“Il buio mi pose delle domande. Le figure delle carte non mi lasciarono in pace”. Chiusa a forza in uno stanzino, India si nutre degli arcani e rivive gli incontri con le persone per cui ha letto i tarocchi. A segregarla lì senza cibo né acqua è stato Leo, il suo compagno, il suo grande amore. Uscita finalmente da quella prigione, la giovane donna tenta di ritrovare se stessa in una famiglia complicata e in un nuovo legame sentimentale. Ma quando viene a sapere che Leo è volato giù dal loro vecchio appartamento al secondo piano, va da lui in ospedale e avvia un dialogo immaginario con quel carnefice che non si sveglia. India la cartomante si aggrappa ai tarocchi e alla forza delle storie che in quelle carte avevano trovato una voce. “I segni, a pensarli così, possono davvero esprimere una qualche verità – non per quello che sono in sé (una nuvola è una nuvola, un fulmine è un fulmine) ma per il ruolo che diamo loro in noi”. Troverà infine in quei simboli la chiave per poter essere davvero libera. Scrivendo sul confine mobilissimo tra mondo reale e pensiero magico, Gaia Giovagnoli indaga con ostinazione l’amore inquieto e la violenza delle relazioni sbagliate.
Le cose succedono e basta, esistono e basta, ma l’unico modo per conoscere è farle succedere a noi, rendendole coerenti nel ricordo, attirandole nel centro magnetico della nostra storia e dando loro un nome, una ragione, un inizio e una fine, in certi casi una morale. La divinazione esiste per questo. Costruire un senso. Per questo ti parlo, adesso.
Ho questa idea che i libri ti trovino sempre quando hai bisogno di loro: questo è bellissimo e dentro ci sono i tarocchi, gli amori dannati ("disfunzionali") e le aule tristi di via Centotrecento; e poi gli appartamenti sciatti e soleggiati di un paese del sud Italia, i rituali con cui si combatte la quotidianità e la fatica di essere giovani femmine nel 2024.
Consigliato in particolar modo a tuttə coloro che hanno amato “Atti di sottomissione” di Megan Nolan, perché anche qui la vittima è in primo luogo carnefice di se stessa. E perché chi non si salva da sé non lo salva nessuno/ nessuno lo può salvare.
3.5 ma non arrotondo a 4 perché le ultime 3 pagine mi hanno un po' delusa. Mi dispiace moltissimo, perché il libro è veramente intenso e, mi sembra, molto verosimile. Ma non sentivo la necessità di quell'ultima "cosa". Anzi.
Interessante la premessa e i primi capitoli, ma le ripetizioni mi hanno fatto saltare alcune pagine. Ci sono molti trigger in questo libro. Tutto sommato, sono contenta di averlo letto per la parte sui tarocchi.
Recensione a cura della pagina Instagram pagine_e_inchiostro: Chiedi se vive o se mu0re è una storia che si nutre di arcani, di tarocchi, di vi0lenza e di destino.
India ha un passato traumatico alle spalle; il suo compagno Leo l'ha richiusa in uno stanzino, insegnandole la dura realtà di un amore t0ssico. Scappata, India cerca di riappropriarsi degli spazi e dei rapporti che le erano stati strappati via, finché non le giunge una notizia: Leo è caduto dal balcone dell'appartamento in cui vivevano. Decisa a chiudere definitivamente questo capitolo della sua vita, India si reca in ospedale, dove Leo giace incosciente, avviando un dialogo silenzioso con il suo inerme aguzzin0.
Attraverso diversi salti temporali, India ci racconta la pratica dei tarocchi e i suoi ricordi sparsi nel tempo. India, così come le sue carte, assume significato solo se messa in relazione con gli altri. Ogni carta ci svela una storia o un incontro, diventando un simbolo chiave del percorso di India, che rimane però una protagonista inaffidabile. I suoi ricordi si mischiano ad apparenti sogni, facendo sì che il lettore non sia in grado di distinguere la verità.
Tramite l’intreccio non lineare, ho potuto assorbire completamente le diverse fasi della vita di India: il ribaltamento dei ruoli della coppia, la lotta, il venire a patti con i sensi di colpa e con l’accettazione di un possibile futuro. Non é tanto fondamentale ricostruire la linearità della storia, quanto ascoltarla, sentirne il ritmo.
🃏 Chiedi se vive o se muore è un racconto che intreccia reale e onirico, in bilico tra il realismo magico e l'indagine chirurgica di ciò che, nel tempo, é in grado di segnarci e trasformarci.
💡 Curiosità: Ogni capitolo porta il titolo di un arcano maggiore, mischiando il significato dell’arcano di riferimento con un ricordo della protagonista. La copertina stessa del libro rappresenta l’undicesimo arcano, ossia la Forza, rappresentata da donna che tiene spalancate le fauci di un leone. La rappresentazione della forza della ragione posseduta dall’essere umano, ma anche della forza animalesca e irrazionale del leone.
Questa è proprio la storia di un amore tossico, malato e allo stesso tempo disperato di due persone ferite e distrutte che invece che guarirsi si distruggono ancora di più a vicenda.
