L’esperienza del desiderio ci accompagna tutti nel corso della vita, ma occuparsene da scienziato è tutt’altro che facile. Vediamo perché provando a consultare un dizionario. Alla voce "desiderio" troveremo, più o meno, una definizione come questa: il sentimento di ricerca e di attesa dell’attuazione di ciò che è confacente alle proprie esigenze. Ma un sentimento è per definizione qualcosa di privato, cui ha accesso diretto solo la persona che lo prova. Bene, questo libro racconta la storia dell’idea che ha invece reso possibile la matematizzazione del desiderio. Si tratta di una storia strana e intrigante, che inizia con alcuni fatti notati dal fisiologo tedesco Ernst Heinrich Weber nella prima metà dell’Ottocento, e destinati a diventare poi il fondamento della psicofisica. La psicofisica è una disciplina per lo più ignota a chi non l’ha studiata all’università, ma è alla base della nascita della psicologia scientifica e delle neuroscienze cognitive contemporanee, e anche di tante delle tecnologie che caratterizzano il mondo contemporaneo.