Blankets, le coperte. Che siano quelle del letto che condividi per la prima volta con qualcuno, che sia il tuo fratellino, perchè devi e non hai scelta, o quella persona che ti fa innamorare e che le regole te le fa infrangere. Oppure quella coperta cucita a mano apposta per te da qualcuno che ti vuole bene e che diventa qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti bui. Coperte e letti che diventano zattere e vele contro la tempesta, oppure un nido sicuro e uno scudo verso il mondo che è così difficile da vivere, specialmente quando si cresce, quando si cambia.
Parla di una parte della vita di Craig, episodi dell'infanzia col fratellino, con la famiglia religiosissima, dell'incontro con la bella Raina, parla di crescita, di cambiamento, di scoperta, d'amore, passando per critiche non troppo sottili all'ambiente religioso in cui cresce.
Dopo un po' di copertine cupe, mi arriva tra le mani questo libro a tinte tenui, un romanzo grafico disegnato in modo semplice, un po' stilizzato, che racconta in modo pacato una storia ordinaria ed autobiografica, con calma affronta anche temi forti, ma piano, sottovoce, pur tenendo sempre attaccati alle pagine. E sono tante le pagine, quasi 600. Alcune raccontano in modo classico, vignetta dopo vignetta, altre si riempiono di immagini grandi e più elaborate, che funzionano un po' come dei grandi punti esclamativi, altre mostrano tanto senza parole, vignette piene di silenzi, emozioni e pensieri (sia dei protagonisti che di chi legge). E sono pagine piene di piccoli grandi dettagli, di cumuli di neve, di montagne silenziose, di ombre lunghissime, di fiocchi di neve che si sciolgono sulla lingua, di cieli stellati.
Insomma, gran bel libro. Delicato, profondo, tenero, malinconico... una coccola in cui immergersi. Una coperta calda, appunto!