In una notte d’estate del 1933 un velivolo misterioso si schianta al suolo nei pressi di Vergiate, nel varesotto, lasciando dietro di sé una densa coltre di fumo rosa e un omicidio irrisolto. Mussolini in persona ordina da subito che l’accaduto venga insabbiato e istituisce un Gabinetto Speciale per indagare in segreto sull’oggetto volante non identificato. Nessuno ha mai visto un aereo come quello ma tutti, proprio tutti, hanno un’opinione sull’accaduto: un’arma segreta tedesca, una tecnologia inglese, un aeromobile americano. Ciò che i personaggi scopriranno li obbligherà a misurarsi per la prima volta nella storia con forze extraterrestri e tecnologie aliene, in un vorticoso intreccio di spionaggio internazionale che anticipa di trent’anni gli incidenti di Roswell e riscrive i contorni dell’ufologia.
Lorenzo Palloni e Miguel Vila danno vita a un intenso racconto di fantascienza-rétro ispirandosi a uno degli eventi di cronaca più strani mai registrati nella storia d’Italia.
I disegni di Vila - che a questo punto diventa uno dei miei fumettisti preferiti - al servizio di una avvincente storia scritta da un altro grosso calibro del fumetto italiano come Lorenzo Palloni: è successo davvero e il risultato è boom.
Fortezza volante non è il tipo di storia che mi appassiona davvero (in cui di base tutto torna alla perfezione), ma mi interessa soprattutto in quanto struttura che permette di incastrare tra loro scene molto visionarie, a volte senza soluzione di continuità.
Qui sta la parte forte del fumetto: Miguel Vila rende onore al portato alieno della storia, in tutte le sue forme (extraterrestri e non) esaltando il gusto pulp già presente in partenza nel fumetto. In questo lavoro, ancora più che nei precedenti, i soggetti nelle vignette piccole vengono sintetizzati in forme molto soffici e, insieme al layout che buca la pagina, mi da spesso la sensazione di vedere delle formichine agitarsi dall'alto (sensazione avuta leggendo anche altri suoi fumetti, ma il voyeurismo qui diventa quasi cosmico). Il realismo prorompe nei momenti di culmine emotivo e in quelli (memorabili) di maggiore fantasurrealismo onirico, spesso evocati tra la nebbia della pianura padana mentre infestano le vite dei civili. Lorenzo Palloni incastra questi episodi all'interno di una storia che tiene incollati alla lettura con personaggi centratissimi e l'intreccio a orologeria già menzionato.
Lo storytelling di Palloni è filmico, il ritmo tiene e non rallenta mai, ogni ingranaggio della storia gira ben oliato all'interno della narrazione per immagini - sempre più matura - di Vila. Un thriller con tutti i crismi del genere, contaminato dal pulp, dal pop e dalla fantascienza di una volta. Grandissima prova di due autori che hanno saputo completarsi a vicenda.