«Per quanto riguarda le erbe abbiamo bisogno delle seguenti piante d'ombra e solanacee: Elleboro, Giusquiamo, Stramonio, eccellente le ho tutte nel magazzino nello scaffale delle cento erbe. Inoltre abbiamo bisogno di escrementi di pipistrello e di una parte di stelle degli dei per dieci parti di acqua dolce bollita. Per cui seguono alcune delucidazioni».
"Il Maestro delle Essenze", primo volume della Trilogia dell’Alchimista, è un romanzo che, all’inizio ahimé non riusciva a coinvolgermi, faticando a trovare un aggancio emotivo sia con la storia, che sembrava assai scontata e banalotta, sia con alcuni dei personaggi. Tuttavia, la scrittura semplice, diretta e l’ambientazione germanica e medievale, così concreta e tangibile, hanno reso la mia lettura sempre più vivace e coinvolgente. Tra momenti di alta tensione, colpi di scena e dialoghi brillanti la trama, a parer mio, riesce a bilanciare perfettamente la leggerezza tipica dei cantori medievali con lo spessore e l'intimità degli animi umani, lasciandoci percepire un probabile exploit e miglioramento nei volumi successivi, divertito e sinceramente curioso di scoprire come si evolveranno i destini di questo bizzarro ma affascinante gruppo di compagni. Feuerbach scrive un mix perfetto tra storia di formazione, romanzo epico storico e un pizzico di giallo che non guasta. Dietro spade sguainate, menti incorruttibili, foreste oscure, fenditure, laboratori polverosi e torri misteriose c’è una naturale e intensa riflessione in cui cambiare la materia è solo il primo passo, poiché chi vede il mondo con occhi diversi, può cambiare sè stesso e gli altri. A parer mio, in questo testo l’epicità non viene spettacolarizzata a massimi livelli ma ci narra emozioni e relazioni, che nascono dall’incontro tra personaggi veri che di base possono anche fallire, del tutto reali, in cui i quattro punti di vista diversi intrecciano modi di pensare del tutto distinti per costruire scene intrise di tantissime sfumature. L’alchimista è il mio personaggio preferito e come poteva essere diversamente ahahah. Non manipola solo sostanze, piuttosto scava dentro la realtà che non sempre notiamo al primo sguardo eppure è sempre sotto ai nostri occhi increduli. Non va alla ricerca di ricchezze o potere ma più su un equilibrio tra il pensiero, le conseguenze delle proprie azioni e il rapporto tra verità e inganno. la Vera magia non è potente ed esplosiva ma più rara come caccia nella natura, nelle erbe, studio di simboli e soprattutto viaggi nella memoria. Sam Feuerbach tinge un mondo medievale con vecchie ampolle, animali impagliati, codici segreti, essenze straordinarie e antichi sigilli ma rielaborando il tutto con un certo carattere più moderno. Tra i temi trattati troviamo il valore dell’amicizia e della lealtà tra compari, il flebile confine, spesso sfumato, tra bene e male, la ricerca di una propria identità come trasformazione già insita in ognuno di noi, l'equilibrio instabile e primordiale tra potere ed umiltà e la responsabilità personale perché tutti a modo loro, devono sempre confrontarsi non solo con le minacce esterne, ma anche con le conseguenze delle proprie scelte, siano esse piccole bugie, ambizioni pericolose o catastrofici errori. Un romanzo che inganna perché sembra tanto semplice all'inizio per poi rivelarci, pagina dopo pagina, anime profonde e soprattutto semplici gesta epiche.
VOTO: 4/5