Dans la lignée des Frères Lehman, Manhattan Project raconte l'invention de l'arme la plus effrayante jamais créée sur terre. Une ballade au coeur d'un réacteur humain où l'adrénaline du compte à rebours alterne avec des tourbillons d'humanité profonde et des éclairs d'ironie typiquement yiddish. L'histoire commence en 1938 lorsqu'un groupe de jeunes et brillants physiciens juifs hongrois fuient l'Europe de Hitler pour se réfugier aux Etats-Unis. Effrayés par l'idée que Hitler, qui prépare alors l'Allemagne nazie à la guerre, puisse mettre au point une arme ultime, ils s'unissent pour être les premiers à concevoir la bombe nucléaire tandis que retentissent en Europe les cris des ghettos en flammes.
Stefano Massini (Firenze, 22 settembre 1975) è uno scrittore, drammaturgo e saggista italiano, consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, firma del quotidiano La Repubblica e noto volto televisivo per i suoi racconti a Piazzapulita su La7.
Reconstitution poétique et théâtrale d'un épisode historique à l'opposé de la beauté. Stefano Massini appuie son statut de conteur unique et lyrique, donnant à voir la profondeur de ses personnages et l'urgence de la recherche scientifique. Dans cette course effrénée, il invite à se concentrer sur les liens humains, ceux qui galvanisent et nous emportent hors des réalités dont on ne peut s'échapper. A l'instar de Bertolt Brecht, Stefano Massini ouvre une porte de l'histoire avec une théâtralité qui nous tient de la première à la dernière page.
È teatro, è poesia, è intrinseca narrazione dell'uomo sul precipizio.
Fra personale e universale, tradizione e proiezione, narra dell'umanità sul filo del rasoio che anela al futuro, un'umanità che viene da un humus comune, lontano, trapiantata in un nuovo mondo alla ricerca di salvezza che sembra possa avvenire solo tramite la minaccia di distruzione, sradicata ma che torna alle radici etiche per riflettere sulle prospettive nonostante il sole a cui punta sia lontanissimo dalla terra da cui cercano di interpretarlo. Dubbi, scienza, quotidianità, paura, speranza, un calderone di emozioni che riflettono nei protagonisti la tumultuosità di un'epoca e la difficoltà di scelte che paiono obbligate, ci illuminano prospettive che noi con il senno di poi fatichiamo a capire e in cui non possiamo immedesimarci, forse troppo è cambiato nell'atmosfera che ci ha cresciuti o forse ci riprecipiteremo ancora perché il seme dell'angoscia che annebbia e costringe è piantato nell'uomo. Ogni parte ha il nome di un libro dell'antico testamento, la cultura ebraica infatti fa da collante a questa narrazione, mettendo in dialogo i vari personaggi con le loro peculiarità
L'uomo delle variabili non solo era pronto a gestirla ma l'aveva già ampiamente calcolata prima ancora di suonare il campanello.
Sorrise dunque compiaciuto per il suo metodo infallibile prese un bel respiro e iniziò il discorso che si era nei dettagli messo a punto matematicamente per convincere Robert Oppenheimer.
Roman en vers libres, qui raconte (beaucoup par l'intime) comment les scientifiques, politiciens et hommes d'affaires ont participé à la création de la bombe atomique.
Roman en vers libres sur une période historique importante et décisive pour le reste de l’Humanité. Il y a clairement eu un avant et un après…
Ça raconte l’histoire de ces physiciens juifs hongrois échappés de l’Europe pour gagner le « Nouveau Monde ». Chacun spécialiste dans son domaine, étude des principes de la dynamique, fissions nucléaire, statistiques ou étude des réactions en chaîne… Ils travailleront de concert et sous couvert de l’état américain 🇺🇸 dans une course contre la montre pour développer et maîtriser cette énergie qui conduira à la création de la Bombe Atomique, sous la direction d’Oppenheimer.
Mais la vraie question est « doit-on l’utiliser ? ». Nous connaissons déjà la réponse à cette question…
C’est haletant, dynamique, aéré, percutant et émouvant. Attention vous ne trouverez pas ici de longues tirades scientifiques sur fond de théorèmes obscures pour le profane. La partie « science » est vulgarisée et abordable pour le plus grand nombre. Je suis sur que vous serez ravie d’en apprendre beaucoup sur les atomes, la fission des particules, l’uranium et comment il est modifié pour donner le plutonium etc.
