Mi sono messa a leggere allegramente questo libro. In treno, durante quello che sarebbe stato l'ultimo, ma non ultimo, dei viaggi del sorriso. Chiamo così i percorsi che hanno come destinazione un ospedale, una casa di cura....divago.
Ho cominciato allegramente, dicevo....per poi ricominciare pensando di sottolineare delle cose, cose da fare almeno una volta nella vita.
E poi ho ricominciato ancora, lasciando da parte la matita e mentalmente contrapponendo alle cose che leggevo, altre...cose solo mie.
....leggere alle 3,13 di ogni notte per scacciare le streghe, ascoltare le parole di una poesia che si forma nella testa ma che non vuole essere intrappolata tra bianco foglio e inchiostro, saltar su da un duro giaciglio ogni mattina senza sentir la mancanza delle proprie ossa, bere del caffè già curiosa del giorno che s'appresta......
Una lista di cose da fare, solo mia. Il più lunga possibile.
Bello il finale del libro: "Il mondo esiste nei nostri sensi, prima di esistere come un tutto ordinato nel nostro pensiero, e dobbiamo fare il possibile per conservare nelle fasi successive della nostra esistenza questa facoltà creatrice di senso: vedere, ascoltare, osservare, sentire, toccare, accarezzare, percepire, annusare, assaggiare, avere 'gusto' per ogni cosa, per gli altri, per la vita"
Unica raccomandazione: questa frase... non tutti possono leggerla in piena elaborazione di un lutto. Anche i buoni pensieri a volte fanno male.