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L'anno dei dodici inverni

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In una giornata fredda e grigia del gennaio 1982, due giovani genitori ricevono la visita di un anziano giornalista, che fa loro una singolare vorrebbe incontrarli una volta all’anno per seguire la crescitadi loro figlia Chiara, venuta al mondo poche settimane prima, il 25 dicembre, e includerla così in un progetto giornalistico che ha in mente discrivere sui bambini nati a Natale. La coppia accetta e, da quel giorno, l’uomo che si fa chiamare Emanuele Libonati si ripresenta a casa loro quasi ogni anno nuovo, diventandone amico e confidente. Ma chi è veramente quella persona enigmatica, a tratti perfino inquietante, che sembra non invecchiare mai? Ma, soprattutto, perché cerca con insistenza di condizionare il destino della famiglia Grandi ogni volta che questa deve compiere importanti – e determinanti – scelte di vita? Servendosi di alcuni dei più noti avvenimenti e fatti di cronaca dei decenni a cavallo tra gli anni Ottanta e i Duemila – dalla vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio del 1982 all’incidente stradale che provoca la morte di Lady Diana nel 1997, passando per il disastro di Černobyl’ – Avoledo accompagna il lettore in un incredibile viaggio nel tempo, in cui il presente e il futuro dei suoi protagonisti si mescolano a tal punto da fondersi in un solo istante, dando vita a una sorprendente e toccante rivisitazione in chiave moderna dell’antico mito di Orfeo ed Euridice.

419 pages, Kindle Edition

First published November 10, 2009

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About the author

Tullio Avoledo

32 books44 followers
Nato a Valvasone, in Friuli, il 1º giugno 1957. Laureatosi in giurisprudenza, dopo aver fatto diversi mestieri, fra cui il copywriter e il giornalista, lavora presso una banca di Pordenone.

Con il suo romanzo d'esordio, L'elenco telefonico di Atlantide (gennaio 2003) pubblicato da Sironi, ha ottenuto un lusinghiero successo di critica e di pubblico e vinto il premio «Forte Village Montblanc - scrittore emergente dell'anno».

Nel novembre 2003 viene pubblicato il suo secondo titolo, Mare di Bering (Sironi) e nel 2005 i due romanzi Lo stato dell'unione (Sironi) e Tre sono le cose misteriose (Einaudi), Premio Super Grinzane Cavour 2006 e finalista, nello stesso anno, al Premio Stresa. Nel marzo del 2007 è stato pubblicato il suo quinto romanzo: Breve storia di lunghi tradimenti (Einaudi), Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi[2] e Premio "Latisana per il Nord-Est".[3] Suoi racconti appaiono in antologie pubblicate da Guanda e da Mondadori. Per Guanda, ne I delitti in provincia appare il racconto La traccia del serpente sulla roccia.

Il suo sesto romanzo, La ragazza di Vajont, è uscito per Einaudi nel giugno del 2008. È la storia di un amore impossibile, sullo sfondo apocalittico di un Nord-Est "parallelo" tormentato da una guerra civile e dai fantasmi della pulizia etnica. A settembre 2008 è stato pubblicato nella collana "VerdeNero" delle edizioni Ambiente il romanzo breve L'ultimo giorno felice (Premio "Tracce di Territorio", Pavia), che narra la crisi esistenziale di un architetto cinquantenne coinvolto nella ecomafia delle discariche friulane.

Il 10 novembre 2009 è uscito per Einaudi il romanzo L'anno dei dodici inverni, storia d'amore e di viaggi nel tempo, finalista al Premio Stresa e vincitore del Premio dei Lettori di Lucca 2010.

Il 31 maggio 2011 è uscito per Einaudi Stile Libero il romanzo Un buon posto per morire, un "romanzo storico sulla fine del mondo" scritto a quattro mani con Davide "Boosta" Dileo, tastierista del gruppo Subsonica.