Si vous avez vu le film Oppenheimer récemment au cinéma 🎥 🍿 jetez-vous sans attendre sur ce roman ou offrez-la à votre entourage en cette période de Noël 🎅🏼 🌲
Lungo testo teatrale in cui si incontrano gli scienziati, ebrei per la maggior parte, emigrati negli Stati Uniti che hanno contribuito allo studio e allo sviluppo della bomba atomica. La narrazione è particolare: concetti, frasi, citazioni sono ripetuti in modo martellante, nulla è scritto a caso. Attraverso i capitoli si approfondiscono tutti i personaggi coinvolti, strato dopo strato si percepisce la loro personalità. Il tono allegro e farsesco che predomina è intervallato da parentesi più cupe che riguardano la guerra e quello che si otterrà con il conseguimento del progetto Manhattan.
L'assassino che in una rapina spara un colpo al droghiere, viene arrestato, giudicato e chiuso in una cella ai suoi figli viene detto di scordarsene il nome tuttavia il soldato che in guerra ne uccide cento non solo non è arrestato ma gli dànno una medaglia e ai suoi figli viene detto “era un eroe”.
Settembre 1920: un anarchico italiano infila una bomba in un carretto lo porta davanti alla Borsa di Wall Street: un grande gigantesco buuummm che fa crollare tutto ne uccide decine e decine banchieri, finanzieri, uomini d'affari si camminava sui cadaveri.
Perfetto: lo chiamarono un “atto di guerra" e per quello gli diedero la caccia, ovunque.
Un atto di guerra: a noi chiedete di fare cento volte il bum di Wall Street ma, se ci riusciremo, avremo salvato l’Amenca.
Sintesi: La morte cos'è? Un'idea.
Reato in tempo di pace, del tutto ovvia in guerra.
(j'ai récupéré juste un extrait dans une boîte à livres donc malheureusement je n'avais que les 83 premières pages, mais ça m'a donné tellement envie de lire le livre en entier !) l'auteur utilise avec art et maîtrise le théâtre comme reconstitution de l'histoire, dans une écriture emplie de poésie qui rembobine la création par deux jeunes scientifiques idéalistes de l'arme la plus destructrice du XXème siècle: la bombe atomique...
Capolavoro assoluto. Migliore letture del mio 2023, dubito potrà essere superata. Come per i Lehman è un testo teatrale, gli a capo d'anno il ritmo alla lettura. Letto ad alta voce è...una bomba, scusate il mio sense of humor. Consiglio vivamente a chi ha davvero la passione per la lettura, oltre l'intrattenimento
Solo all'ultimo giorno casualmente trovandosi tutti e due davanti ai lavandini nei gabinetti piastrellati di verde ramarro Dirac e Oppenheimer si erano visti riflessi nel grande specchio e lì - nello specchio - senza guardarsi negli occhi ma solo guardando innanzi come in un cinema si erano rivolti per la prima volta la parola:
«Dicono tutti che qua dentro io e te, Oppenheimer, siamo i migliori». «Ah sì? Onestamente non è il concorso a premi che mi interessa». «E se anche fossimo i migliori... dico: tu hai tutto così perfettamente chiaro?» «No, per nulla. C'è un'equazione che non trovo». «Stesso identico problema». «Prova a dire, se posso aiutarti.» «Ti avverto, Oppenheimer: la meccanica quantistica qui non c'entra». «Neanche per me, Dirac, in quella mi oriento». «Anche per me, lì tutto chiaro». «Piuttosto...» «Piuttosto?» «Dimmi tu». «Preferisco ascoltare te.»
[...]
«Ti supero di 6 punti, Oppenheimer, quindi inizi tu. Qual è l'equazione che non trovi?» «Studio da anni le reazioni dentro l'atomo il dentro del dentro del dentro fissioni, fusioni ma il punto è che anche io mi scindo, come l'atomo senza che nessuno mi insegni l'equazione».
Si fissarono nello specchio dei cessi piastrellati di verde ramarro. Poi risero.
È sempre così ridicolo scoprire che l'essere umano è prodotto in serie: «E allora, Dirac, che mi dici? Ce l'hai l'equazione del mio star male, sì o no?»
