"La compagnia del gelso" è una storia che ho scelto per il titolo che mi ricordava un altro titolo di uno scrittore che amo, solo che lì invece che di gelsi, la compagnia era di Celestini.
E ho fatto bene a sceglierla perché Faggiani racconta una storia che parla di amicizia, di amore per la natura e per la vita; una storia che parte in ospedale, da un incidente causato dal vecchio Nevio (classe 1921) al "Professore" a cui ha affittato l'appartamento attaccato a casa: in un momento di confusione ha sbagliato cancello e ha centrato lo sventurato con la sua vecchia Panda.
Per fortuna nessuno dei due si è fatto troppo male e mentre son in convalescenza, grazie ad una tesista che passa a trovare il prof in ospedale per aver conferma su alcune cose della tesi- sui gelsi- , i due degenti iniziano a parlare,proprio del gelso.
Quello che il prof non sa è che Nevio e i suoi amici sono legatissimi a questo albero che in dialetto ascolano è detto " Lu purcu", il maiale, perché come per il suino, non si butta via niente. Da ragazzo Nevio andava a piantare gelsi dove non ce n'erano - un " guerilla gardener", diremmo oggi- insieme ai suoi amici di una vita, con cui è stato anche partigiano.
Usciti dall' ospedale Nevio chiede al Prof. di aiutarlo a sistemare la Panda e ,insieme al resto dei vecchietti, il prof passa una mezza estate su e giù per le Marche, divertendosi, stupendosi, imparando un sacco di cose sulla vita e sui gelsi (alberi di cui, pur insegnando alla facoltà di scienze forestali, conosce davvero poco)e partecipando ad avventure degne del film "Amici miei".
Dopo l'avventura della Panda, il prof entra a pieno titolo nella cerchia degli amici di Nevio, con il soprannome di " Lu fricu", il giovane ...in effetti di anni ne ha 38 ed è un ragazzino rispetto ai 5 vecchietti pieni di vita! E trascorre giornate piene di bellezza e di" saper vivere, e conosce meglio anche Fosca, la figlia di Nevio, di cui si innamora .
La storia prosegue verso un finale dolce e doloroso allo stesso tempo, si ride dietro un velo di lacrime e si celebrano la bellezza e la magia della vita e di un albero generoso,maestoso e speciale: il gelso.
Un romanzo breve che mi è piaciuto tantissimo e mi ha dato modo di scoprire sia personaggi davvero adorabili ,sia un albero di cui amo i frutti, ma che conoscevo poco o niente.
La scrittura di Franco Faggiani e il pov in prima persona fanno immediatamente entrare dentro la storia, dentro le vite dei personaggi, ognuno con le sue stranezze e passioni.( Uno dei miei preferiti è il Savoia).
Il titolo, alla fine, ha un significato ulteriore e commovente, e vi invito a leggere la storia per scoprire qual è.
🌟🌟🌟🌟🌟 5 Stelle è il mio voto!
Buone letture (finalmente)e alla prossima!
Leggerò sicuramente altro di questo scrittore.
Bravi quelli di Aboca per aver creato una collana dedicata agli alberi!