Avoledo ha aderito con entusiasmo al progetto internazionale "Metro 2033 Universe" di Dmitry Glukhovski scrivendo il romanzo Le radici del cielo, in uscita a metà novembre 2011 per l'editore Multiplayer.it, e che a febbraio verrà pubblicato anche in Russia. Le radici del cielo, ambientato nell'universo postatomico descritto da Glukhovski nei due romanzi Metro 2033 e Metro 2034 è un'avventurosa cerca alla Tolkien, ma anche una profonda riflessione su temi come lo scontro tra il Bene e il Male e la possibilità che la fede in Dio possa sopravvivere all'olocausto nucleare.

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6 (3%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Claudia.
324 reviews30 followers
February 16, 2012
Avoledo scrive sempre lo stesso libro, approfondendo e ampliando pian piano temi che nei primi romanzi erano solo abbozzati. Come un sasso quando lo si lancia nell'acqua crea cerchi concentrici, così Avoledo ha guidato il lettore attraverso i suoi scritti, dal cerchio più lontano e meno marcato, "L'elenco telefonico di Atlantide" fino alla pietra scagliata nell'acqua, "L'anno dei dodici inverni", suo capolavoro.
Non so cosa sia successo in questi ultimi anni ad Avoledo, prima scriveva romanzi scanzonati, adesso scrive pagine intrise di nostalgia. Ognuno in questo romanzo troverà la sua malinconia personale, quella frase, magari anche tre parole e basta, capaci di toccare quelle corde intrise di tristezza che tutti celiamo nel nostro animo.
La trama... La trama è un incastro perfetto, un gioco di scatole cinesi. Il protagonista, di cui non si saprà mai il vero nome, è un misterioso giornalista che si presenta a casa dei Grandi ogni anno poco dopo Natale, per intervistare Emilio e Esther, ma soprattutto per seguire la crescita della loro bambina, Chiara. Ma chi è, da dove viene quest'uomo, cosa vuole dalle loro vite? La verità ovviamente la sapranno solo molti anni dopo.
Stupendo. Difficile che Avoledo riesca a scrivere qualcos'altro in grado di superare la bellezza di questo romanzo, ma lo spero. Troppo bravo.

Profile Image for Donata .
20 reviews55 followers
January 2, 2012
Finito questo libro ti auguri che un Emanuele Libonati possa percorrere lo spazio e il tempo per venire a cercarti e "amarti come nessun altra". Avoledo è davvero un poeta e le sue parole non sono mai banali. Stavo taggando questo romanzo come "Stati Uniti" perché davvero il suo stile non ha niente a che vedere con gli scrittori italiani che leggo di solito!
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
December 4, 2021
ad ogni suo romanzo che mi capita di (ri)scoprire mi convinco sempre di più che tullio avoledo sia tra i pochi autori italiani contemporanei da tenere davvero in considerazione: pochi in questo paese sanno giocare come lui con la fantascienza, calandola dentro un contesto da romanzo italiano, che cerca attraverso una storia personale (quella del protagonista e quella della famiglia grandi) di raccontare la cronaca di questo paese, specificatamente gli anni '80, decennio cruciale sotto molti aspetti.
a dirla tutta questo romanzo è anche una vera e propria dichiarazione d'affetto verso la fantascienza: la serie di letture del protagonista, la figura centrale di phlip k. dick, persino una citazione da "tutti a zanzibar" sono qualcosa di più che strizzate d'occhio agli appassionati, sono la confessione pubblica di un appassionato di narrativa di genere.
poi questo romanzo è qualcosa d'altro, è una lunga storia d'amore e d'affetto, è una storia di autodistruzioni, è una storia che mostra come sia cambiato il nostro rapporto con la cronaca (si vedano le performance del protagonista), insomma c'è talmente tanto dentro queste pagine che perdoni all'autore quello che ti convince meno.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,077 reviews296 followers
October 20, 2013
L'amante dell' (ennesimo) uomo che viaggiava nel tempo

Non mi ha convinto questo ultimo romanzo di Tullio Avoledo, così anomalo rispetto al resto della sua bibliografia o quanto meno alle 6 opere che ho letto in precedenza.

