Per il blog a book with tea
Per descrivervi questo romanzo farò per un attimo uscire le mie origini siciliane: chista si chiama meravigghia.
Bene, torniamo a noi e ad una recensione senza dialetti.
Se vi viene voglia di prenotare un viaggio di sola andata per la Scozia, sperando di trovare uno scozzese con tanti nomi e un giardino d’inverno, è normale, ci sono passata anche io. Ora bando alla ciance, ecco la recensione.
Inizio dicendo che Jessica si riconferma una delle mie autrici preferite, in un crescendo costante. Ho letto entrambi i romanzi che precedono questo e li ho amati tutti e tre nello stesso modo, e non credevo che fosse possibile. Ma è proprio questo che dovrebbe dare l’idea della magia che si crea leggendo un suo romanzo: ho ritrovato parti di me in ogni personaggio che ha scritto, che ho letto, che ho sentito mio. La sofferenza di Damiano ne La collisione dei cuori; l’inadeguatezza e l’insicurezza di Melissa e la vita programmata e senza rischi di Tommaso in Dimmi che mi odi; per finire alla costante voglia di vita, di nuovo, di bellezza di Eileen e alla paura di vivere, di amare, di essere felice che prova Ross.
Sarà difficile lasciarli andare, ma spero che la mia recensione gli renda giustizia.
Eileen Walsh e Ross Cameron lavorano alla Prince Publishing, si conoscono da praticamente tutta la vita e si odiano, non riescono a stare due minuti nella stessa stanza senza litigare.
Lui le ha spezzato il cuore e lei vuole stargli alla larga, ma tutto congiura per avvicinarli sempre di più, per la serie: “o ci innamoriamo o ci uccidiamo”. Nell’ordine: gli tocca organizzare un matrimonio che non è il loro, fingere di stare insieme e lavorare spalla a spalla. Praticamente 24 ore su 24 a stretto contatto senza che nessuno dei due riesca ad evitare l’altro. Vi faccio uno spoilerino piccolino: nessuno dei due uccide l’altro, resta solo una possibilità, chissà qual è ehehe.
Aspettavo questo romanzo da quando ho letto l’ultima pagina della storia di Tom e Mel, perché due come loro non potevano non avere la loro storia e il loro lieto fine, perché avevano così tanto da raccontare che sono felice che Jessica abbia deciso di scrivere di loro e di farlo in modo magistrale, descrivendo perfettamente il modo in cui sono l’uno l’opposto dell’altra, eppure così complementari che un altro pezzo che ti completa così non lo trovi. Mai.
Eileen è tutto quello che Ross ha sempre aspettato senza saperlo, è quella persona in grado di portare bellezza dove non pensava di poterla più rivedere; luce quando si era rassegnato ad una vita di buio e allegria quando si era convinto di non meritare la felicità.
Sono due sopravvissuti ad una vita che li ha voluti spesso e volentieri al tappeto e, quando sopravvivi, non conta il modo in cui lo fai, basta farlo. Eileen è più forte di Ross, molto più forte di Ross, lei non ha mai permesso alla vita di spezzarla, ha sempre continuato a sorridere e ad essere felice delle piccole cose. Ross invece ha scelto di chiudere fuori tutto quello che potrebbe renderlo felice perché crede di non meritarlo, che lui non sia abbastanza per la felicità. E credo che la sua paura l’abbiamo un po’ tutti, perché quando una cosa è troppo bella, troppo grande, troppo importante, perderla fa una paura del diavolo, e lui non vuole più perdere, non vuole più rischiare, fino a quando non rischia di perdere tutto. E lì capisce cosa conta davvero, che la felicità forse non sempre la meritiamo, ma che quando arriva è solo nostra, che sia un secondo o una vita intera. Dobbiamo prendercela e godercela, per il tempo che durerà, perché è solo nostra, è lì.
Ho amato tantissimo questo romanzo, e lo sapevo che sarebbe stato così. L’attesa ne è valsa assolutamente la pena, perché Ross ed Eileen mi hanno fatto capire che, sì, l’amore fa paura, ma allora stesso tempo è quella cosa lì che ti permette di superarle tutte le paure che hai, quella cosa lì che ti spinge a rischiare anche quando non vorresti farlo, anche quando fa troppa paura.
Ringrazio tantissimo @jessicameloniautrice per avermi permesso di leggere la loro storia, per aver ascoltato i miei scleri e per aver sopportato i miei insulti (Scusa Jonathan, ma te lo sei meritato). È difficile lasciarli andare, ma non esiste un modo migliore di questo per farlo.
PS: menzione d’onore per Mr.Pepper, ti ho amato dal primo momento che sei entrato in scena.
Godetevi la Scozia (e non solo, ma per scoprire dove altro si andrà non vi resta che leggere), buona lettura 🩷