"Il futuro incalza talmente che non perdiamo tempo a guardarci indietro".
Tempo fa ho seguito l'impresa di un tale che ha percorso a piedi la via francigena da Terni a Cambridge. L'asse portante del racconto era "il tormento del viaggiatore". Il cronista continuava a chiedersi se ce l'avrebbe fatta, se il fisico e la mente avrebbero retto quando non si interrogava sul senso stesso del viaggio: perché indugiare in questa futile impresa anziché entrare finalmente nel mondo degli adulti operosi?
In questo reportage scritto nel 1907 c'è pochissimo spazio per l'introspezione. In quei giorni era ancora possibile sfidare la natura, i viaggiatori stavano compiendo qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima e avevano ben chiaro il senso dell'impresa. Diversamente per il cronista del XXI secolo, al quale una sfida alla natura non deve sembrare così importante in un epoca in cui la tecnologia vince ogni ostacolo. L'unica sfida ancora possibile è quella contro se stessi. I pionieri d'inizio secolo scelsero il mezzo che prometteva di rivoluzionare i trasporti, il cronista del XXI secolo sceglie il mezzo più lento possibile perché deve mettersi alla prova. Arrivare velocemente è alla portata di tutti.
Nella cronaca di Barzini c'è tutta la baldanza dell'occidentale che vuole conquistare il mondo con la forza della ragione. Il principe è l'uomo d'acciaio che "dove vuole arrivare egli arriva, impegnandovi razionalmente ogni sua attività ed ogni mezzo del quale può disporre". Il meccanico conosce il mezzo fino all'ultimo bullone ed è pronto ad riparare ogni guasto con la sua perizia. Tutti loro sentono "l'orgoglio d'una civiltà e d'una razza", di "rappresentare qualcosa di più di noi stessi: con noi è l'Europa che passa. Nella velocità riassume tutto il significato della civiltà nostra". "Il futuro incalza talmente che non perdiamo tempo a guardarci indietro". Non guardavano indietro e non si guardavano dentro.
Non c'è ancora stato il bagno di sangue della Grande Guerra reso possibile proprio dalle conquiste tecnologiche che Barzini celebra con entusiasmo: i nostri tre raiders possono godersi con mente immacolata il viaggio e la gloria e i lettori con loro, a patto di chiudere per un po' i fantasmi nell'armadio.
Although I'm not that interested in cars, even vintage ones, I really enjoyed the story of their incredible journey. I think that the portion that had the most impact on me, was the description of their travels through Siberia. I was struck by the vastness of the region, the wilderness, and the isolated villages that they passed through. The little snippets of history, amongst their adventures repairing the car, or getting it pulled out of the mud, really made the book for me. The Trans-Siberian Railway, while necessary for the people of Siberia (I read somewhere that it could take a year to travel to Moscow from some isloated towns) also seems to have really disrupted centuries-old trade routes. This was not something that I had considered before; I had just viewed it as increasing the efficiency of trade, I had not realized that it had cut off some of the older towns along the route to the east.
Un reportage eccezionale scritto magistralmente dal giornalista del corriere Barzini, un'avventura di 13000 km da Pechino a Parigi, dove anche il lettore di sente parte dell' equipaggio e nel contempo orgoglioso di essere italiano. Una storia poco conosciuta, ma che, anche per me che solitamente leggo romanzi, interessante e piacevole
Van Peking naar Parijs per auto krijgt van mij 2 van de 5 sterren. Hoewel het onderwerp – een avontuurlijke autotocht door diverse landen – veel potentieel heeft, blijft het verhaal helaas oppervlakkig en mist het de spanning die je bij zo'n reis zou verwachten. De beschrijvingen van de verschillende landschappen en culturen zijn vaak te kort en geven weinig diepgang, waardoor het moeilijk is om echt mee te leven met de belevenissen van de reizigers. De schrijfstijl voelt soms droog en technisch, waardoor het boek meer als een verslag dan als een meeslepende reiservaring leest. Voor liefhebbers van reisverhalen kan het interessant zijn, maar het slaagt er niet in om echt te boeien of te inspireren.