Un lieve retrogusto assonante alle atmosfere di Philip Dick, ad esempio, è sempre stato presente in Avoledo e costituiva uno degli ingredienti per me più saporiti dei suoi romanzi, ma qui diventa un ingombro quasi imbarazzante sia nell'ambito della storia, al punto di inventare addirittura l'incontro del protagonista con l'autore americano, assurto a divinità futura, sia nelle stesse tematiche, saccheggiandone esplicitamente paradossi temporali e mondi paralleli.

Quanto poi al rapporto fra viaggi nel tempo e romantica storia d'amore abbiamo precedenti sia pure meno autorevoli ma comunque significativi come "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" (A.Niffenegger - 2003) che ne ha esplorato in modo quasi sistematico tutte le situazioni e le implicazioni (amante giovane e amante vecchio/a, amante adulto/a e amante bambino/a).

Manca soprattutto in L'anno dei dodici inverni la sottile ironia di Avoledo, che altrove permetteva di affrontare tematiche contemporanee anche serie e tragiche con tocco leggero e distaccato: qui invece è il tasto sentimentale e melodrammatico ad essere premuto più o meno costantemente e non basta a fare da collante alle tre parti del romanzo che si avvicendano separate da deliberate cesure di toni, contenuti e locations.

Sembra che l'autore abbia affastellato una quantità di eventi (riuscendo effettivamente a collegarli alla fine con una certa spericolata abilità) per sopperire a un apparente deficit di ispirazione che ci auguriamo momentaneo.
Profile Image for Francesco Feola.
49 reviews5 followers
March 14, 2025
Nonostante mi sembri che la faccenda dei viaggi nel tempo sia ben congegnata, che si regga abbastanza bene - anche considerando l’ordine funambolico con cui l’autore racconta la storia, con salti avanti e indietro che sono sia della narrazione sia della storia stessa -, concludo la lettura dell’Anno dei dodici inverni con non poche perplessità, vari interrogativi e questioni non del tutto risolte.
Ma mi sono goduto il viaggio, come Kavafis augura nella sua poesia Itaca, testo che svolge un ruolo importante in questa vicenda. Un viaggio, quello della lettura, che è consistito a sua volta in una serie di viaggi nel tempo (e nello spazio), come pure nella fabula e nell’intreccio.
Si approda un po’ frastornati, come dopo una traversata in nave con il mare in tempesta, e appunto per questo grati per avere infine toccato terra, e contenti di aver condiviso il viaggio con persone - o personaggi! - che ora ti sono familiari, e che porterai con te a lungo, magari per sempre, poiché ti hanno distratto, intrattenuto, affascinato.
È così per quasi tutti i personaggi delineati da Tullio Avoledo: Emilio Grandi, sua moglie Esther e la figlia Chiara, Terlizzi e il figlio acquisito Eric, e persino il vescovo Prosser. Personaggi profondi, tridimensionali, ognuno fragile a suo modo (compreso lo sgorbutico padre di Emilio Grandi), misterioso e malinconico quanto basta per renderlo illusoriamente umano.
E il protagonista della storia, l’uomo che si fa chiamare Emanuele Libobati, che grazie alla cronomachina vive dodici inverni nello stesso anno 2028, ma del quale non sapremo mai il nome… O forse si poteva capire?
Profile Image for Paola Tani.
131 reviews3 followers
November 4, 2023
Ho trovato questo libro davvero sconcertante e mi è piaciuto molto fino a tre/quarti del libro, il prefinale non mi è tanto piaciuto (certe scelte di trama e descrizioni le ho trovate sconcertanti) ma nel finale si riprende alla grande.
Parte normalmente, come tante storie d'amore ma si intuisce subito che c'è qualcosa che lo scrittore ha in serbo al termine del viaggio.
Comunque lo consiglio vivamente, secondo me Avoledo meriterebbe più grande fama fra gli scrittori italiani.
Profile Image for Silvia.
22 reviews
December 17, 2023
Una lettura che ti prende, ti lascia e ti riprende...
In particolare perché a circa metà del romanzo cambia totalmente registro e inizia a raccontare di personaggi e di una realtà futura fantascientica (un po' ridicola con una chiesa che ha creato la religione di San Filippo Dick...) che sembrano totalmente slegati rispetto alla trama principale ma poi, alla fine le trame si riuniscono e tutto torna ad avere un senso e un perché. Strano.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
April 16, 2016
Avoledo è ad oggi il miglior scrittore ucronico italiano, e riesce a dare ai suoi libri, rigorosamente ambientati nel nostro un po' claustrofobico nordest, un respiro universale.
Per una volta la sua ucronia non è distopica, ma molto molto romantica e gode di un dolcissimo lieto fine, una sorpresa davvero gradevole.
Profile Image for lonelypepper.
178 reviews
February 11, 2021
Tre stelle e mezza.
È un periodo in cui ho voglia di leggere libri sui viaggi nel tempo, senza far caso al resto (per esempio, come in questo caso, al fatto che gli autori italiani non mi fanno impazzire). Questo "L'anno dei dodici inverni" è sicuramente molto migliore di altri, ma ha qualcosa che non funziona.
