesso pagandone le carcerazioni, torture, campi di concentramento. Il ritratto profondo di un’epoca, che ci somiglia più di quanto vogliamo ammettere.

506 pages, Kindle Edition

Published September 12, 2023

4 people are currently reading
53 people want to read

About the author

Gianni Biondillo

55 books33 followers
Gianni Biondillo (Milano, 3 febbraio 1966) è uno scrittore e architetto italiano. Autore di romanzi, testi per il cinema e la televisione, articoli di tema artistico, letterario e politico, saggi su Pasolini e Proust. È membro del blog collettivo Nazione Indiana.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
17 (39%)
4 stars
20 (46%)
3 stars
6 (13%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Fabio Carlo-Stella.
189 reviews13 followers
September 7, 2025
Erano fervidi, imprudenti, patriottici, generosi, ingenui. Ed erano azionisti, cattolici, socialisti, repubblicani, comunisti, monarchici. Non è importante quello che siamo, dicevano. Ma quello che noi non siamo. Non siamo fascisti.


8 settembre 1943: Milano bombardata è una città di sfollati. Il capo del governo Badoglio finalmente annuncia l'armistizio, poi fugge con il re e lascia il paese e l'esercito nel caos, senza una strategia militare, senza un ordine. I tedeschi ora sono il nemico in casa e sono feroci, solidali con Mussolini che crea il suo stato fascista. Nasce la Resistenza, nella quale confluiscono tutte le anime antifasciste provenienti da ogni estrazione sociale, compresi i protagonisti di questo racconto.
Architetti razionalisti che, chi di più, chi di meno, avevano accolto e osannato il fascismo, considerandolo il propulsore rivoluzionario ideale per finalmente chiudere con quel classicismo passatista e retorico per dare vita a un'architettura moderna, essenziale, funzionale.

Dalla Grande Guerra fino al termine della Seconda Guerra Mondiale, attraversando il ventennio fascista, questo coinvolgente romanzo racconta gli eventi attraverso lo sguardo unico e inedito di chi progetta gli ambienti pubblici o privati nei quali viviamo, amiamo, gioiamo, soffriamo, lavoriamo, prosperiamo. Architetti che un secolo fa sono entrati in una relazione simbiotica con il regime fascista, che usava la loro arte come mezzo di propaganda, ma che a sua volta era usato come finanziatore del nuovo stile razionalista (le prime Case del Fascio sono gli esempi più evidenti di questa simbiosi).

Biondillo però concentra l'attenzione sulla corrente del razionalismo più radicale, quella di Terragni e di Pagano; di Banfi, Belgioioso, Peressutti e Rogers (i BBPR); di Bottoni, Zuccoli, Giolli... Racconta in modo appassionante la loro rivalità sempre più accesa con la corrente più monumentalista e centralista che vede in Piacentini la figura di riferimento, quella più in sintonia con il potere e che vede aggiudicarsi le commissioni più importanti nella capitale.

Con Biondillo esploriamo la Milano elegante del Camparino in Galleria e del Caffè Craja Bar, il ritrovo di tendenza di intellettuali e studenti; e poi attraversiamo la Milano presidiata dai nazisti, della Casa Triste e della Legione Muti, di Piazzale Loreto e dell'Albergo Regina, la sede delle SS.

Da questo racconto corale due nomi però resteranno maggiormente nella memoria: quelli di Giuseppe Terragni e di Giuseppe Pagano. Le loro storie così toccanti sono le più emblematiche e sono raccontate da Biondillo con vibrante e genuina passione.
Profile Image for Annalisa  Ponti.
368 reviews20 followers
October 19, 2023
Non immaginavo che dietro a quella generazione di architetti ci fossero giovinezze così impegnate e una pagina tanto importante della Resistenza milanese. Grande lavoro di ricerca; un omaggio a Milano antifascista.
A volte un po’ lungo e dispersivo, il romanzo si condensa nell’ultima parte, la più drammatica, e ci lascia commossi e un po’ spaesati all’inizio del secondo dopoguerra con una città (e una civiltà) da ricostruire.
Un tratto che mi sembra autoriale è l’aver raccontato tante biografie di ragazzi e ragazze emancipati, fin da subito, dai loro (cattivi) maestri.



Profile Image for Carnac.
265 reviews
September 9, 2025
Biondillo - aka Wu Ming 6 - torna sul luogo del delitto, il romanzo storico che aveva già frequentato con Come sugli alberi le foglie, mettendoci tutta la passione di architetto per i protagonisti del Razionalismo italiano (e per Milano).
Profile Image for Alfonso D'agostino.
938 reviews73 followers
December 8, 2023
Leggere “Quello che noi non siamo” è stato un prezioso, splendido, immeritato regalo. E sarà che stiamo tutti accumulando pacchetti incartati sotto l’albero, ma non ho potuto fare a meno di pensare a quanto lo vorrei regalare.

Vorrei regalarlo ai tanti ragazzi giovani che MoglieRiccia incontra, al loro entusiasmo per la vita che fa a pugni con le ansie per il futuro: nella storia di una generazione di architetti, magistralmente narrata da Gianni Biondillo, c’è tutto il sentire di poter cambiare il mondo, ci sono sogni e disillusioni, ci sono amicizie che superano ogni ostacolo, c’è tutto quello che vi vorrei augurare.

Vorrei regalarlo a noi milanesi acquisiti, che magari non capiamo il dialetto sussurrato da qualche anziano in via Berra ma che ci sentiamo parte di una città che si sceglie (non ci si “capita”): lo regalerei perché accompagnati dai racconti di Biondillo ti scopri a guardare i palazzi con un occhio diverso, a sollevare lo sguardo cercando una prospettiva e a inchiodarlo a terra davanti alla Bocconi nella ricerca di una pietra di inciampo per un protagonista che ti ha fatto piangere alla fine del romanzo. (Giuseppe Pagano, istriano, è bello che la mia Trieste ti abbia dedicato una via, tu che sei stato irredentista, combattente, spirito libero, e che se fossi scampato all’orrore dei campi avresti guardato la Risiera come la guardo io, con una ferita che sanguina nel cuore).

Vorrei regalarlo a chi vive un momento complicato, un piccolo o grande dolore, perché leggano di Piero Bottoni (e della sorella Maria) e di QT8, di una montagna nata a Milano sulle macerie di una guerra che dimostra che davvero sulla devastazione si può costruire e sconfiggere il male con la bellezza.

Vorrei regalarlo a chiunque legga per emozionarsi, perché “Quello che noi non siamo” ti ammalia, ti insegna a guardare, ti presenta architetti di cui conoscevi giusto il nome o la sigla, ti costringe a scartabellare il web per saperne di più, ma accidenti quanto è vero che non è un saggio: è un romanzo, un grande romanzo, solidamente appoggiato su passione e ricerca, ma struggente per gli occhi e per il cuore.

Non posso regalarlo a te che stai leggendo, e credimi se ti dico che mi dispiace da morire: però è quasi Natale, fatti un favore e mettilo sul comodino. Cambierà le tue giornate, così come ha cambiato le mie.
Profile Image for Annalisa Rubino.
10 reviews
August 30, 2024
fate leggere questo libro nelle scuole perché "abbiamo sconfitto il fascismo. ma i fascisti ci sono ancora, sarà difficile sbarazzarsene". e non ce ne siamo ancora sbarazzati e purtroppo "è nell'ignoranza che prospera la dittatura".
non mi capitava da tanto tempo, ma ho pianto leggendo e sono stata grata per ogni singola pagina di questo libro. leggetelo!
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.