L'esistenza dei personaggi di questi racconti appare dominata da forze superiori, sospesa tra il senso del peccato e l'ineluttabilità della colpa come fatalità di ogni scelta. Ciascuno vive comunque fino in fondo la propria condizione, consapevole di una ricompensa al proprio dolore, che si trasforma in esperienza e non teme il destino.
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda was an Italian writer who received the Nobel Prize for Literature in 1926 "for her idealistically inspired writings which with plastic clarity picture the life on her native island [i.e. Sardinia] and with depth and sympathy deal with human problems in general". She was the first Italian woman to receive the prize, and only the second woman in general after Selma Lagerlöf was awarded hers in 1909.
Del mio amore per i libri Pungitopo ho già scritto altrove. Del mio amore per Deledda ne scrivo ora.
Questi racconti sono tanto spietati quanto inesorabile è il destino dei personaggi che si muovono al loro interno, eppure continui a leggere e speri in un miracolo, salvo renderti conto che il miracolo è il poterne leggere la storia e in questo modo renderli immortali ai tuoi occhi.