Emanuele Libonati è un personaggio misterioso che nei primi giorni del 1982 compare nella vita della famiglia Grandi con una scusa, quella di voler scrivere un libro sui bambini nati il giorno di Natale, come la piccola Chiara. Sebbene Libonati passi con la famiglia Grandi solo poche ore all'anno, presto diventa una persona importante per la famiglia, un amico. Un amico che non è rintracciabile, un amico che non ti lascia un indirizzo né un numero di telefono. Uno strano amico, a dirla tutta. La prima parte del romanzo parla delle visite di quest'uomo a casa Grandi, di come piano piano entra in confidenza con la famiglia fino a svelare segreti del futuro in grado di influenzarne profondamente le sorti. Ecco, il romanzo sembra scritto secondo la legge di Murphy che dice che il primo 10% di un lavoro viene svolto nel 90% del tempo, il restante 90% nel restante 10%. Quanto la prima parte del romanzo è accurata e tiene incollati al libro, tanto le altre due (specie la seconda) sono noiose e piene di piccole imprecisioni che nell'economia generale del romanzo stridono.
Nella seconda parte si scopre che Libonati viene in realtà dal futuro per "salvare" Chiara dal triste destino che la attende. Nella linea temporale da cui origina il viaggio nel tempo, Libonati e Chiara sono stati amanti, e sinceramente non si capisce cosa abbia di speciale Chiara (a parte il banalissimo dettaglio di guidare in modo spericolato), perché Libonati si sia così perdutamente innamorato di lei. Chiara sembra quasi un oggetto buttato lì per farle ruotare il romanzo attorno, non c'è un minimo di approfondimento e di caratterizzazione psicologica. È una ragazza bella ma non si capisce se oltre questa bellezza ci sia qualcosa di più. Comunque sia, Libonati torna nel passato e "piega" gli eventi, in maniera leggera per non creare paradossi, in modo tale che la vita di Chiara sia felice e lunga, e l'incontro con il Libonati, che per lei abbandona la sua famiglia, non avvenga mai.
Compiuta la missione, nell'ultima parte, il romanzo si conclude con un grossissimo e incomprensibile pasticcio che cerca di risolvere, probabilmente, degli interrogativi legati ai viaggi nel tempo ma in realtà non fa che incasinare il tutto e buttare tutto in vacca. Libonati, infatti, tornato in una linea temporale che non è più la sua e della quale non ricorda niente (non ha mai lasciato moglie e figli, sostanzialmente) si preoccupa di fare in modo di creare un evento della linea temporale originaria, che quindi è già successo senza che lui intervenisse. Insomma, un pasticcio.
Quel che c'è di bello è il richiamo ad artisti americani come Pynchon e Dick (del quale non si capisce perché, perché lo chiama "Filippo Dick" e non Philip Dick? Perché, sei pure in UK e lo chiami Filippo, perché?), i continui riferimenti musicali che fanno quasi da colonna sonora al libro. Insomma, un ni. Peccato, perché partiva proprio bene e poi si perde in un bicchiere d'acqua.
435 reviews
June 20, 2022
Mi capita raramente di essere così coinvolta e di commuovermi già dalle prime pagine di un libro, sino ad arrivare alla fine con le lacrime agli occhi.
Emanuele Libonati si presenta a casa Grandi perché vuole scrivere un libro sui nove bambini nati a Natale in quella regione e incontrarli una volta all'anno.
Vuole raccontare di Chiara, di quella bellissima bambina eppure le sue attenzioni si mostrano su tutta la famiglia, aiutando Emilio a non partire con il padre e a non rischiare di morire, aiutando Chiara a vivere una vita differente.
La realtà però solo a metà libro inizia a delinearsi davvero, ed Emanuele ha avuto la grande possibilità di tornare nel passato e di cambiare il corso della vita di Chiara, il suo unico e grande amore, cercare di salvarla, anche a costo di farsi completamente dimenticare, anche a costo di rinunciare a lei, perché modificando il passato si modificano i ricordi.
Emanuele Libonati è un nome inventato, il suo incontro e il suo amore per Chiara e la morte di lei, lo portano ad una sola decisione, dal suo presente tornare indietro al passato e dare una possibilità a chi ha amato e amerà sempre.
La verità giungerà a Chiara che vorrà incontrare quell'uomo anziano di cui non ha ricordi, ma che sa di essere parte di lei.
Una storia fantascientifica, un futuro dove i viaggi nel tempo sono a beneficio di pochi ma consentiti, dove esiste una chiesa devota a Philip K. Dick, il più grande scrittore di fantascienza, una storia surreale ma che racconta un amore vero, un amore dove la rinuncia non fa così male come la salvezza di colei che si ama.
Un libro scritto da uno scrittore di cui mi sono lasciata ammaliare, perché sembra la più bella favola scritta in un mondo che forse non vedrò, dove hanno inventato pillole e macchine per viaggiare nel tempo, ma non hanno modificato il senso più puro e vero dell'Amore.
La rinuncia e la salvezza, soffrire per rendere tutto migliore, cambiare il corso del tempo, modificare incontri, scegliere cosa sia più giusto per lasciare che quella ragazza sopravviva, perché quell'amore in lui non morirà mai.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Manuel Finelli.
85 reviews
April 6, 2024
L'anno dei dodici inverni, Tullio Avoledo, 2010, voto: 6,5

