Tutta la vita di Will del mulino, un uomo normale ma straordinario nel suo equilibrio, un modesto sognatore non privo di una certa ancestrale saggezza, un animo semplice ma profondo, gentile ma fermo, vivace ma misurato, un eterno ragazzino con la testa tra le nuvole ma i piedi ben ancorati a terra, che non smette di stupirsi e meravigliarsi, che passa le giornate coltivando i propri pensieri, le proprie fantasie, le proprie convinzioni e le proprie visioni del mondo, e contemplando con riconoscenza la bellezza nelle piccole cose quotidiane, viene narrata in questo racconto commovente, sublime e suggestivo. Ancora una volta, la penna di Stevenson dimostra tutta la sua sensibilità, tutta la sua intelligenza emotiva, tutta la sua abilità a far emergere le emozioni più potenti dell'essere umano.
Will nasce e cresce in una terra di confine, sperduta tra le colline, il cui unico riferimento sembra essere il fiume che scorre a valle, perdendosi ben oltre l'orizzonte, bagnando le lontane, grandi, ricche e caotiche città del regno e gettandosi infine nell'immenso mare. Dalla strada che costeggia tale fiume, che passa proprio davanti al suo mulino, nei suoi giorni tutti uguali Will vede passare commercianti e turisti, provenienti dalla o diretti alla civiltà tentacolare, corrotta e dissoluta, ma mirabolante e seducente, dal fascino magnetico e apparentemente irresistibile, piena di rischi ma anche di meraviglie. Nell'arco della sua esistenza, l'animo di Will sarà diviso tra il desiderio di scoperta dell'ignoto, l'impulso ad esplorare i luoghi lontani e diversi dal suo, la curiosità istintiva di provare almeno una volta tutte le esperienze possibili che la vita ha da offrire e la quieta rassegnazione a godere delle proprie piccole certezze, la rinuncia all'azzardo e all'avventura, l'accettazione quasi fatalista di una quotidianità banale e monotona, ma serena e sicura.
Nel tentativo di vivere la propria vita alla costante ricerca dell'equilibrio perfetto, Will cercherà di tenersi alla larga da ciò che reca dolori, sofferenze, dubbi, tormenti, angosce. La sua inclinazione lo porterà anche a provare sentimenti complessi, ad amare, ma forse, per quieto vivere, mai visceralmente. Ma non sarà proprio questo continuo esercizio alla misura e alla compostezza, alla modestia e alla serenità, il motivo per cui, verso la fine del viaggio, quando chi abbiamo a cuore ci saluta per sempre e quando ci accorgiamo che anche noi stessi dovremo di lì a poco chiudere gli occhi, avremo la sensazione di non aver vissuto fino in fondo? Di non aver ottenuto tutto ciò cui potevamo ambire? Che i nostri sforzi di fuggire dolori e inquietudini sono vani? Oppure, quella strana sensazione di rimpianto è soltanto un sentimento ingannevole, un perfido scherzo che il cuore gioca alla mente, votata alla praticità e all'assennata placidità? Risposte giuste, certe e totalmente convincenti a queste domande, forse, non le troveremo mai; ma, dal momento che le vie alla felicità sono infinite e non esiste un solo modo giusto di vivere, il lettore di questa piccola perla, nel suo animo più profondo e autentico, potrà riconoscere la propria strada e perseguire le proprie scelte.