Nello specchio dei gabinetti verde ramarro c'era molto più che un Congresso di Fisica applicata. Molto più importante. Anzi: decisivo. La relatività di Einstein, al confronto, una bazzecola. «La cerco da anni anch'io, Oppenheimer. Ho sempre pensato che il dolore sia una forza centripeta: afferra tutto quello che sta fuori e lo contrae nella mia testa. Poi credo di aver cambiato teoria, sai? Il dolore è centrifugo perché nasce ogni volta che mi allontano da chi sono da chi mi sento». L'altro ci pensò, poi: «Porrei come premessa che la tristezza, il dolore sono una forma di energia su questo non ho il minimo dubbio è un'energia analoga a quella nucleare: la fissione di un atomo cos'è se non una spaccatura? E quella spaccatura crea energia, dal di dentro. Così ogni volta che l'uomo si spacca dentro esattamente come l'atomo ciò crea, dal di dentro, un'energia potentissima». Dirac alitò sullo specchio dei cessi, e scrisse: E=mc² «Vedi, però, Oppenheimer: se per Einstein l'energia è sempre legata alla massa allora potremmo dire che l'energia del nostro star male aumenta con la massa di ciò che in noi si spezza come dire che più materiale emotivo hai in rottura e più forte è l'energia che ti inonda.». «E no, caro Dirac, ti correggo: E=Δmc² nel senso che l'energia nasce dalla differenza della massa fra un momento A e un momento B come dire che noi soffriamo proporzionalmente al modificarsi del nostro materiale interiore: c'è sempre un movimento, uno spostamento qualcosa che, dentro, muta posizione e da lì, sempre lì, si genera la frattura. Io vorrei l'equazione di questo spostamento». «A mio avviso si tratta di porre la questione in un'altra luce: ci sono sistemi che si dividono irrecuperabilmente e altri sistemi che viceversa mantengono una forma di coesione la mantengono anche dopo - e nonostante - la frattura. Io partirei da quella che ho personalmente dedotto essere l'equazione dell'amore: (iγ apice μ δ pedice μ - m) ψ = 0 che, come vedi, ci dice che due sistemi dopo aver interagito in simbiosi per un dato tempo anche se divisi mantengono il profilo di un sistema connesso. Ecco, Oppenheimer mi domando se il nostro sistema interiore sia fatto di frammenti che si separano e basta oppure di materia che mantiene un suo legame: meno forte è il legame più forte è l'energia dell'esplosione pertanto potremmo dire che noi soffriamo tanto di più quanto più le nostre parti interiori non si amano». «Tu ti chiedi se dentro siamo coesi o distinti io ti rispondo - d'altra parte come farebbe Planck - che ogni minima parte di noi ogni minima parte di me ogni pensiero ogni ricordo ogni emozione tutto ha una sua propria energia, caro Dirac per cui E=nhv E ci sono momenti in cui queste energie si muovono creandomi dentro un'onda elettromagnetica che io chiamo dolore. Ma perché? Perché questo avviene perché si scatena?» «Temo sia purtroppo come teorizza Heisenberg: ΔxΔ(MV) > h/4π ovvero che né tu né io potremo mai trovare la risposta essendo noi parte stessa del fenomeno: è un cortocircuito e noi ci stiamo dentro, caro Oppenheimer ci stiamo dentro è come chiedere a questo cesso l'equazione dell'andare al gabinetto».
"Non è casa mia, è di passaggio." E il benkshaft è un atomo di nostalgia.
"C'era bisogno di grandi scienziati come di grandi pittori ... altrimenti si finisce come in Germania, signor Rettore, a marciare dietro a un imbianchino. E sa, signor Rettore, perché questo accade? Perché le masse, intese come popoli sono come i neutroni, ha presente? I neutroni hanno carica elettrica pari a zero. Non sono protoni, non sono elettroni, loro sono zero. Ma noi sappiamo, guarda caso, che proprio i neutroni, con tutto che sono zero, si possono scindere e creare un'energia, signore, spaventosa. Sintesi: gli imbianchini in divisa non farebbero niente senza i neutroni che all'apparenza hanno carica nulla ma se ci si mettono diventano devastanti"
"Il poi è ciò che tu determini che sia anche se non fai niente anche per il solo semplice fatto di starci dentro anche per il solo semplice fatto che il tempo lo misuri tu e quindi ti appartiene."
"Studio da anni le reazioni dentro l'atomo il dentro del dentro del dentro fissioni, fusioni ma il punto è che anche io mi scindo, come l'atomo senza che nessuno mi insegni l'equazione."
Libro molto digeribile e veloce da leggere. La storia è "sempre quella", anche se è completamente diversa. Il punto di vista è quello di questo gruppo di fisici europei scappati dalla deportazione di Hitler che fanno partire il tutto e poi dal punto di vista di Oppenheimer. Entrambi i punti di vista sono particolari e ben caratterizzati, la narrazione è diversa da tutte le altre che ho sentito a riguardo. Contiene paura, irrequietezza, molti dubbi e tantissima pressione. Ovunque. Non è una storia gloriosa, non è una storia felice. È la guerra, Milioni di persone morte, di persone deportate, di persone la cui vita viene distrutta dal volere di pochi potenti. La guerra vista da lontano, ma con il cuore li dove si svolge.
Molti passaggi contengono pathos e dei bei ragionamenti che rileggerò sicuramente. Lo consiglierei a chi non vuole una lettura troppo leggera, ma allo stesso tempo veloce, diversa dal solito nello stile e coinvolgente.
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Meh Ci sono sicuramente pezzi interessanti, il monologo di Sachs, ad esempio, o le descrizioni che ogni personaggio si porta appresso come un biglietto da visita, anche se a un certo punto diventano ridondanti. Non ho capito il senso di buttarla così tanto sulla religione... Non voglio pensare male, quindi mi astengo. Sarebbe interessante capire quanto siano corrispondenti al vero le relazioni che inscena l'autore tra i vari personaggi storici.
