Un sapiente filtro d’irrealtà vela queste storie e i personaggi di non specchiata eticità che le abitano.
“Anacronistiche” le definisce l’autore. Ma lo sono davvero? Basta leggere le cronache di ordinaria quotidiana follia per ritrovarli tutti, questi protagonisti. Maschi prevalentemente (in Fantasmi però trattasi di una deliziosa famiglia di “parenti serpenti”).
Tutti, comunque, con seri problemi di memoria e di collocazione spazio-temporale. E tutti con poco commendevoli pulsioni, più o meno pregresse. Solo l’ultimo racconto pare finire bene. Con gran fatica del protagonista, però.
Davide una voce nuova e “anacronistica” del panorama narrativo italiano.