Un’ennesima occasione persa per Avoledo. Uno scrittore che ammiro molto per la capacità d’immaginare (per certi versi ‘prevedere’) e per la scorrevolezza del narrato, solo che si ‘perde’ spesso impedendo a potenziali grandi romanzi di diventare tale. Questo suo (bellissimo il titolo che si capisce solo alla fine) è incentrato sui viaggi nel tempo, vettore narrativo che dir ritrito è poco, ma lo riesce a impiegare alla grande e non attorcigliandosi troppo (cosa non facile), ma un po' si e qualcosa non fila come dovrebbe, ma si soprassiede volentieri che l'insieme merita. Il difetto principale, però, è l’assenza di un editing decente che ha lasciato due parti che sono molto noiose e fiaccano in modo devastante la lettura proprio nel momento in cui si ingrana la marcia giusta.
Senza far spoiler… Quella delle vacanze al mare diventa poi funzionale ma è uno strazio fuoritema in sé. L’altra, poi – quella dei funerali di Diana - assolutamente inutile e particolarmente tediosa. Che all’autore scappi la mano quando si diverte, ci sta. Che nessuno la bacchetti, quella mano, e tiri una bella riga sopra decine di pagine inutili. Leggetelo se, come a me, piace il genere. Ste due parti saltatele pure a piè pari e la lettura ne gioverà.
15 reviews
January 17, 2024
Ho iniziato questo libro con un’idea diversa del suo contenuto e della storia che narra; purtroppo le prime pagine, che in sostanza mi sono piaciute come nel complesso tutto il romanzo, hanno indirizzato subito il racconto nei binari del viaggio nel tempo, rovinando in parte la magia di una storia comunque molto intrigante.



