Come da tradizione, ho incominciato una serie di libri dal secondo volume invece che dal primo! Ebbene sì, non c’è una volta che, per caso o per volontà mia, legga una serie/saga seguendo l’ordine stabilito dall’autore. D’altronde, perché preoccuparsi? Se un romanzo merita lo si capisce subito e, in fin dei conti, tornare indietro per saperne di più sui protagonisti è persino più piacevole di quanto si possa immaginare. Nella fattispecie, voglio sapere tutto su Giulio Maria, ma questo è un discorso a parte…
Dopo questa doverosa, inconcludente e ridicola premessa mi accingo a parlarvi di “Piccola libreria con delitto” di Elena Molini. La protagonista, che vive pressappoco le stesse vicissitudini dell’autrice (omicidi a parte, voglio sperare), è Blu Rocchini, titolare della Piccola Farmacia Letteraria (che per l’appunto esiste davvero), trentenne mediamente in gamba, nonché mediamente sfasata, che abita ancora nell’appartamento preso in affitto da studentessa universitaria mentre si barcamena tra un fallimento sentimentale e l’altro, a differenza della nonna che non vede l’ora di presentarle il suo nuovo fidanzato! Attorno a Blu gravitano le amiche, alcune delle quali impiegate nella libreria, come per esempio la psicologa Carolina, e l’amico storico Giulio Maria proprietario del bar accanto alla farmacia letteraria.
A questo giro, le vicende della libreria e di Blu e company non sono protagoniste al 100% perché un fatto straordinario sconvolge la frenetica, ma regolare, vita di Blu. La ragazza, infatti, viene sconvolta dall’improvvisa telefonata di Rachele, carissima amica di infanzia, la quale, dopo una notte passata in casa del fidanzato, al risveglio lo trova morto in salotto, ucciso da una coltellata nel fianco destro. Blu è terrorizzata (chi non lo sarebbe?), ma corre in aiuto dell’amica e pian piano, mentre indaga senza nessuna competenza o autorizzazione, si ritrova avviluppata nelle maglie di un intricato delitto della camera chiusa. Difatti, sembra che nessuno possa essersi introdotto in casa di Manfredi. Ma se non è stata Rachele ad uccidere quel bastardo, aggiungo io, chi allora? Ad aiutare la giovane libraia nei mille tentativi di salvare l’amica dal carcere, ci sono, oltre agli amici, anche Miss Marple, Sherlock Holmes ed altri investigatori che, nei momenti più disparati, appaiono in libreria o al parco e l’aiutano a ragionare sui fatti, facendola sembrare, neanche a dirlo, più svitata che mai.
Quanto alla soluzione del caso, diciamo che ci sono andata vicino, ma alla fine, per quanto mi riguarda, il colpo di scena c'è stato! Magari il caldo non mi aiuta a ragionare, ma credo che l'autrice se la sia cavata bene.
Per concludere, vi consiglio di leggere questo romanzo e, ripeto, leggerò il primo volume perché ne voglio sapere di più su Giulio Maria…è un motivo più che valido, no?