Époustouflant! Ce texte confirme encore un fois pourquoi il est dans mes auteurs préférés. Quelle puissance, beauté, humanité ces mots qui disent tout, les images qu’ils façonnent et les détours poétiques qu’ils nous font prendre.
Ce que j’apprécie le plus, je crois, c’est qu’à chaque fois que je lis cet auteur, j’ai toujours l’impression d’assister à une masterclass d’écriture et de scénarisation!
Non sapevo cosa aspettarmi da un libro con uno stile di scrittura così particolare e invece mi sono dovuta ricredere: ho adorato ogni singola parola. Penso uno dei libri migliori del 2023, Massini ha fatto un lavoro perfetto. Le frasi associate a ogni personaggio di questa opera corale hanno reso tutto ancora più ansiogeno e mistico, veramente un ottimo libro. Super consigliato.
Un’opera letteraria di grande livello e profondità che ha anche il valore aggiunto di essere un’opera teatrale. La scrittura di Massini non è scontata, mai banale, un mantra che porta al pensiero e all’illuminazione. Un’opera che non parla semplicemente di storia ma la vive e racconta gli uomini.
Uno dei libri più belli letti quest' anno. Massini va letto ad alta voce per permettere alla storia di entrare dentro col suo ritmo e devastare il petto. Questo libro mi è scoppiato dentro come LA bomba al centro del tormento degli uomini protagonisti del racconto. Bellissimo, potente.
Pièce et poème, réflexion sur la bombe atomique et ceux qui l'ont fait naître, un texte puissant et original sur l'épopée qui permit à l'Amérique de se doter de la bombe en mobilisant les scientifiques ayant fui le nazisme. Lisez !
UNA STORIA AMERICANA CON RADICI IN EUROPA E CONSEGUENZE GLOBALI
Non avevo dubbi che Massini mi avrebbe stordita come la prima volta con Lehman Trilogy INNANZITUTTO IL COME Cosa è una ballata? Massini non vuole essere, né lo è mai, un purista della ballata ma i suoi testi tra prosa / poesia e teatro civile si avvicinano molto alla struttura di una ballata. C'è un ritmo di lettura che quasi porta a battere con il piede i tempi delle strofe e questo è divertente poi c'è il ritornello che ricorre e chiarifica.
A SEGUIRE IL COME C'è il Club detto degli Ungheresi. Tutti ebrei. Tutti espatriati dall'Europa che è sotto il giogo tedesco, sta arrivando anche Enrico Fermi dall'Italia perché Mussolini gli ha reso la vita impossibile. Tutti ricercatori alla Columbia University di New York (l'ho vista: è nell'Upper West side appena fuori Harlem). Lavorano in un seminterrato di Manhattan buio e denso del fumo delle loro sigarette nervose, nero delle loro lavagne che allignano fitte formule matematiche come collane bianche di gesso lunghe fino a 5 metri. Lavorano al Progetto Manhattan. Creano morte.
Il governo americano vuole la bomba atomica per concludere per le vie brevi il conflitto e, soprattutto, prima che alla bomba ci arrivi Hitler perché anche in Germania ci stanno lavorando, ed è una lotta contro il tempo. Cosa succede se i nazisti ci arrivano pure loro? L'America di Roosevelt mette sul piatto una montagna di dollari.
Ci occorrono due miliardi di dollari, due miliardi come raddoppiare Manhattan come deviare l'East River 2 miliardi [...] Serviranno 5 centri di ricerca in 5 parti diverse del paese Turni continui Ciclo senza interruzione centinaia di fisici chimici matematici analisti ingegneri
E poi arriva Oppenheimer è lui che deve coordinare, decidere e fare il lavoro più sporco pronunciando il definitivo via libera alla costruzione della bomba atomica. Sulla sua coscienza grava un sì o un no, fatali. Spaccare il nucleo dell'atomo di uranio è il meno, liberarne l'energia al suo interno pure, scatenarne la reazione a catena anche, il dilemma è come controllare questa energia che si troverebbe finalmente libera di fare ma - soprattutto - libera di disfare (il pianeta). Al quesito scientifico si coniuga l'urgenza etica, la responsabilità che una scoperta scientifica possiede verso l'intero genere umano.
Il linguaggio poetico e civile di Stefano Massini rende universalmente comprensibile le tortuosità imperscrutabili della fisica e devo riprendermi di tanta bellezza chiarezza e profondità, confezionate come fosse un gioco o una filastrocca leggera e irriverente perché le parole di Massini stordiscono. Tanto di Massini so che leggerò tutto il suo leggibile.