ATTENZIONE SEGUE SPOILER


Notevole la distopia futuristica ispirata a Philip Dick e Fallout 3 narrata nella terza parte del romanzo, seppur troppo citazionista l’ho trovata in alcuni frangenti davvero brillante.

Qualche altra trascurabile nota dolente, oltre all’auto-spoiler iniziale, risiede in alcuni paragrafi davvero troppo melensi a parer mio e, infine, in una - credo - incongruenza tra l’età della morte di Emilio Grandi, la maturità di Chiara e il rapporto sessuale di quest’ultima con il commercialista latitante argentino, incongruenza (se tale è) dovuta a mio parere alla necessità di far combaciare la morte di Emilio con la catastrofe di Černobyl'.

Aggiungo che secondo me ne uscirebbe una discreta miniserie tv (di 12 puntate!).
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Elisa.
143 reviews24 followers
December 9, 2023
Veramente stupendo!
Possiamo definirlo fantascienza? Fantastico? Non lo so, parte in un modo e prende una deriva che non mi aspettavo. E lo fa in senso assolutamente positivo.
Non conoscevo questo scrittore, ma credo che armeggerò un po' fra i suoi scritti, prossimamente.
Chi lo conosce può magari consigliarmi cosa leggere come secondo suo libro?
Profile Image for Benedetta Ammannati.
279 reviews2 followers
November 27, 2017
Rece - L'anno dei dodici inverni - Avoledo

Non mi è piaciuto. Parte bene ma la storia diventa sempre più improbabile fino ad aggrovigliarsi sull'uomo del futuro che torna nel passato per sistemare un po' di cose.