La scrittura visionaria e suggestiva di Gaia Giovagnoli incontra il mondo dei tarocchi, labirinto di significati e di possibilità attraverso le quali leggere la realtà. La scelta del racconto della protagonista all'ex fidanzato ora in coma, insieme allo svelamento soltanto progressivo di ciò che è in effetti accaduto, attira verso la lenta scoperta di nuove vicende, dettagli e letture, che si richiamano tra loro ed evocano al contempo le immagini e i segreti dei tarocchi, moltiplicando le interpretazioni. Non un libro facile né immediato, ma un'indagine profonda sulla percezione di sé in rapporto con gli altri, con il futuro augurato o predetto e con il passato vissuto e riletto. Pagina dopo pagina, la protagonista India si stratifica e si arricchisce nella sua grande complessità, imponendosi su tutti gli altri personaggi che ha occasione di indagare attraverso ciò che le carte le dicono, e ancor più attraverso le loro reazioni a quelle immagini. E forse non importa tanto il finale, aperto e forse prevedibile, ma la scoperta quasi psicoanalitica di sé e degli altri.
Stile che mi piace molto. Mi piacciono moltissimo i libri in cui gli eventi si muovono nel tempo come onde di marea: un continuo andare avanti e indietro. Certo non è lettura rilassante, sia per lo stile che per il contenuto, la storia di una relazione tossica che si ferma a un filo dalla tragedia, che c'è ugualmente. Non sono facili nemmeno i personaggi, che rimangono -anche la protagonista - piuttosto piatti, come carte dei tarocchi. Avrei voluto qualche spiegazione in più, che il racconto non offre. Da qui le tre stelle. Alla domanda posta dal titolo non c'è risposta, e forse meglio così. La vita continua se riusciamo a salvarci, ma dobbiamo farcela da soli.
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Libro molto interessante e creativo nella tematica dei tarocchi e il loro utilizzo per strutturare il racconto e i capitoli. Tuttavia non mi ha preso tantissimo per quanto fosse carino, ma si é ripreso nell’ultima parte. L’inizio e la fine sono le parti più affascinanti, con un alone di mistero, legando la magia allo scetticismo moderno. Bello, in realtà sarebbero 3 stelle e mezzo.
Devo dire che avevo forti aspettative da questo libro, che mi aspettavo ci fosse molta più dimensione magica al suo interno proprio come in quello precedente "Che cos'hai nel sangue". Ma anche se non è esattamente come lo immaginavo, mi sono comunque immerso nella storia di India, il suo punto di vista femminile e libero mi ha incuriosito e appassionato, e così anche la sua storia travagliata con Leo. Da grande appassionato di tarocchi, mi è piaciuto il modo in cui ha voluto raccontare sè stessa (ma anche altre persone che non ha mai conosciuto di persona) attraverso le carte da gioco degli Arcani Maggiori, che danno il nome ai capitoli con tanto di spiegazione.La prosa di Gaia è sempre forte e originale, e molte delle frasi che utilizza le ho trovate suggestive, d'impatto, mi sono addirittura ritrovato a sottolinearle, cosa che non faccio mai sui libri. Spero che le prossime pubblicazioni tornino un po' di più verso la sfera del sovrannaturale, che in questo libro personalmente ho sentito a malapena, malgrado il tema fosse proprio il magico (dunque era più un pretesto per dire altro, suppongo). In ogni caso, è stato davvero un bel viaggio.
«Attraverso la parola esercito una forza, posso dare ordini, se voglio, spingere qualcuno nella luce o verso un abisso, possederlo.» Se avessi potuto, l'avrei valutato 3 stelle e mezzo. Questo libro è emotivamente provante, qualche volta do dovuto staccare nonostante fossi tentata di leggerlo tutto d'un fiato per scoprire come sarebbe andato a finire. Nonostante la lettura sia scorrevole e piacevole, non do 4 stelle piene perché ho trovato che lo stile fosse inutilmente prolisso in alcune occasioni (con ripetizioni ed esagerazioni che ricordano vagamente uno young adult); mentre ho trovato che la descrizione delle emozioni della protagonista, soprattutto in risposta ad alcuni eventi, fosse troppo superficiale in un paio di occasioni.
Emotivamente provante, molte scene disturbanti, alcune personalmente le ho trovate no-sense e non le ho apprezzate per mio gusto personale. Ho dovuto interrompere la lettura e leggere altro nel mentre perché mi stava disturbando un po’ troppo. Non so, non mi ha convinto a pieno forse perché non condivido tantissime cose di quelle che succedono. Da appassionata ho trovato molto interessante il parallelismo con i tarocchi per osservare gli eventi della vita da un punto di vista diverso. Lo stile di scrittura è molto bello, l’autrice scrive davvero bene, con una prosa a tratti poetica e bella intensa. Purtroppo non mi ha lasciato molto perché ero più disturbata che riflessiva mentre leggevo; peccato.
La violenza domestica narrata con lucidità chirurgica. Una storia dolorosamente comune anche nell'Italia dei giorni nostri. Il tutto infarcito di riferimenti ai tarocchi che, imho, è un tocco da maestro.
Un libro intenso. Mi è piaciuto molto come la scrittrice ha un integrato i tarocchi nella narrazione. I personaggi sono da un punto di vista psicologico interessanti. La scrittura è densa e vischiosa. Un libro che rimane addosso.
Un inizio molto appassionante fra tarocchi e relazioni complesse, verso la metà lascia il posto a un racconto un po' troppo del tipo "ragazze interrotte".