Il romanzo somiglia al teatro perché somigliano entrambi alla vita. Il mondo intero è un palcoscenico, dice Shakespeare, e noi siamo gli attori. Dalla notte dei tempi, tutte le sere, le stesse favole si ripetono per il piacere del pubblico. A turno ognuno riconosce la propria, non importa quali delle storie stiano andando in scena davanti ai nostri occhi. La morale, amara, è sempre la privati di tutto ciò che è stato nostro, ciascuno, infine regnerà solo sui propri dolori, di cui non conserva che il ricordo, e il segreto. Ma quando gli attori al suono di fischi o di applausi tornano nei camerini, un’immagine persiste, che ognuno può dipingere, se lo desidera, dandogli per esempio l’apparenza di uno stagno dove, tra i fantasmi che fluttuano alla superficie, si possono distinguere le frecce infuocate di un qualche pesce d’oro che brilla nella luce che scema. Risuonano tre colpi. Silenzio in sala. Si alza il sipario. Dramma o commedia, lo spettacolo che racconta a tutti cosa ne è della propria vita sta per cominciare. La scena si svolge in Inghilterra verso la metà del Novecento. Un uomo, il più celebre dei primi ministri, sir Winston Churchill, posa per un altro che lo dipinge. Davvero, nel 1954, il Parlamento britannico ordina al pittore Graham Sutherland questo ritratto. Il romanzo racconta la storia dell’incontro tra questi due il primo è un artista d’avanguardia oggi un po’ dimenticato, il secondo è una delle figure più leggendarie del ventesimo secolo. Sono opposti in tutto, salvo l’amore in comune per la pittura. Eppure, c’è qualcosa di più profondo che li avvicina. Suggestionato da una scena della serie tv The Crown, Philippe Forest scava tra le carte e ci rivela i segreti di uno straordinario dipinto perduto.
J'avais vraiment hâte de découvrir ce livre pour la simple et bonne raison qu'il a été écrit par un de mes professeurs de fac et... Et bien ça ne l'a pas fait avec moi pour être honnête et ça me fait de la peine car je voulais vraiment aimer ce livre. Seulement je n'ai pas accroché au style d'écriture que j'ai trouvé parfois trop alambiqué à mon goût et souvent répétitif. J'ai vraiment eu du mal à me retrouver dans ce livre qui m'a parfois donné l'impression de ne pas être assez "intelligente" pour le comprendre. Malgré cela, je n'ai pas complètement détesté ce livre il faut le dire. J'ai beaucoup aimé en apprendre plus sur Churchill et c'est vraiment LA chose qui m'a permis de poursuivre ma lecture parce que ce personnage au centre de l'histoire et de l'Histoire est ici montré sous un autre jour que celui que l'on connaît. Malheureusement, ce ne fut pas suffisant pour que je garde un bon souvenir de cette lecture. Je vous conseille cependant de tester si vous le voulez car je pense qu'il ne s'agit pas d'une oeuvre mauvaise, seulement qu'elle n'était pas faite pour moi.
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Dull but above all pretentious. Like us all, Forest watched "The Crown", which reminded him of the mini scandal surrounding Graham Sutherland's portrait of Churchill. The great man was so furious with Sutherland's depiction of him that his wife had the painting, commissioned in honor of his 80th birthday, quietly destroyed soon afterwards. Forest imagines the dialogues between the statesman, himself an amateur painter of some repute, and the artist, who may or may not have bonded over the fact that both had lost a child in infancy. Unfortunately, having realized that this material couldn't be stretched into a full-length novel, Forest pads the narrative with tedious reflexions about History and Theatre, all the world's a stage blablabla. This thing didn't deserve the light of print in the first place.