Voto:5--
Profile Image for Alessandro Brazzalotto.
137 reviews2 followers
December 23, 2023
Avrebbe potuto essere un piccolo capolavoro italiano sul viaggio temporale. Invece con un colpo di coda il Tullio ha preferito qualcosa di più americano...peccato. Chiara e Libonati restano due Super Figure in ogni caso.
Profile Image for Paola Tani.
148 reviews3 followers
January 17, 2024
Tullio Avoledo è uno dei migliori scrittori di genere italiani.
Sempre spiazzante, quando vi sembra che si sia ingolfato in una banalità fate attenzione, ci sarà una svolta inaspettata che costringerà il lettore a rivedere le certezze.
103 reviews
April 9, 2025
Complesso, un ponte tra generi dove l'alternanza di spazio, tempo la fa da padrone. Sicuramente non ci si può distrarre, i dettagli sono importanti.
La ricerca stilistica di Avolero è indiscutibile ed efficace.
Profile Image for Simone Cicali.
Author 21 books19 followers
November 5, 2023
Una bella storia di amore e viaggi nel tempo.
Avoledo si conferma un maestro delle ucronie.
Se vi è piaciuta "la moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" vi piacerà questo.
Profile Image for La pescatrice dei libri.
118 reviews8 followers
November 6, 2023
Questo libro misterioso merita davvero, io l’ho divorato.
Un giorno, un signore anziano bussa alla porta di una coppia giovane che ha appena avuto una bambina. Chiara, la neonata bellissima di Emilio e Esther è una dei 9 nati il giorno di Natale. Sembra questo il motivo della presenza del signore anziano che pare sia un giornalista, Emanuele Libonati. Quest’ultimo chiede alla famiglia di Chiara la possibilità di fargli visita ogni anno nello stesso periodo per un paio di ore.
Negli anni che passano tra una visita e l'altra, ci saranno tante novità nella famigliola, raccontati in un romanzo pieno di misteri. Si parlerà molto di chiariscuri di una famiglia, raccontando in paralello anche la storia di un ragazzo con atteggiamenti autolesionisti, che nel corso del romanzo ha un suo sviluppo personale.
Con tantissime citazioni del mondo della fantascienza, sfociando in una religione del futuro basata proprio sull’opera letteraria di Philip K. Dick.
Un libro particolare melancolico dove si parla di solitudini, perdite, vite incompiute ma anche di viaggi nel tempo, con l'unico motivo: salvare l’unica persona, perché alla fine anche una persona potrebbe essere il mondo.
Profile Image for Francesco.
Author 34 books41 followers
September 2, 2015
Mi aspettavo di più, da una simile idea. Ben scritto, come di consueto (anche se non al livello di altri romanzi dello stesso autore). Le mie personalissime osservazioni critiche: troppo lunga la parte centrale sull'incontro con il giovane Eric, sfiora la noia; troppo "malata" Chiara per innamorarsene in quel modo (ma qui il giudizio umanamente è sospeso), forse un po' troppo grottesca la chiesa del Santo Filippo e infine, e questo è quel che più mi preme, la mia visione laica mi stimola una sensazione di pesantezza derivante dalle contine metafore a carattere cattolico, fra corone di spine, segni della croce e quant'altro. Non a caso l'amore del protagonista è pura assistenza. Finale, a ben leggere, aperto in stile Avoledo. Ripeto: mi aspettavo di più.
Profile Image for Luca.
20 reviews
September 30, 2012
Perfetto fino a tre quarti, stile impeccabile, echi di Ian McEwan nello stile e trama tesissima. Spunti geniali da Dick e dal mondo dei videogiochi. Purtroppo a un certo punto la vena creativa (o il tempo disponibile prima della deadline dell'editore?) �� esaurita e la storia si banalizza verso un buonismo che non si sposa di certo con le aspettative create per buona parte del libro. Rimane un bel romanzo, che si divora in pochi giorni o perfino ore. Ma non mantiene tutte le promesse.
Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
April 6, 2015
Le storie di viaggi nel tempo per cambiare il passato senza creare (troppi) paradossi mi rilassano e appagano molto, e per queste in genere mi lascio trasportare senza pensare troppo.Non m'interessa la verosimiglianza, ma non mi piacciono le imprecisioni; e qui ce ne sono di grossolane.
45 reviews
January 14, 2025
Sono stata molto combattuta verso questo libro. Non saprei dire con certezza se mi sia davvero piaciuto oppure no. L'ho adorato in alcune sue parti, per poi invece trovarlo piuttosto noioso e troppo "fantascientifico" per i miei gusti in altre. Molto bello il finale
Profile Image for Blowersdaughter.
85 reviews12 followers
March 5, 2013
Molto bella la prima parte, mi ha riportato indietro ai primi libri che ho letto di Avoledo, scade un po' verso il finale, diventando troppo sentimentale per i miei gusti. Vale comunque la pena.
Profile Image for Walter Lazzarin.
Author 5 books11 followers
February 12, 2025
La prima metà funziona, eccome. Poi la trama si sfilaccia e diventa a tratti prevedibile e a tratti poco credibile. Peccato.
Profile Image for Massimiliano Mameli.
5 reviews
December 30, 2024
Comprato pensando fosse un libro natalizio, ho scoperto un libro meraviglioso. Tra le migliori letture di quest’anno.
Displaying 1 - 29 of 29 reviews

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