Voto 4 stelle e mezzo
Recensione a cura del blog Romantic Fairies
Ritorna la Hamlet con il terzo volume della Mobster Series, dedicato a Leonardo Russo, il figlio del Boss di Los Angeles.
L’abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi come il personaggio più scanzonato, il play boy, quello dedito al divertimento e alle donne.
Abbiamo sofferto con lui la perdita del padre, a cui è seguita la sua salita al trono.
L’abbiamo lasciato alla porta di Alex e Mariella con la ragazza con il tatuaggio di un uccello.
Quante di voi hanno pensato che fosse riuscito a prendere la talpa?
Finalmente è nelle nostre mani la sua storia e quella di Angela Ramirez, l’unica figlia del Capo Ramirez, il boss del cartello nemico dei nostri reali.
Un’altra storia che si beve veloce, frizzante, fredda e pepata.
La componente mafia è più presente, ci sono scene più cruente che mostrano come nel mondo della criminalità non ci sia posto per sentimentalismi e buonismo, soprattutto se sei il giovane capo che deve dimostrare di essere all’altezza della direzione della famiglia.
“In questa organizzazione, i sentimenti sono una debolezza e non ce la possiamo permettere”
Appare strano come avere tutto, ricchezze inimmaginabili, potere possa essere sinonimo di mancanza di libertà, perché bisogna stare attenti a chi si frequenta, bisogna essere all’altezza della situazione, perché si diventa una pedina negli interessi della famiglia.
Questo accomuna Angela e Leo, anche se il secondo ha la fortuna di essere uomo e quindi di godere di maggiore autonomia.
Eppure la consapevolezza di cosa lo aspetta quando il padre verrà a mancare, lo porta a desiderare di poter sottrarsi al suo destino, a lasciare tutto nelle mani del cugino.
“Giuro che prego tutte le sere che il mio vecchio goda sempre di ottima salute, perché la mia vita mi piace così com’è: onde, birra ghiacciata e donne a nastro”
E pure Angela vorrebbe fuggire, essere per una volta una ragazza normale.
“Certo la proprietà è enorme e non è che viva esattamente rinchiusa in una cella, ma nonostante sia grande e dorata, la mia resta comunque una gabbia”
Una fuga che diventa una necessità quando il padre decide di concederla a un socio in affari, quasi un'esigenza di salvezza quando il nostro principe di Los Angeles si mette sulle sue tracce.
Ma Angela, anche se ha vissuto protetta fin dalla tenera età, è una tigre che sa farsi rispettare e dopo i primi momenti di paura e incertezza, saprà essere all’altezza di Leonardo, rendendogli pan per focaccia.
La storia richiede uno spazio ristretto rispetto ai precedenti romanzi e anche i personaggi sono limitati, ma visto che comunque coinvolgono i precedenti protagonisti e gli altri boss, la lettura scorre, coinvolgendo e appassionando.
È molto piacevole ritrovare Frank e Alex, Isa e Mariella, che avranno un loro apporto molto importante.
Le interazioni fra i protagonisti sono molto avvincenti, impostate sul qui pro quo iniziale, la colpevolezza di Angela e la sua presenza a San Francisco.
Ma nulla è come appare: l’autrice è molto brava a far arrivare la verità al lettore solo sul finire del romanzo.
Un altro romanzo che avvince e conquista, un altro finale, nello stile di Kris, che chiude la storia dei protagonisti, ma coinvolge in quella dei prossimi personaggi… e Kris mi ripeto il quarto volume non uscirà mai abbastanza presto.
Non posso che ripetermi, una serie che consiglio anche a chi vorrebbe approcciarsi a questo genere, perché il modo di scrivere dell’autrice avvince e conquista, con delicate storie d’amore e ironia.
Brava Kris.